Fran in Scotland: George Street and Cafè Marlayne

Giusto perché mi sembrava un pò troppo che non postavo un video, ho pensato “perché non postarne uno nuovo?”.

Questa frase non ha senso (come il video. Come il post. Come tutto il blog)

Ok, ho sonno, perché anche se questo post verrà pubblicato domani mattina in realtà lo sto scrivendo stasera (cioè la sera prima di quando sarà pubblicato, che è la sera prima in cui state leggendo, sempre che lo leggiate domani, che è il giorno dopo del giorno in cui sto scrivendo)

Il sushi mi ha dato alla testa. Forse per la prima volta il video è più sensato rispetto al post.

Per vedere il video potete cliccare sulla foto, o anche QUI.

Untitled-1E giusto per ricordare le puntate precedenti di pazzia, ecco un riassunto.

Per la serie Fran eats Scotland abbiamo l’EP1 e l’EP2.

Per la serie Cooking with Fran abbiamo solo l’EP1 (per fortuna).

E niente, la serie Fran in Scotland è appena iniziata con il video sopra.

Se volete iscrivervi al canale potete cliccare QUI.

Basta, vado a far riposare gli unici 2 neuroni che mi sono rimasti, che se ne muore uno dalla stanchezza l’altro rimane solo e si suicida.

Advertisements

Horror movie

Giusto per ricordarlo anche nel blog, sono costretta (si, il mio secondo neurone sta puntanto una pistola al nucleo del mio primo neurone per costringerlo a fare ciò) a fare un post in cui vi lascio il link al mio ultimo video.

Untitled-1.jpg

Potete cliccare sulla foto (selvaggiamente, sopra la mia faccia) o QUI. In entrambi i casi vi siete fregati da soli e dovrete sorbirvi 5 minuti di video inutili.

E giusto per riepilogare, per adesso ho deciso di fare due categorie di video (ma presto ne arriverà una terza (eh si, ci mancava la terza)).

La prima si chiama Fra eats Scotland, ed è quella dove provo prodotti a caso (non proprio a caso, ho un mio sistema, ma i miei problemi mentali lasciamoli a me stessa). Per questa serie ho già pubblicato (purtroppo):

  1. Ep. 1: Smoothies
  2. Ep. 2: Eatme bananas

La seconda serie è appena iniziata con quest’horror movie, serie che non si chiama horror movie, ma Cooking with Fran, dove cucineremo insieme cose che… cucineremo inseme cose, punto. Di questa serie per ora abbiamo solo la prima puntata, quella di oggi (per fortuna):

  1. Ep. 1: Knödel

E niente, se vi capita, iscrivetevi al canale, mettete un mi piace al video, lasciate un commento oppure no (sono convincente, si).

Alla prossima (purtroppo)!

 

Video bananosi, gattosi, soiosi e polaccosi

Un altro video che ho pubblicato ormai una settimana fa, ma trovo solo ora il tempo di postarlo nel blog (potevo anche risparmiarmelo ma vabbé, ormai ho iniziato il post, non ho voglia di cancellarlo (è più facile continuare a scrivere idiozie dentro parentesi dentro altre parentesi (dentro altre parentesi) dentro altre parentesi)).

Video su cosa?

Su una pazza che prova banane che vogliono essere mangiate e banane che non vogliono essere mangiate, ma siccome è cattiva mangia quelle che non vogliono essere mangiate; su una pazza che prova a togliersi peli di gatto dal naso; su una pazza che prova bevande alla soia dal sapore nauseante e non contenta la prova anche in vari modi per essere ancora più nauseata; su una pazza che prova caramelle che non sa nemmeno cosa sono perché sono polacche e lei non capisce il polacco e allora prova a cercare cosa vuol dire la scritta nel pacchetto e comunque non riesce a capire lo stesso che forse Roze significa Rosa.

