Sogni e aspettative e FracooksJamie: Ravioli of smashed broad beans, mint and ricotta

Facciamo finta che non siano passati quasi 5 mesi dall’ultima volta che ho aggiornato questo blog. Facciamo finta, si dai.

Quindi, come se niente fosse, eccomi qui anche oggi a inondare il mondo internettoso di stupiderie (inventiamo parole come sempre).

No dai, non ce la faccio a fingere. Sono mancata da 5 mesi. Non che se ne sia sentita la mancanza. Magari la mancanza l’ho sentita io. Anche se in questo tempo ho trovato il modo di spargere la mia idiozia su amici e conoscenti. Quindi l’universo è salvo.

Ora, vorrei poter dire che in questi 5 mesi non ho mai aggiornato perchè ho avuto una vita intensa e piena, ma la realtà è che la mia vita è interessante come quella di un bradipo in letargo. L’unica cosa degna di nota è successa a livello lavorativo. Non ricordo nemmeno se ho mai scritto dove lavoravo fino a un paio di mesi fa, ma comunque non ha importanza (anzi si, ma ci arrivo dopo). Insomma, un anno e mezzo fa sono arrivata per caso ad Edimburgo (e se dico per caso, intendo davvero PER CASO dato che sapevo a malapena che la Scozia esistesse), pronta a vestire i panni della classica immigrata italiana (cioè crocks, pantaloni neri larghi deformanti, grembiule a righe e giacchetta bianca da “chef”), sognando un giorno di poter lavorare nel ristorante del mio idolo. IMG_4303Dopo un anno a fare sushi, un bel giorno apro Indeed ed eccola lì, l’offerta. E dopo un giorno, eccola lì, la chiamata. E dopo un altro giorno, eccolo lì, il trial shift. E dopo altri 2 giorni, eccola lì, la chiamata in cui mi si diceva che ero stata assunta.

E dopo 6 mesi, eccola lì, la letterina che dice: arrivederci Jamie’s Italian, è stato un (dis)piacere lavorare per voi.

Tutto sto discorso per dire cosa? NiIMG_4304ente, in realtà, come del resto è lo scopo di tutti i miei vaneggiamenti su questo blog. Solo che a volte quello che idealizzi nella tua mente non corrisponde alla realtà.

Ho cambiato idea su Jamie Oliver? In parte. Ho cambiato idea su quel ristorante? Decisamente. Ma quello su cui ho cambiato idea più di tutto, sono le aspettative.

E me ne sono tornata a fare sushi. Con zero aspettative. Trovando invece (per ora) una serenità che avevo dimenticato da tempo e ritrovando la voglia di cucinare a casa per puro piacere.

Quale ricetta più appropriata oggi se non una di Jamie Oliver?

RAVIOLI OF SMASHED BROAD BEANS, MINT AND RICOTTA

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Come sempre, quando publico ricette Jamieose, non metto mai ingredienti e dosi precise. Perchè mi piace che rimanga tutto più una semplice idea che altro. Basterà quindi fare l’impasto per la pasta, stenderla e buttarci sopra il ripieno a cucchiaiate. Ripieno fatto con (manco a dirlo) ricotta, fave (un pò smashate e un pò lasciate intere), parmigiano, menta, succo di limone, sale e pepe. Cotti e conditi con un pò di olio e altro parmigiano e fave.

Poi, se volete fare gli antivegetariani (e avete tutta la mia stima per questo) io aggiungerei al sugo un pò di guanciale crispizzato (si capisce crispizzato? ma si dai). Sempre che non vi troviate come la sottoscritta in un paese che sa a malapena distinguere il bacon dalla pancetta. Per il guanciale non c’è speranza (me ne metto uno intero in valigia la prossima volta che torno in Italia).

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Probabilmente il prossimo aggiornamento ci sarà tra altri 5 mesi, quindi, statemi bene.

Fra cooks Jamie e procioni

L’inverno prosegue indisturbato qui nella fredda e piovosa Scozia.

A dire la verità oggi c’è il sole, ma volevo aprire il post con una nota di malinconia, non so nemmeno io perché.

