Calendario dell’Hallowento: Halloween! No, 1 novembre…

La tentazione di schiaffare qui le foto della “cena” di Halloween senza stare a sproloquiare come al solito è tanta, ma non sia mai che io vi privi dei miei vaneggiamenti. Anche se tra un pò inizia Bar da incubo, quindi cercherò di essere sintetica.

Non ci posso credere, domani per la prima volta da settimane non sarò costretta a scrivere “aggiorno blog halloween”, ma potrò riscrivere tranquillamente “aggiorno blog”. Un bel cambiamento, cioè, un bel meno-spreco di inchiostro. E comunque ho rischiato davvero di non farlo, questo aggiornamento: per esempio, ieri ho comprato l’albero di Natale all’Ikea e mi sono punta (con il fuso di un arcolaio, strumento molto in uso ai giorni nostri, scommetto che qualunque donna ne ha almeno un paio a casa) con gli aghetti. Per portarlo in macchina mi sono rotta la schiena (sapete, la vecchiaia e la totale assenza di muscoli nel mio corpo, sostituiti nel tempo da grasso). Piatti da lavare. Panni da stirare. Mal di pancia. Dolci castagnosi da fare. E adesso che mi ero decisa a scrivere qualcosa al computer avvolta nella mia copertina gufosa, ecco che arriva il gattaccio nero, che di solito mi evita come la peste. Decide tranquillamente di piazzarsi tra di me e il computer, così, giusto per rendere semplice il mio ticchettare sopra i tasti. Ovviamente non si è messo qui per stare con me, ci sta solo perché adora la mia copertina. Ce la dobbiamo litigare tutti i giorni e di solito vince lui.

Ma non dovevo parlare di Nat… ah no, di Halloween? Mi sto confondendo, del resto ho appena comprato l’alberello, ho iniziato a ripempire la mia busta di cose natalizie e, come se non bastasse, inizio ad avere animali da presepe in giro per casa. I classici, insomma, galline, paperelle, lupi e dinosauri.

Si, Halloween dicevo. Questa è la pizza della Lidl (Santa Lidl subito. Durante il rosario non si prega anche per lei? Santa Lucia, prega per noi, Santa Lidl, prega per noi). Una delle pizze più belle che abbia mai visto. E di sicuro la più Halloweenosa.

E si, anche questi wurstel non sono da meno. Mi chiedo perché non ne facciano anche di altri tipi da vendere tutto l’anno, che so, per esempio con la faccia di Hello Kitty. Sono sicura che in Giappone esista qualcosa del genere, motivo in più per adorare la patria della pazzia.

Voi ditemi come si fa a lasciare questo barattolino nello scaffale del supermercato. Io non so.

Cmq la cosa a cui penso spesso è il fatto di essere consapevole di essere la tipica persona bersaglio della pubblicità. Nel senso che sono un pesce, abbocco come niente. Pubblicità di Papiro, il foglio che ti fa diventare morbido il pollo stopaccioso? Dai Sergi, andiamo all’Auchan che devo comprarlo. Pubblicità dell’albero di Natale dell’Ikea (per e-mail, ovviamente io abbocco a tutti i livelli: tv, e-mail, internet, pubblicità latarale di fb, volantini della pubblicità, ecc. Per esempio prima stavo guardando un film sul pattinaggio sul ghiaccio, non era nemmeno finito il film che avevo già cercato la pista di pattinaggio più vicina a casa mia, controllato orari di apertura e prezzi): dai Sergi, andiamo a comprare l’albero. Alberi disponibili dal 22 novembre: comprato il 22 novembre. E se non ci riesce la pubblicità, poco male, vado al supermercato e noto TUTTE le novità che ci sono. Che lo dico sempre a Sergi: deve essere bello fare la spesa con i tuoi occhi, non ti accorgi di niente, io dove mi giro vedo mille cose che vorrei, immagino come cucinarle e se non mi viene in mente niente trovo 20 ricette su internet già prima di arrivare al reparto successivo (Santo iPhone).