Ecco, questo è il riassunto. Adesso beccatevi il video cliccando qui)

(o forse potete cliccare anche nella foto, non so se ci sono riuscita a metterci il link…)

IMG_0858 copy

Noodles tagliatella, ah no, pappardella tagliata con la sciabola

Dopo 3 mesi e mezzo di duro lavoro finalmente ho quasi due settimane di vacanza, evviva! Che poi, “duro lavoro” mi sembra un pò esagerato, sinceramente stare dalla mattina alla sera a rollare sushi mi sembra ancora un hobby più che altro… ma almeno un hobby pagato bene!

Prima di tornare nella mia (non) amata Italia (dove rollare il sushi era veramente un hobby per cui dovevo pagare pure bei soldini) ho un altro aggiornamento per una delle categorie del blog che amo di più, Eating Scotland. Provare l’infinita varietà di cose da mangiare (e non) che si trovano qui è una delle cose in assoluto che mi mettono di buonumore!

IMG_0383

IMG_0384

Questi strani noodles li ho comprati nel mio negozietto cinese di fiducia, attirata dalla dimensione extralarge della pasta (che non avevo mai visto, a parte nelle pappardelle). Insieme ci sono quei 3 pacchettini, in uno c’è la salsa di soia, in uno quella cosa rossa piccante con i semini di sesamo e nella terza qualcos’altro che non ricordo (li avrò mangiati nemmeno una settimana fa, ma la vecchiaia fa sempre brutti scherzi).

IMG_0385Di solito questi ramen pronti io me li faccio sempre, appunto, a “ramen”, nel senso, in brodo. Anche quando c’è scritto chiaramente che c’è da cuocere la pasta a parte, scolarla e metterla con i vari condimenti in una padella. In questo caso però non c’era niente che potesse fare da brodo, quindi mi sono dovuta piegare al volere supremo del dio ramenoso (eh va che tutti con questo petaloso, io è una vita che trasformo tutte le parole con “oso” alla fine e nessuno mi ha accreditato l’invenzione di nessuna parola, quasi che mi sento offesa) e insomma, li ho fatti asciutti. Poi proprio asciutti asciutti no, è stato più forte di me e ho lasciato un pò di acqua che si è amalgamata con quella cosina rossa, come potete ben vedere dalla IMG_0388foto orribile che ho fatto apposta per mostrare questo particolare brodoso.

(tra l’altro la foto è pure sfuocata, ridatemi una reflex!)

Riprendiamoci. Allora, giudizio finale: erano buoni. Piccanti al punto giusto, e i semini di sesamo ci stavano benissimo. La pasta ha tenuto bene la cottura, anzi è rimasta piuttosto al dente (ok, c’è da dire che io cuocio la pasta per la metà del tempo indicata nella confezione, di solito va bene (con i ramen, perché tendono a diventare gommosetti per i miei gusti) ma stavolta un minutino in più forse era da farglielo fare) e come dicevo il condimento era proprio buono.

Tra l’altro quando avevo visto la quantità di pasta (non so se chiamarli noodles? Tagliatelle? Pappardelle? Pasta tagliata con una sciabola?) avevo pensato “eh che è, 10 g di pasta?” e invece no! Era una porzione giusta (non so come faceva a stare dentro quel pacchettino miniscolo).

Insomma, un’altra leccornia acquistabile solo in territorio scozzese che sicuramente ricomprerò. Alla prossima!

Mc Donald e altre filosofie di vita

Si ok, Mc Donald fa male, riempie di schifezze i suoi “panini” (ma ci sarà davvero la farina in quel “pane”? O è fatto di cacca di clown impastato ad olio di friggitrice?), fa diventare tutti grassi e ciccioni e ci saranno almeno altri milioni e milioni di motivi per non andarci (sono sicura che ambientalisti, vegetariani, vegani, crudisti, fruttariani, pomodoriani, limoniani e la nuava setta, gli aariani (che non sono i seguaci di Hitler, ma coloro che si cibano di aria), sarebbero ben felici di scrivere il nuovo best seller “I 1.000 motivi per non andare a mangiare da Mc Donald“, venduto proprio in mezzo al libro “Come sconfiggere i tumori bevendo acqua e limone dopo le sbornie” (i Kurnalcool sono sempre un passo avanti) e a quello intitolato “Lobby farmaceutiche: brutte e cattive“, con il sottotitolo “Come dare una sculacciata ai cattivoni che non vogliono rivelare il mistero della pietra azzurra che salverebbe l’umanità dall’avvento di Darth Vader“).