Vabbè, ormai il post è aperto, la cavolata del giorno è stata detta, posso passare velocemente all’illustrazione di due nuove idee ricettose Jamieose, anche perché ho esattamente 30 minuti per scrivere qualche altra cavolata, postare tutto, cambiarmi e uscire per andare a fare una supermegacolazione a base di french toast. Che poi con la fortuna che ho, sicuro nel posto dove devo andare si sarà abbattuta una qualche calamità naturale del tipo 30 procioni affamati che hanno divorato tutti i french toast, o tornado di nome Eolo che hanno distrutto tutti i french toast o una mandria di francesi è sbarcata a Edimburgo e si sono fatti fuori tutti i french toast (perché ovvio, si sa che lo straniero all’estero è un animale intelligente: mangia cose che potrebbe trovare nella sua patria, ma a un prezzo 3 volte superiore e a una qualità 3 volte inferiore (tipo l’italiano con la pizza)).

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E la prima idea ricettosa di oggi è un White fish risotto with fennel and chilli. Questo è l’ultimo della serie: risotti normalissimi con il pesce, dove basta aggiungere finocchio al soffritto iniziale e far sciogliere qualche acciuga per dare più sapore pescioso. Gli altri due potete trovarli qui: uno con lobster (pizzicottina!!), crab and prawns, e uno con mussels and clams. Sempre belle idee per fare un risotto di pesce un pò diverso (se come me all’idea di risotto di pesce vi viene in mente la versione rossa con un pò di pesce buttato giù a casaccio), ma niente si superparticolarissimo.

Ovviamente non ricordo assolutamente che tipo di white fish io avessi usato decenni fa, quando ho fatto questo risotto, ma non importa, potete usare quello che vi pare. Potete anche fare una versione al procione, così, giusto per vendicare il fatto che hanno mangiato tutti i miei french toast.

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E bene, mi sono rimasti 17 minuti per fare tutto quello che avevo detto prima e non ho la più pallida idea di quale sia la ricetta rappresentata in questa foto. Vado a cercare nella mia sacra bibbia Jamieosa.

Ok, si chiama Black-eyed beans with spinach and balsamic vinegar. Per fortuna il titolo dice tutto, dato che è di una semplicità assurda: cuocete i fagioli. In una padella buttate gli spinaci con olio e altre cose a piacere (non so, aglio? Pepe? Quello che volete, tipo i procioni) e anche i fagioli. Fate cuocere finché gli spinaci si appassiscono (ma non è triste? Poveri spinaci, perché devono appassire?) e una volta tirati via dalla pentola aggiungete l’aceto balsamico.

Non so, potrebbe essere un simpatico contorno o un triste piatto unico. No dai, anche come piatto unico diciamo che potrebbe essere abbastanza felice, magari in periodo dietetico.

E basta, è ora di andare. Perchè mi sono scordata che mi ci vuole di più per arrivare a mangiare i miei (forse) french toast. Ho Pokemon da catturare.

(tra l’altro, perché in tutto il tempo in cui ho aggiornato il blog non me ne è apparso nemmeno uno? Dove sono i miei Pokemon?)

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Riesumare queste vecchie ricette e doverle in qualche modo descrivere mi mette sempre un’ansia pazzesca (io che sono la persona meno ansiosa del mondo mi faccio fregare da queste cavolate). Il problema è che è l’unica rubrica del blog che non ho diligentemente catalogato nel computer. Insomma, ho foto sparse qua e là nei vari mesi degli ultimi 10 anni e questo mi disturba alquanto (la mia mania di catalogare il mondo raggiunge picchi catastrofici ogni tanto).

Ma veniamo a noi, altre 10 idee Jamieose per smaltire un pò di foto e avvicinarsi sempre di più al 3078, anno in cui riuscirò a mettermi al pari.

48. Chocolate pudding

1. Chocolate pudding. Per mia fortuna (e probabilmente anche vostra), nel vecchio blog avevo già descritto questa cosa, quindi senza tante chiacchiere vi rimando lì, basta cliccare nel link all’inizio (dove c’è scritto “chocolate pudding) (potevo farla più difficile di così? Probabilmente no)

49. Pan-seared scallops with crispy bacon and sage, puy lentils and green salad

2. Pan-seared scallops with crispy bacon and sage, puy lentils and green salad. Un nome lungo un chilometro, cosa che mi ricorda (vabbè, mi ricordo solo perché sono andata a leggere nel blog vecchio) che questa ricetta è composta di 3 parti. Le Scallops with blablabla, le Puy lentils braised with rosemary and garlic e la Green Salad with Olive Oil and Lemon Juice Dressing. Come dicevo, cliccate nel link che vi spiega tutto.