Non oso immaginare quante valigie dovrei portarmi dietro in un ipoteteico viaggio in Giappone. Penso di essere l’unica persona in grado di tornare a casa dall’Austria con 10-15 buste di roba. Dall’Austria! Che se uno ci pensa: cosa ci sarà da portare via? C’è, c’è, c’è un sacco di roba da provare!

Ecco, questa qui in pratica è l’unica cosa che ho cucinato il giorno di Halloween: le zucchette-sushi. Solo che Bar da incubo è iniziato, quindi se volete la “ricetta” vi lascio il link videoso da dove l’ho presa, così siamo apposto >> quiquiqui. Cmq una volta cucinato il riso da sushi non è che sia così difficile, ci si piazza sopra il salmone affumicato e via. I miei non sono completamente ricoperti per un semplice motivo: alto prezzo del salmone affumicato – pochi soldi.

Ah si, poi le faccette fatte con l’alga. Bellissime. E me lo dico da sola, ma sono proprio simpatiche. E poi erano buone. Ma proprio buone.

E questo alla fine è stato il mio pranzo Halloweenoso. Anzi, del primo novembre perché in realtà, come sempre, ero in ritardo e non ho fatto in tempo a fare la cena, così l’ho trasformata nel pranzo dell’1 novembre.

Ce l’ho fattaaaaa!! Yeeeeahhh!

Calendario dell’Hallowento: meno 1

Arrancando arrancando siamo quasi giunti alla fine di quello che doveva essere un simpatico conto alla rovescia ma che invece si è trasformato in un parto di un elefante. Che qui tra un pò potrete prendere spunto per Halloween 2022.

No, perché voi non sapete quale tragedia sia per me questo ritardo. Io tengo un diario dove scrivo tutti i giorni quello che devo fare, dato che la demenza senile + l’Alzheimer hanno già dato dei bei frutti maturi con me. Poi vabbè, anche per il mio bisogno incontrallabile di fare liste e programmare ogni singolo secondo della giornata (per poi cambiare puntualmente programma, ogni volta. Ma sempre puntualmente). Ma comunque, segno tutto quello che devo fare, pure “farmi la doccia”, per intenderci. E ogni inizio settimana controllo quello che non ho fatto la settimana prima e lo riscrivo sul lunedi (potete immaginare quanto sia lunga la lista del lunedi, con quello che mi porto dietro di non fatto dai 7 giorni prima…). Ecco, siamo al 20 di novembre, quindi sono ben 3 settimane che mi vedo scritto sul lunedi: “aggiornare il blog meno 1” e “aggiornare il blog 0“. E mi rifiuto di riscriverlo anche lunedi prossimo. Basta. E’ giunta l’ora di finire questo benedetto calendario dell’Hallowento.

E non preoccupatevi, il calendario del Natalento non lo faccio. Promesso. (almeno per quest’anno)

Il giorno prima di Halloween (ormai millenni orsono – ma orsono si scrive attaccato? Ma significa Orso No? E “No” che cos’è, il nome dell’orso o è che l’orso dice no? O che l’orso non lo voglio? No, questo non è possibile, chi non vorrebbe una bestia feroce che si pappa tutto il miele del Menocaro? Ma poi non è che l’orso diventa schizzinoso e vuole che gli compro il miele dell’Auchan? O addirittura un miele di marca? Forse vuole quello con la confezione a forma di orso. Ma poi sarebbe cannibalismo mielorsoso?)……. ok, ormai millenni fa avevo iniziato una frase che nemmeno ricordo, cosa dicevo?

Ah si, il giorno prima di Halloween. Che ho fatto? Bo, l’Alzheimer… bo, cosa dicevo? Ok, riprendiamoci. Vedo qui di fianco la foto della cheesecake, quindi probabilmente volevo parlarvi di quella. Di solito faccio le cheesecake cotte, ma Sergi voleva quella cruda. Ha un solo desiderio da esprimere all’anno e per il 2014 si è giocato questo. Se si comporta bene fino a fine anno, per il 2015 gliene concederò 3. Mi sento molto genio della lampada. Anche se la parola genio accostata a me stessa suona male, anche se presuppone il fatto che io dorma dentro una lampada.