Louisiana Smokey Bacon

Manhattan Classic

Insomma si, Mc Donald è lì, nella lista dei nemici più temibili della storia, insieme al Mignolo col Prof che tentano ogni sera di conquistare il mondo (oh ma una mano non vogliamo dargliela? Forse si starebbe meglio sotto il comando di due topi). Ai primi tre posti troviamo appunto le Lobby farmaceutiche, Mc Donald e chi si ciba dei poveri agnellini a Pasqua (driiiin driiiin, “Nonna, allora hai fatto l’agnello per domenica, vero? Per me 4 porzioni, grazie!”. Si, sono una persona insensibile che mangia povere bestiole allevate apposta per questo) (ah si, giusto per schifire del tutto le 2 persone che mi leggono, sono anche a favore della sperimentazione animale. Lo so, voglio salvare vite umane a scapito dei topi (Mignolo e Prof non preoccupatevi, a voi non vi tocco), sono una persona orribile).

Che sia chiaro, non ce l’ho con chi sceglie di non mangiare animali o altre cose senza vaneggiare, ce l’ho solo con chi sceglie uno stile di vita e cerca di convincerti che il suo sia l’unico cammino possibile verso la salvezza. Ma poi non ce l’ho con nessuno in fondo, abbracciamoci tutti, arrostiamo un maiale e facciamo festa cercando di prendere un pesce rosso con la retina per poi portarlo a casa a morire in una boccia di vetro di 4 cm per 4.

Nevada Spicy

Ce la farò mai a fare un’introduzione normale? Probabilmente è ora che mi rassegni alla triste realtà: la serietà non è di casa e nemmeno la sinteticità. Perché sono partita per scrivere: “Mc Donald riempie di schifezze, lo so, ma io ci vado si e no una volta ogni due mesi” e sono arrivata a scrivere tutta quella pappardella sopra che non ho intenzione di rileggere, spero che si capisca qualcosa tra parentesi e slanci di infervoramento.
Arriveremo al punto, abbiate fede.

Per quanto Mc Donald faccia schifo davvero, usi prodotti di dubbia provenienza e di sicura pessima qualità, a me piace. Che poi si dia la colpa al povero Big Mac per aver preso 20 chili in 3 mesi, questo è un altro dei vaneggiamenti di cui parlavo sopra (non sono mica solo i vegani militanti ad essere matti, ce n’è per tutte le religioni). Nessuno obbliga a prendere la macchina e a recarsi al più vicino Mc Donald; esistono quelle cose chiamate supermercati dove per la modica cifra di 89 centesimi potrete acquistare 500 g di pasta Barilla, per la modicissima cifra di 59 centesimi un barattolo di pelati e magari adesso che è primavera c’è la superofferta sulle piantine aromatiche, 1,49 euro e una pianta di basilico è tutta vostra. Fatemi fare il conto con la calcolatrice… con 2,97 euro vi siete fatti un bel piatto di pasta e è avanzata pure un sacco di roba. Alla faccia dei 7-8 euro per un menù Big Mac.

Su, bisogna ammettere le proprie colpe: se la ciccia arriva, qualcuno ce l’ha messa, e non è stato di certo il signor Mc Donald che di notte, a vostra insaputa, veniva a farvi iniezioni di lardo sottopelle.