50. Buttered mashed potatos

3. Buttered mashed potatoes. Ed eccomi arrivata al momento che speravo non arrivasse mai. Le ricette che avevo scritto nel vecchio blog sono finite, adesso è giusto il momento di scrivere davvero qualcosa. E non fraintendetemi, adoro blaterare sul cibo (o non avrei aperto un blog), ma questa roba l’ho cucinata quando andavo ancora in palestra a fare aerobica. E la mia memoria fa schifo. Ecco, quindi non è colpa mia se vi racconto cose a casaccio.

Per fortuna questa è semplice: lessate le patate, schiacciatele e aggiungeteci il burro. E via.

51. Vegetable stock

4. Vegetable stock. Bè, mi va bene anche questa a dre la verità. Il brodo di verdure non ha una vera e propria ricetta standard e quella di Jamie non ha niente di particolare. Fino a qualche anno fa preparavo sempre il brodo di verdure mettendo a bollire le verdure con l’acqua, poi ho cambiato metodo (forse è stato grazie a questa ricetta? Chi lo sa…), cioé prima metto un pò d’olio, faccio cuocere un pò le verdure, aggiungo l’acqua, porto a bollore e lascio andare un paio d’ore. Niente di che insomma, forse viene più saporito con questo secondo metodo, ma penso che alla fine uno vale l’altro.

52. Cottage bread

5. Cottage bread. E niente, io il pane non so proprio farlo. Dalla foto non sembra nemmeno malaccio, ma in realtà mi viene duro come la roccia e mangiabile solo appena sfornato. Dopo 5 minuti già potrei usarlo come mattone.

Quando ho provato a farlo, non capivo cosa avesse di particolare questo pane. Nel senso, si usa l’impasto normale e la ricetta non diceva niente di particolare. Dopo anni, scopro oggi che in realtà avrei dovuto dargli una forma particolare, tipo una pagnotta sopra un’altra pagnotta. Una ricetta riuscita, insomma.

53. Pease pudding

6. Pease pudding. Anche questa ricordo che è stata una ricetta riuscitissima. Soprattutto perché avrei dovuto usare dei piselli gialli che, dopo mille ricerche (una al supermercato dove vado sempre e una al mercato), non sono riuscita a trovare. Non che mi ricordi neanche lontanamente com’era questo purè di piselli, ma penso che non sia stato malaccio. Basta cuocere dei piselli con una patata, schiacciare tutto, aggiungere burro e siamo apposto (adesso che ci penso, ho tutto in frigo, potrei anche provare a rifarla… ah no! I piselli gialli, mannaggia!)

54. Buttered taglierini with seared scallops, white wine, chilli and parsley

7. Buttered taglierini with seared scallops, white wine, chilli and parsley. Questa deve essere stata davvero buona. Diciamo che mi faccio traviare dalla prima parola che vedo, cioè “buttered”, quindi mi immagino delle tagliatelle immerse nel burro prima di finire nel sugo, cosa che aggiungerebbe sicuramente parecchio sapore ma che toglierebbe sicuramente qualche decennio di vita. Ma vabbè. Idea veloce: Capesante, aglio, peperoncino, sfumare tutto con un pò di vino e via, il sugo è pronto. Mi pare un’ottima idea, da rifare.

55. Tagliatelle with peas, broad beans, cream and parmesan

8. Tagliatelle with peas, broad beans, cream and parmesan. Queste me le ricordo. Ricordo di aver aspettato un inverno per farle perché mi servivano le fave. Rettifico, ho aspettato mesi prima di rendermi conto che “broad beans” fossero le fave (infatti avevo letto “beans” e l’avevo fatte con i fagioli, triste ma vero) e poi era arrivato l’inverno e io volevo le fave fresche. No, non potevo prendere quelle surgelate (cosa che adesso faccio regolarmente, ma quella volta mi ero interstardita), quindi ho aspettato. Al primo avvistamento favesco al supermercato, ne ho comprate 20 chili e ho fatto questa pasta (che per la cronaca era buonissima anche nella versione fagiolosa). Insomma, prendete i beans che volete (fagioli, fave e non so se ce ne sono altri) e dei piselli, li cuocete e ne frullate una metà. Buttate tutto in una padella con la panna ed è fatta.