Dicevo, cheesecake cruda. La ricetta l’ho presa da Martha Stewart e, se cliccate nel suo nome, vi manda (vi dovrebbe mandare) alla pagina della recipe. Che poi ho iniziato a fare la wishlist per Natale e in libreria ho visto che è uscito il suo libro… Cmq, a leggere le ricette americane mi viene un colpo ogni volta, anche se sono in possesso ormai da anni e anni dei famosi cup, tablespoon, ecc ecc, che per me sono uno dei simboli della quasi inettitudine degli americani di concepire la pasticceria come la concepiamo noi. Cos’è una cup di burro? Cioè, ce lo devo spalmare dentro e riempire tutti i buchi o ci schiaffo il panetto da 250 g e anche se ne resta fuori metà va bene lo stesso? Dosi a casaccio. Per fortuna la cara Martha ci viene in aiuto con un’altra unità di misura: le once. Facile per un italiano, no? Il prossimo che mi dice che la globalizzazione è una cosa brutta lo riempio di 459 cup di burro e di 3846 once di piombo fuso.

E adesso, torniamo a noi (nel frattempo sono stata in bagno… ops, non si dice. Ok, diciamo che ho preparato il caffè – “tu non prepari il caffè, hai paura che la caffettiera esploda!”, oook, allora… non mi viene in mente niente, sono stata in bagno). La ricetta di Martha (che gli americani di tutto il mondo mi perdonino), potrebbe avere delle dosi per far mangiare una famiglia di 20 persone, più i loro 10 cani e 25 gatti. E ve lo dice una che da quando ha scoperto la passione per la cucina ha messo su svariate decine di chili. Tutta questa pappardella per dire che ho dimezzato le dosi. E se qualcuno non avesse voglia di fare le conversioni Once-cup-tb-manciate-palate-occhi di serpente-zampe di gallina-grammi, ci ho pensato io per voi.

CHEESECAKE RAGNATELOSA

Ingredienti per uno stampo da 22 cm: (per la base) 250 g di wafer al cioccolato, 40 g di zucchero, 90 g di burro fuso, un pizzico di sale, (per il pezzo di cioccolato e per la ragnatela) 60 g di cioccolato fondente, 120 g di panna, (per il dentro) 450 g di Philadelphia, 150 g di zucchero, un pizzico di sale, un paio di cucchiai di succo di limone, 180 g di panna.

Come si fa? Per il fuori: in una ciotola buttate i wafer e schiacciateli con tanta pazienza. Adesso che ci penso potevo metterli nel frullatore invece di stare un’ora a schiacciarli con il cucchiaio di legno. Aggiungete lo zucchero, il pizzico di sale e il burro fuso e mescolate tutto. Poi mettete nello stampo imburrato, ricoprendo la base e i bordi (devono essere abbastanza alti). Martha non so cosa intendesse per “refrigerate”, non avevo voglia di andare a cercare se volesse dire “schiaffate in frigo” o “schiaffate in congelatore”, così ho optato per il congelatore, una decina di minuti.

Per la parte cioccolatosa: sciogliete a bagnomaria il cioccolato, aggiungete la panna e mescolate finché non si amalgama. Martha fa in modo diverso, che implica tirare fuori il tritatutto, sporcarlo e poi lavarlo. E sporcare anche un pentolino per la panna. Io sono pigra, con il mio metodo sporcate un penstolino solo, dato che quello con solo l’acqua si asciuga e via, non si lava! Una volta fatta questa ganache, si mette nel fondo del dolce, cioè, sopra alla base, stendendola bene. Altre 5-10 minuti nel congelatore, mentre preparate il ripieno, e via.