Texas Western BBQ

Arizona Crunchy Nachos

Detto questo, come ho già scritto altre volte, io mi faccio infinocchiare alla grande da qualsiasi iniziativa pubblicitaria. Non sono andata da Mc Donald in pigiama solo perché non l’ho saputo fino al giorno dopo, altrimenti sarei stata ore la sera prima, ferma immobile davanti all’armadio, per scegliere quale tra i miei fantastici pigiami avrei dovuto sfoggiare. Avrebbe vinto quello in pile morbido, rosa con la faccia di coniglio come tasca e con il cappuccio, lo so. Ma sarebbe stata una dura battaglia perché quello con gli orsetti anche nei pantaloni e quello con i gufetti avrebbero lottato fino alla fine.

Tornando a noi, quando ho letto di questa cosa dei “4 menu li paghi te e il quinto te lo regaliamo noi” ho mandato all’aria i miei buoni propositi di dieta e mi sono precipitata (leggi: ho mandato Mr Geom a comprare il primo menu).

1. Il primo è stato il Louisiana Smokey Bacon. Buono ma simile a tutti gli altri panini Mc Donaldosi.

2. Il secondo è stato il Manhattan Classic, che non era male ma il panino aveva il sapore dei Brezel, che non amo particolarmente, quindi non poteva entusiasmarmi più di tanto.

3. Il terzo è stato il Nevada Spicy, e qui già c’è stato un salto di qualità. Il pane aveva una specie di polverina piccantina e il panino era anche lui un po’ piccantino (niente di esagerato, infatti fosse stato per me avrei osato di più), nel complesso il migliore dei primi 3.

4. Il quarto è stato il Texas Western BBQ, che aspettavo con ansia fino a quando non mi sono resa conto che aveva anche lui il pane brezeloso, che per me lo ha rovinato.

5. Il quinto è stato l’Arizona Crunchy Nachos. Sarà stato perché era quello gratis, ma è stato decisamente il migliore dei 5. Ha delle fette di salame dentro che stanno benissimo con i nachos. Vorrei davvero proporre al signor Mc Donald di tenerlo in menù fino alla fine dei tempi. Insomma, almeno aveva un sapore diverso dai soliti panini.

Quindi il vincitore è…. (rullo di tamburi)….

L’ARIZONA CRUNCHY NACHOS!! (per me, ovvio)

Per non farmi mancare niente ho assaggiato anche il Mc Flurry al burro di arachidi, altra prelibatezza che suggerirei di tenere in menù per altri 10-20 anni (anche se il migliore per me rimane quello al pistacchio, mamma mia quant’era buono…)

E basta, ho baterato abbastanza per oggi, alla prossima!

Review This Food

Mi sono si assentata dal blog per un sacco, e per un blog appena nato non è che sia una grande cosa. Ma, come ben sanno le 3 persone che mi conoscono, con le mani in mano non ci so proprio stare e se si tratta di trovare modi inutili per perdere tempo che potrei sfruttare per fare invece qualcosa di utile, io sono la regina. La regina del regno ScovareCoseInutiliPerNonDoverUsareIlTempoFacendoQualcosaDiUtilandia.

E allora, nello spirito de “nel mondo ci sono un sacco di caramelle e io ne voglio assaggiare il maggior numero possibile”, ho deciso di continuare il Prova Prodotti che facevo qui, ma in versione video: Review This Food. Non è che ci sia un motivo in particolare, era solo per usare la videocamera che tengo rinchiusa in uno degli scaffali a prendere polvere. Siamo già al terzo episodio, quindi eccoveli tuttie e 3 di fila.

Io che mangio Le Sottilette Le Cremose:

Io che mangio la Crema di aceto balsamico:

Io che mangio i Semmelknödel:

Guardateli tutti, mi raccomando, solo così potrete essere completamente partecipi della mia follia. E se siete bravi forse in uno dei prossimi giorni vi farò una foto alle cose che mi tengo da parte per fare questi video, che ormai stanno occupando tutta una parte del mio armadio. Fortuna che ho 2 vestiti in croce, così c’è un sacco di spazio per le mie buste piene di cose da mangiare…