Adoro la semplicità delle ricette di Jamie, l’ho mai detto? Probabilmente si.

56. Figs and honey semifreddo

9. Figs and honey semifreddo. Anche in questo caso avevo dovuto aspettare un bel pò per trovare i fichi (del tipo che appena ho deciso di fare questa ricetta, hanno tolto tutti i fichi della stagione dagli scaffali dei supermercati e hanno lasciato un cartello con scritto “ci vediamo il prossimo anno”). La base per il semifreddo la trovate quiquiqui, a quella non resta che aggiungere dei fichi (sia freschi che secchi) tritati con del miele. Easy, as usual.

57. Potato salad with salsa verde

58. Salsa verde

10. Potato salad with salsa verde. Le patate bollite possono piacervi o no (io le adoro anche senza niente, con un pò d’olio e un pizzico di sale poi ne mangerei a quintalate), ma arricchite con questa salsa DEVONO piacervi per forza. Non è che avete scelta, è un obbligo. Io non so se questa salsa verde sia una cosa famosa o no (probabile che lo sia e io sia l’unica italiana scema che deve venirne a conoscenza grazie a un inglese), ma se non lo è, DOVREBBE. Dentro ci sono: aglio, capperi, cetriolini sottaceto, acciughe, prezzemolo, basilico, menta, senape, aceto, olio e pepe. Insomma, TUTTO. Basta prendere manciate di roba verde, lanciare tutto nel frullatore e via, ecco la salsa verde. Da mangiare con le patate bollite, ma scommetto che va bene con un sacco di cose, tipo carne, pesce, sopra il pane e nutella e in mezzo al tiramisù.

Devo provare il tiramisù alla salsa verde.

Bene, spero che queste 10 idee Jamieose vi siano piaciute, se si fatemelo sapere, se no fatemelo sapere lo stesso!

FracooksJamie: a volte ritornano

E’ passato del lungo tempo (ma come scrivo?) dall’ultima volta che ho postato qualche ricetta Jamieosa. Devo rimettermi al pari (non ce la farò mai).

Molto velocemente (perché il tempo è quello che è) vi lascio 10 altre idee di molto facile realizzazione!

Number 1: Beetroot salad with Marjoram and balsamic vinegar dressing. Un semplice modo per mangiare rape e barbabietole, che di solito fanno schifo quasi a tutti, ma che in realtà non sono male per niente! Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

37. Beetroot salad with marjoram and balsamic vinegar dressing

E questo è il dressing!

38. Marjoram and balsamic vinegar dressing

Number 2: Chicken stock. La “particolarità) è che Jamie consiglia di farlo con le carcasse di pollo che avanzano quando si fa il pollo arrosto. Viene fuori un brodo non molto limpido, ma chi se ne frega, è buono e in pratica non costa niente! Altri sproloqui su questa idea li trovi qui.

39. Chicken stock

Number 3: Humous. Chi non conosce l’humous (che non so se si scrive proprio così o se è la versione inglese, ma avete capito, su)? Io pensavo fosse difficile da fare, invece basta frullare i ceci con altre spezie e il gioco è fatto! Easy! Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

40. Hummus

Number 4: Jam pudding. Penso di aver blaterato sul pudding un migliaio di volte sul vecchio post, lasciando anche la ricetta per intero, quindi vi rimando direttamente lì perché si. Ecco, perché si. L’unica cosa da dire è che, per quando io odi la marmellata, la versione marmellatosa del pudding è stata l’unica che mi è veramente piaciuta (la donna-coerenza. Giusto per dirne una: i dolci fritti non mi fanno impazzire, nemmeno la panna montata e, appunto, la marmellata. Uno dei miei dolci preferiti da quando sto in Scozia? Una specie di bombolone fritto con marmellata e panna montata. Ovvio). Quindi, altri sproloqui su questa ricetta li trovate qui.