Per il ripieno: sbattete il philadelphia con lo sbattitore per 3 minuti (non un secondo di più e non uno di meno, mi raccomando! Mettete il timer, il tiiiimeeeeerrrr!!). Aggiungete zucchero e sale e sbattete altri 3 minuti (vedi sopra, il tiiiiimeeeerrrrrrrr). Spegnete il timer e buttatelo dalla finestra. Adesso potete mettere il succo di limone. In un’altra ciotola sbattete la panna (ma quanto mi tocca lavare alla fine? Ma sono stata proprio io a dire “no dai, cosa ci facciamo con la lavastoviglie? Meglio uno scaffale in più da usare come dispensa di cibo – e fu così che a casa ebbe 2890 tonnellate di cibo e piatti sempre sporchi) e alla fine aggiungetela al resto del ripieno, stando mooooolto attenti a non far sgonfiare tutto. Ecco come ho fatto io: panna, plaf dentro al resto, ciaf ciaf ciaf, ho girato tutto a mò di frullatore umano.

Cos’è rimasto? Ah si, mettete il ripieno nella base di biscotti e riponete (che termini aulici dopo ciaf ciaf) in frigo per tutta la notte. Non chiedetemi se dopo 2 ore è pronta perché bo.


Avrò scritto troppo? Per me non ci è arrivato nessuno quaggiù in fondo. Se qualcuno ci è arrivato davvero, che lasci un segno della sua impresa e scriva un commento! (tanto, fatto 30, facciamo 33).

Calendario dell’Hallowento: meno 2

Ho iniziato a comprare le prime cose natalizie. Traduzione: mi aggiro come una pazza in tutti i negozi che incontro nel mio cammino (e se non li incontro ci vado apposta) e saltello allegramente tra i vari scaffali pieni di lucette. E dato che già ho vari scatoloni di decorazioni in cantina, non la vedo molto bene quest’anno. Penso che trasformerò casa mia nella casa di Babbo Natale, si si.

E in tutto questo, cosa vedete qui sopra e di fianco? Ancora immagini di Halloween! Prometto che non farò mai più un conto alla rovescia, tanto non ce la posso fare. Io e le scadenze non andiamo proprio d’accordo, dovrei saperlo bene visto che mi conosco ormai da vari anni.

Per il meno 2 da Halloween ho fatto questi cupcake, sempre con un preparato della Lidl. Che dire, sono particolari dato che sanno di bubble gum… a me piacciono ma sono strani, nel senso che me li sono dovuta pappare tutti io, senza un grande aiuto di Sergi. Sarà per questo che lui mantiene una linea invidiabile mentre io lievito giorno dopo giorno come un impasto del pane. Sono una pagnotta, bene.

Come tutte le cose fatte con i preparati sono semplici, ma cmq a parte la glassa, il sotto è facile da fare anche senza preparato. Ma guardate come sono carini! Presa da un attacco irrefrenabile di creatività mi sono anche messa a provare vari tipi di decorazione, cosa per cui di solito sono negata. Cioè, io ci provo a fare la superesperta di cucina, quando ho una sac a poche in mano mi sento superfiga, ma diciamoci la verità, è tutta scena. Non mi sono mai piaciute le decorazioni troppo sofisticate, io guardo alla sostanza (ecco, è come la volpe con l’uva, dato che non sono capace allora dico che non me ne frega).

Questo in particolare è il mio preferito. Si, proprio questo con la punta sbilenca. Appena fatto veramente stava su dritta, poi ovviamente è calata piano piano, tipo torre di Pisa. Anche questo sembra un attacco di creatività, e invece no! E’ che avevo finito di mettere la cosina verde sopra gli altri e me ne era avanzata un bel pò, quindi per non sprecarla ne ho messa una dose doppia in questo.

Adesso vado, che io e le galline dobbiamo iniziare a pensare cosa fare da mangiare. Sono precisamente le ore 11.24 adesso, i miei orari dei pasti sono come quelli dei vecchi: inizio a preparare il pranzo a mezzogiorno e la cena alle 19. Come dicevo, da adesso a mezzogiorno saranno momenti duri, dovrò scegliere una scatoletta di tonno, aprirla e buttarla in una pentola con del pomdoro. Insomma, solo alta cucina a casa mia.