41. Jam pudding

Number 5: Mussels and clams risotto with fennel and chilli. Semplice risotto con cozze e vongole (ma non è una cosa meravigliosa che in inglese “mussel” ricorda più “mosciolo” che “cozza”?) con l’unica particolarità (mi sembra di ricordare) che nel soffritto iniziale si usa il finocchio invece che la cipolla. Mooolto buono. Altri sproloqui su questa ricetta li trovate qui.

42. Mussels and clams risotto with fennel and chilli

Number 6: My perfect roast chicken. E se lo dice Jamie Oliver che è perfetto, non resta che credergli. Anche su questa ricetta ho blaterato abbastanza perché in pratica mi ha insegnato a cuocere un pollo arrosto. Si, Jamie mi ha insegnato a cuocere il pollo arrosto. Prima non sapevo fare, adesso si. Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

43. My perfect roast chicken

Number 7: Roast leg of lamb with apricot and thyme. Particolare ma buona. Più che altro il cosciotto di agnello costa una fortuna (almeno per le mie finanze), ma per una volta si può fare (vabbé, io per fare le altre versioni l’ho comprato circa 3-4 volte, e comunque ne è valsa la pena per tutte). Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

44. Roast leg of lamb with apricot and thyme

Number 8: North african lamb with chilli, ginger, chickpeas and couscous and Spicy couscous. Thò va, due in una. Allora, per quanto riguarda la parte del lamb in pratica dice già tutto il titolo, è agnello con peperoncino, ginger che non mi viene mai come si dice in italiano (come se fossi inglese di nascita), ah si, zenzero, e ceci. La vera scoperta in questo caso è stato il cuscus, perché mi sa che era una delle prime (se non la prima) volte che lo mangiavo. Ed è stato subito amore. Il segreto erano le spezie, in particolare il cumino, il coriandolo e i semi di finocchio. Ottimo, davvero ottimo. Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

45. North african lamb with chilli, ginger, chickpeas and couscous

Number 9: Almond tart. Per fortuna anche in questo caso mi viene in aiuto il vecchio blog dove avevo trascritto tutta la ricetta. Tralasciando quella per la pasta frolla, che tanto ognuno ha la sua preferita. Io ho usato la Short crust sweet pastry di Jamie, che uso tuttora ogni volta che devo fare una pasta frolla e voglio andare sul sicuro, non mi ha mai delusa! il dolce in se è buono, ma leggerissimamentissimamente pesante, ecco. Altri sproloqui su questa idea li trovate qui.

46. Almond tart

Number 10: Fish stock. Vebbè, che ve lo scrivo a fare? E’ il brodo di pesce, o fumetto. L’unica cosa che ho imparato è che, al contrario dei brodi normali deve cuocere solo una ventina di minuti. E che al contrario dei brodi normali non serve quasi a niente (fucilate da parte di tutti i cuochi del mondo, che diranno che è fondamentale nei risotti di pesce o in chissà quali altre diavolerie. La verità è che per me il brodo serve per i tortellini, quindi con quello di pesce ci faccio poco niente). Altri sproloqui su questa ricetta li trovate qui.

47. Fish stock (1)

47. Fish stock (2)

E via, anche questa carrellata è fatta.

E 3 aggiornamenti del blog in 3 giorni, un record (non aggiornerò per almeno 3 anni, giusto per pareggiare, evviva!)

FracooksJamie e altre comunicazioni inquietanti (non leggete il post fino alla fine se non volete avere incubi stanotte)

L’altra volta mi sembra di aver promesso di smetterla (momentaneamente) con i vari preparati e cose del genere. E’ ora di tornare a cucinare e dare qualche idea su cosa fare per pranzi-cene (ma anche no, che tanto ce ne sono milioni di blog fatti così, i miei due poveri lettori scommetto che passano di qui per farsi due risate alle mie spalle (e fanno bene, lo farei anche io al posto loro)).

Ma, ma, stavolta di idee su cosa fare per pranzi, cene, colazioni, merende e spuntini di mezzanotte, ve ne beccate ben 10. Senza ricetta perché sono quelle del mio amato Jamie Oliver e quindi DOVETE per forza comprarvi i suoi libri. Tutti, come ho fatto io.

La preparazione di questi piatti risale ormai a decenni fa, quando ancora ero giovane e bella (non sono mai stata né giovane né bella, quindi avrei fatto meglio a scrivere vecchia e brutta, ma allora la frase non avrebbe avuto senso dato che lo sono ancora oggi. Vecchia e brutta, intendo).