Che mica si possono mangiare sempre cupcake alla cingomma e tortellini fatti a mano. Ogni tanto (sempre) si apre una busta di ramen, si butta tutto in mezzo litro d’acqua bollente e si fa cuocere un paio di minuti. O si comprano panne rosa di Hello Kitty alla fragola da mettere sopra al Ciobar bianco perché chi ha voglia di fare il cioccolato caldo senza preparato? Sarà anche facile, ma volete mettere con: mettere il latte nel pentolino, buttare il Ciobar nel latte e mescolare. Ho sempre ammesso di essere la persona più pigra del mondo…

Calendario dell’Hallowento: meno 3

Se aspetto un altro pò posso anche darvi consigli su cosa fare/cucinare a Pasqua, e invece io sono sempre qui, che devo finire di aggiornare il mio calendario dell’Hallowento.

Potrei stare a tediarvi per ore e ore sul fatto che sono in ritardo, che sono sempre in ritardo, che sono semprissimo in ritardo. Ma per oggi ve la scampate perché sono in ritardo anche sullo studio e quello non posso recuperarlo a Pasqua.

Quindi passiamo subito a una della cose che mi ha reso più orgogliosa quest’anno: ho scoperto di essere capace di intagliare zucche. Ecco, non potevo scoprire di essere brava a fare qualcosa di utile nella vita? No, io sono brava a fare cose del tutto prive di senso. Potevo avere una memoria tipo quella di Sheldon, potevo avere la mano ferma da chirurgo, potevo avere la costanza nello studio. E invece no. Io so tirare fuori un gufo da una zucca.

Quando l’avevo visto su internet ho pensato: “Sarà una cosa difficilissima, di sicuro mi ci vorrà mezza giornata e mi si spaccherà tutta la zucca”. E invece una volta svuotata la zucca (con tutti quei semi filamentosi che mi fanno un pò schifo – che poi a me i semi di zucca piacciono anche molto, ma in versione vomito-arancione no), è un lavoro che si fa nel giro di poco. La zucca con la faccia invece è stata fatta dal fidato aiutante Sergi, ovviamente solo dopo che la sottoscritta gli aveva fatto a matita il difficilissimo disegno. Che anche quello è uno di quei doni utili nella vita: saper disegnare le facce alle zucche (in realtà a qualsiasi cosa da mangiare. Mi sento molto giapponese).

E comunque, per giungere alla fine di questo post insensato su zucche e abilità inutili, la cosa più bella è piazzare le candeline dentro e spegnere le luci!

Meravigliose!

Calendario dell’Hallowento: meno 4

Passare dall’essere in anticipo, all’essere in tempo, all’essere in leggero ritardo, all’essere in un ritardo mostruoso è il mio forte. Anche se io di solito parto già in mostruoso ritardo in tutto, saltando completamente le fasi dell’essere in leggero ritardo o in tempo e non conoscendo nemmeno cosa significhi essere in anticipo.

Insomma si, l’avevo già detto. Ho fatto il passo più lungo della gamba e anche di parecchio. Che poi a fare le cose che mi ero riproposta di fare sono anche quasi al pari, è il conciliare tutto e trascriverlo anche nel blog che mi crea qualche problema. E allora, mi direte voi, cancella sto cavolo di blog e via! No, per carità, non vi priverei mai dell’infinita gioia che sicuramente avete nel leggere i miei vaneggiamenti. MAI. Quindi vado a rilento ma vado (a quel paese, si).

E siamo giunti al meno 4, anche se in realtà Halloween è domani. Ma almeno stavolta vi delizierò con una ricetta sopraffina, nel senso che sta proprio sopra alla fina, alla vostra fine, o meglio, alla fine che faranno le vostre arterie dopo che avrete mangiato un paio di questi meravigliosi cupcake con la crema al burro. All’inizio non capivo proprio cosa ci trovassero questi americani in quella roba che per me sapeva di burro e basta. Non fraintendetemi, io adoro il burro, ma forse mangiato a morsi è un pò troppo anche per me. Magari sciolto e mischiato con i biscotti schiacciati, come nella base del cheesecake. Così me lo mangerei a cucchiaiate, anzi, a mestolate. Però ecco, un pezzo di panetto di burro sopra a un cupcake proprio non mi convinceva. Poi ho capito.

Ho capito che come al solito ero io ad essere incapace e quella che facevo non era un crema al burro, ma burro e basta. Mi è venuto in aiuto un libro di cupcake che ormai considero “La Sacra Bibbia dei Cupcake”: I Cupcakes di Lola. Decisamente uno dei regali più azzeccati di sempre. Non che io abbia provato chissà quante ricette da questo libro, ma per giudicare un buon libro di ricette di cupcake per me basta provare a farne due: quelli alla vaniglia e quelli alla banana (di solito onnipresenti). Se sono buoni quelli allora siete apposto, avete trovato l’oro.

I primi cupcake che ho fatto erano quelli alla vaniglia di Nigella e da lì me ne sono innamorata. Mi sono tenuta stretta la sua ricetta per parecchio tempo, finché non ho provato quelli di Lola. Oggi però non vi metto la ricetta dei cupcake alla vaniglia, ma di quelli al cioccolato. Per renderli Halloweenosi ci ho messo il colorante nero (ma che poi, perché a tutti basta una punta di colorante per far venire l’impasto nero come la morte e io ci ho dovuto svuotare tutto il barattolino e mi sono comunque venuti color cacca scura? Bah) e la crema al burro l’ho fatta arancione. E ovviamente ho usato dei pirottini zuccosi. E via con la ricetta!

CUPCAKE HALLOWEENOSI

Ingredienti per i cupcake al cioccolato: 100 g di cioccolato fondente, 175 g di burro, 225 g di zucchero, 4 uova, 100 g di farina autolievitante (o 100 g di farina + un cucchiaino abbondante di lievito), 2 cucchiai e mezzo di cioccolato in polvere, un pizzico di sale.

Sciogliere cioccolato e burro a bagnomaria e, quando si sono sciolti, aggiungere lo zucchero e mescolare. Poi lascir raffreddare. Sbattere tutto con lo sbattitore per 3 minuti e poi incorporare un uovo alla volta. Setacciarci dentro farina, lievito, cacao e sale e sbattere tutto ancora, fino a che non si sono amalgamati. Mettere tutto nei pirottini e poi in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.

Ingredienti per la crema al burro: 120 g di burro, 500 g di zucchero a velo, vaniglia, 1 cucchiaio di latte (io ne ho usati 4-5 veramente), colorante (se volete)

Sbattere il burro (un pò ammorbidito, sennò vi ritrovate pezzetti di burro sparsi per la casa/maglia/gatto) finché non diventa soffice e liscio. Setacciare metà zucchero nel burro e sbattere tutto finché non è incorporato. Aggiungere la vaniglia e il resto dello zucchero e sbattere prima a bassa velocità, poi, una volta incorporato, a velocità più alta per 3-5 minuti. Cucchiaiate di colorante, sac a poche e via, sopra i cupcake.

Provateli che sono buonissimi!

Calendario dell’Hallowento: meno 5

Mi sa che ho fatto il passo più lungo della gamba. Sono indietro di un giorno preciso. Un pò come in tutto nella vita. Sono un giorno indietro a lavare i piatti, una settimana indietro a pulire il pavimento, un mese indietro nel togliere la polvere dai mobili, e circa 10 anni indietro con lo studio. Eh vabbè, dovrei solo settare il mio orologio biologico indietro di vari anni ed è fatta!

Fosse tutto semplice come fare queste zucche di pasta sfoglia! A quest’ora avrei lavato tutti i piatti, avrei il pavimento che sa di pino e i mobili scintillanti, invece di avere una pila di piatti che staziona vicino al lavandino, il pavimento che da bianco è diventato grigio e mobili con sopra conigli di gatto.

Ma cosa importa quando trovi la ricetta per il ripieno perfetto di zucca?

La ricetta viene da qui e quindi non mi resta che trascriverla.