Ma bando alle ciancie, vi lascio, come le altre volte, le foto e il link al mio vecchio blog dove cianciavo sulle varie ricette, tanto è inutile fare dei doppioni di ciancie, che già sono inutili una volta, immaginatevi due.

  1. Beetroot tagliatelle with pesto, mussels and white wine2. Mascarpone cream3. Turrón nougat semifreddo4. Pork and crackling5. Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil6. A spottier dick pudding7. Twister bread8. Chocolate, orange and nut pudding9. Marinated chickpeas with chilli, lemon and parsley10. Lobster, crab and prawns risotto with fennel and chilli

Ed eccole qua, 10 idee ricettose che di sicuro vi piaceranno. Io vi consiglio di provare soprattutto il Twister bread, facile da fare e buonissimo! Tra l’altro potete sempre renderle la preparazione supervelocissima se comprate quei rotoli di pasta per pane che dovrebbero trovarsi in tutti i supermercati!

A parte questo, oggi manca ufficialmente una settimana alla mia partenza verso lande straniere. Ieri ho anche fatto la mia prima telefonata nella lingua del posto dove andrò ed è stata abbastanza traumatica (quasi quanto la mia prima e unica telefonata in tedesco che ricordo ancora con terrore) (sembra che andrò in chissà quale paese con chissà quale lingua strana, invece no, molto semplicemente sono io che sono pessima).

E per concludere, tra poco tornerò con qualche altro video. Scommetto che il popolo di Youtube e di internet in generale sentiva la mia mancanza. Ho ricevuto richieste su richieste, video di ragazze che si strappavano i capelli all’idea che non avrei più allietato il mondo con i miei video, lettere di persone che minacciavano di tagliare la testa ai loro peluche se non fossi tornata su Youtube. Ecco, no, io questo non posso permetterlo. I peluche sono sacri per me, quindi presto avrete mie notizie in video (evviva!) (e adesso potete tutti (tutti chi??) andare a protestare nella sede suprema di Youtube per farlo chiudere in modo che io non possa caricare altri video, ecco)

Fra cooks Jamie, altre 10 ricette by Jamie Oliver

Dato che ho sempre meno tempo e sempre più cose da fare, oggi vi lascio un aggiornamento veloce veloce sulle ricette di Jamie Oliver che ormai risalgono alla preistoria (del tipo, quando ancora ero giovane e magra, quindi 10 anni fa). Intanto eccovene altre 10, ci vediamo in fondo per i commenti!

1. Beer bread

2. Skate wings with prosciutto, radicchio, capers and lemon

3. Mushroom risotto with garlic, thyme and parsley

4. Root salad e Herb and red wine vinegar dressing

5. Tagliatelle with baby courgettes, lemon and basil

6. Pork chops with thyme, lemon and Pesto and Mashed potato

7. Focaccia con Basil and olive oil topping, Potato and rosemary topping e Onion topping

8. Pan-cooked artichoke with lemon, thyme and garlic

9. Spicy roasted squash e Spicy squash risotto with thyme and mascarpone

10. Minted asparagus and pea risotto

Allora, a parte il pane che tanto non mi riesce, vorrei segnalare la Root salad, dato che mi è piaciuta e lo dice una che l’insalata non la mangia per non assomigliare a una mucca al pascolo. L’accoppiata carne di maiale-pesto per un italiano (o almeno per me) potrà sembrare bizzarra a prima vista, ma anche in quel caso vi assicuro che ci stava benissimo! A parte risotti vari, mi sembra di ricordare che la ricetta con la zucca sia stata quasi la mia prima volta in assoluto con questa… mmm, verdura? Cucurbitacea? Non vorrei sparare nomi a caso e dato che la mia ignoranza su tutto si riflette anche in cucina, non vorrei dilungarmi troppo. Che ancora non so la differenza tra verdura e ortaggio e non mi ricordo mai perché il pomodoro è un frutto e non una verdura (o è un ortaggio? Bo, l’importante è usarlo per condire la pasta (cosa sto dicendo?)). Comunque, la zucca me l’ha fatta scoprire Jamie, e da allora me ne sono innamorata. E a dirla tutta, anche il pesto non l’avevo mai fatto in casa, la volta con la carne di maiale è stata la prima.