ZUCCHE ZUCCOSE

Ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia, 100-130 g di zucca cotta al forno (non so di preciso a quanta zucca corrisponde a crudo, ma voi cuocetene un bel pezzo che male che vada la frullate e ci fate una zuppa!), 15 g di burro, 1 cucchiaio di latte, 2 cucchiai di zucchero

Dopo aver cotto la zucca, mettetela in una ciotola, aggiungete il burro fuso, il latte e lo zucchero. Schiacciate tutto. A questo punto, nella ricetta originale, alla tipa giappica era venuta una cosa pastosa e abbastanza duretta. Non so che cavolo di zucche hanno in Giappone, ma la mia ha fatto un sacco di acqua e avevo paura che se l’avessi messa così mezza liquidina sulla pasta sfoglia, sarebbe diventato tutto una pappetta (come mi succede di solito…). Per evitare allora ho messo tutto su un pentolino, fuoco medio-alto per circa 5-10 minuti, o comunque finché non vedete che vi si asciuga abbastanza. Non diventarà mai come quello della gippica, ma basta che non vi ritrovate una pappetta arancione che galleggia nell’acqua, ecco.

Poi c’è da tagliare la zucca-pasta sfoglia: una la tagliate solo zucca, un’altra invece con gli occhi e la bocca. Ah si, ovviamente non avevo uno stampone gigante a zucca, quindi mi sono stampata l’immagine e l’ho ritagliata da lì! Con un rotolo di pasta sfoglia mi sono venute 2 di queste zucche ripiene. Insomma, mettete il ripieno zuccoso sopra la zucca senza occhi e poi ci mettete sopra la zucca con gli occhi. Chiudete bene (io ho passato un pò di acqua con il dito per far attaccare le due zucche), poi mettete in forno a 180°C per 20 minuti.

Sono venute insapettatamente perfette! Non ci avrei mai creduto visto l’inconveniente del ripieno di zucca affogato nell’acqua!

Pappate nel giro di un nanosecondo e via, pronti per la prossima ricetta.

Che però oggi ho solo iniziato, la finisco domani. Tanto ormai avete capito che sono indietro. Sempre in ritardo. Ovviamente il ritardo mentale, quello c’è già di fondo.

Calendario dell’Hallowento: meno 6

Non mi sono dimenticata del mio progetto dell’Hallowento (per ora), ma ieri sono stata impossibilitata a aggiornare, cause esterne, non per colpa mia! Cioè dai, mancanza di tempo.

Ieri comunque ho fatto dei dolcetti, buoni, ma buoni che quasi sono i più buoni che ho fatto. E non erano neppure del tutto homemade, dato che li ho fatti con uno dei preparati della Lidl che, come sempre, non si smentisce.

Devo dire che erano anni che vedevo questa confezione alla Lidl e  sono sempre stata sicura, certissima al 100%, che questa cosa fosse un preparato per dei biscotti. Cioè, non mi era nemmeno sfiorata l’idea che potessero essere altro. Del resto, sono tondi. Ottima equazione: tondo = biscotto. E invece no, manco per niente.

Sono dei dolcetti. Adesso avete capito tutto, no? E’ che non so come descriverli… sono leggermente croccantini fuori e morbidi dentro, una consistenza buonissima, si sciolgono in bocca. E la glassa? Dalla confezione pensavo che fosse stata rosa (dato che di solito nelle immagini esaltano sempre i colori, magari vedi un blu notte e invece ti ritrovi un azzurro puffo), invece è rossa, rossa, rossa! Rosso sangue quasi! E vogliamo parlare delle zucchette di ostia?

Decisamente non ho niente da ridire, consiglio a tutti di comprarli alla Lidl, di farli e di mangiarli. SUBITO!!

Che poi mi sono piaciuti talmente tanto che ho deciso che proverò a rifarli senza il preparato. Tanto dentro quella busta ci sarà stata farina e lievito e probabilmente qualche altra cosa inutile. Se mi riescono metterò la ricetta al volo (di pipistrello)!

Intanto vado a papparmene altri, mentre preparo la ricetta per il prossimo post, che (spero) pubblicherò più tardi.

Sempre che io non venga rapita dai pipistrelli.

Che poi non so perché a Halloween io abbia sempre sottovalutato i pipistrelli. Mi sono sempre più concentrata sulle zucche e sui gatti neri. Ma i pipistrelli sono molto più fighi.