Per il resto basta cliccare nei vari link che vi riportano al mio vecchio blog dove avevo sicuramente blaterato sulle varie ricette!

Detto questo, oggi volevo postare anche un bel video sui nuovi Estathé Summer Edition, che mi sono comprata non appena li ho visti (solo per me l’Estathé è una droga? e a dirla tutta è anche l’unico té freddo che mi piace), solo che ho un mal di gola allucinante e ho perso la voce, quindi o faccio un video dove parla Herr Francesco al posto di Frau Francesca, oppure mi tocca rimandare. Il tutto dipende da quanto riuscirò a resistere prima di aprire le 3 bottiglie e scolarmele come se non ci fosse un domani anche se oggi di Summer non c’è proprio niente (nuvole e pioggerella, Ancona vince ancora una volta il titolo di “Londra per i poveri”).

PESCE DI FEBBRAIO!

Pensavate di esservi liberati di me, vero? E invece no!

PESCE DI FEBBRAIO!

Eh che cavolo, non capisco perché i pesci bisogna farli solo il primo di aprile, che poi uno se lo aspetta e quindi non è più bello. Non che il mio sia bello. Non che io abbia mai fatto pesci d’aprile in vita mia. Non che io sia talmente simpatica da fare pesci d’aprile divertenti e sensati. Non che io sia una persona sensata, altrimenti non starei continuando da tre righe a scrivere frasi che iniziano con “non che io”. Ok basta, la smetto.

In realtà volevo davvero prendermi una pausa, ma nella mia triste vita solitaria non sapevo più come sfogare la mia vena simpatica. Non che io sia simpatica (e ci risiamo), tuttaltro. Penso che se una qualsiasi persona leggesse il mio blog e poi mi conoscesse di persona non avrebbe dubbi e direbbe che le due persone corrispondono: idiote tutte e due. Ma nella vita reale mi trattengo. Del resto le persone con cui ho confidenza sono più o meno 2, Mr Geom (che però è decisamente troppo serio per me, per intenderci, se gli dico di fare un buco nel muro per far passare un cavo in modo che io possa utilizzare comodamente il computer fisso dal divano, lui mi dice che sono matta. Al che domando “ma dai, non ce l’hai un trapano con la punta lunga 10 cm?” e lui (prevedibilmente) risponde “Si, ma non so se basta per passare da parte a parte nella tua testa”) e Schlange, il gatto nero. Con gli altri due invece mi mantengo un pò più sul vago (ok, devo dirlo. Sono di una tristezza infinita ma solo a me quando dico di non essere in vena mi verrebbe da aggiungere “e anche in arteria” e quando dico che rimango sul vago mi viene da aggiungere “nervo”? La banalità si sta impossessando di me). Dicevo, non lo so. Ah si, i gatti. Ho confidenza solo con Nerone (o Schlange, o Renato Zero, o Piton, o Senza Volto, o Gatto Schifoso, o EssereNeroCheScrutiDaSopraIMobili), con gli altri due un pò di meno. Con i parenti ancora di meno. Con gli amici di meno ancora. Ecco, una tristezza. Ma buon per il mondo intero, che non deve sorbirsi real time le mie paturnie mentali. Solo i poveri lettori del blog (uno o due).

Giuro che oggi volevo arrivare ad un punto, mi ci ero anche messa d’impegno scegliendo le foto PRIMA di iniziare a scrivere. QUINDI (disse dandosi un tono, cioè mettendosi seduta un pò più composta e sistemandosi la copertina rosa con i cuoricini e la seconda copertina con i gufetti) (il bello è che l’ho fatto davvero)

Chiunqua abbia parlato con me per più di 5 secondi (quindi pochissime persone, la maggior parte si annoia dopo i primi 20 millesimi di secondo), sa del mio spropositato amore per Jamie Oliver. Un amore travolgente, di quelli che non ti fanno dormire di notte, di quelli che ti fanno struggere e gioire allo stesso tempo, di quelli che ti danno un senso alla vita, di quelli che ti fanno dire “SI, la storia dell’anima gemella esiste davvero!”. Ecco, quegli amori che conoscono tutti, i migliori. Quelli a senso unico.

Però ecco, non posso proprio dire che il mio sia a senso unico unico (no, non è una ripetizione, che io ci tengo alla grammatica. Che poi non si inizia una frase con “che”, ma chissenefrega) (disse quella che corregge gli errori grammaticali altrui con una faccia da vecchia zitella acida, di cui abbiamo un’immagine qui a lato).

Dicevo, il mio amore per Jamie non è proprio a senso unico unico, perchP in realtà lui mi ha dato tanto. Ma tanto tanto. Un sacco di chili in più, per esempio. Ma non è tutta colpa sua, è che mangiare le cose preparate con le sue ricette per me è un’asperienza mistica, quindi vorrei che continuasse all’infinito e così mangio, mangio, mangio…

Ho iniziato a fare le sue ricette un sacco di tempo fa e mi sono ripromessa un sacco di volte di provarle TUTTE. Mi sembra giunto il momento. In realtà ne ho già fatte una sessantina, ma dato che avevo messo tutto sul vecchio blog, non sia mai che io sprechi del tempo a ripresentarvi ricette fatte anni fa, QUINDI (oggi mi piace molto QUINDI) questo post è per rimandarvi intanto alle prime 10 ricette del libro The Naked Chef. Mmmm, che faccio, vi metto le foto con il link o scrivo il titolo con il link? Dubbio, grande dubbio… Vi lascerò solo il titolo, mi piace l’idea di questo post che ha come unica immagine una foto di una sconosciuta in atteggiamento da vecchia zitella acida.

1. Baked fruit with vanilla sugar and vanilla cream

2. Everyday quick pasta recipe

3. Pappardelle with dried porcini and thyme, tomato and mascarpone sauce

4. Borlotti beans, pancetta and rosemary risotto

5. My minestrone soup

6. Praline semifreddo

7. Borlotti beans with olive oil and lemon juice

8. Olive oil and lemon juice dressing

9. Pappardelle with mixed wild mushrooms

10. Pappardelle with sweet leeks and mascarpone

Ok, non so che casino ho fatto con questi link, se ce ne fosse almeno uno che riportasse alla ricetta giusta ne sarei molto meravigliata.

Detto questo, mi faccio un bentornata da sola, mi auguro che come sempre lasciate una prova del vostro passaggio (cioè, capisco che i 3 che di solito leggono di sicuro si fermeranno a metà, quindi non sapranno nemmeno che in fondo al post… c’è la possibilità di commentare! O anche di mettere un mi piace (forse, bo, non ne sono sicura) ma, se per qualche sventurato motivo qualcuno leggesse fino alla fine, faccia un fischio. Uno anche per me grazie, che non so fischiare. E che ne so, potete anche solo lasciarmi una pernacchia, un fai schifo (mi è già successo, lo ammetto), un smetti di scrivere per favore e chiudi il blog una volta per tutte altro che pausa, ecco, tutte cose che mi darebbero una grossa motivaziona a continuare, per poter rovinare le giornate a più persone possibile. Ah, la parentesi era ancora aperta? Toccherà chiuederla prima della fine, che io non sopporto chi apre le parentesi e non le chiude) (Fortuna che nel computer si vede, nella vita reale sono una maga nell’aprire le parentesi e non chiuderle mai più Del tipo “Ciao, da quanto tempo, come va? Ah, prima che mi dimentico volevo dirti (ah aspetta, mi stavo per dimenticare, ti ricordi l’altro giorno che ti raccontavo della penna che avevo in mano, quella che usavo come mestolo (ah è vero, sai l’altro giorno quando usavo il mestolo per assaggiare il sugo (cavolo, prima che mi scordo devo andare a comprare la passata che a casa è finita (ma stasera a cena cosa mi faccio? Forse la passata non mi serve (prima che mi scordo, dopo cena andiamo a farci una birra? (an no aspetta, sono sotto antibiotici, niente alcol (cavolo, mi sono scolata la vodka alla liquirizia che era in frigo, (ecco perché ho la pressione alta, la liquirizia non alzava la pressione? (adesso che penso alla pressione, lo stetoscopio rosa salmone che ho nella’rmadio è un pezzo che non lo tiro fuori, magari domani sento se a Schlange batte il cuore… Dicevamo? Ciao, è da un sacco che non ci vediamo, vero? Chissà perché….