Fran in Scotland: George Street and Cafè Marlayne

Giusto perché mi sembrava un pò troppo che non postavo un video, ho pensato “perché non postarne uno nuovo?”.

Questa frase non ha senso (come il video. Come il post. Come tutto il blog)

Ok, ho sonno, perché anche se questo post verrà pubblicato domani mattina in realtà lo sto scrivendo stasera (cioè la sera prima di quando sarà pubblicato, che è la sera prima in cui state leggendo, sempre che lo leggiate domani, che è il giorno dopo del giorno in cui sto scrivendo)

Il sushi mi ha dato alla testa. Forse per la prima volta il video è più sensato rispetto al post.

Per vedere il video potete cliccare sulla foto, o anche QUI.

Untitled-1E giusto per ricordare le puntate precedenti di pazzia, ecco un riassunto.

Per la serie Fran eats Scotland abbiamo l’EP1 e l’EP2.

Per la serie Cooking with Fran abbiamo solo l’EP1 (per fortuna).

E niente, la serie Fran in Scotland è appena iniziata con il video sopra.

Se volete iscrivervi al canale potete cliccare QUI.

Basta, vado a far riposare gli unici 2 neuroni che mi sono rimasti, che se ne muore uno dalla stanchezza l’altro rimane solo e si suicida.

Video bananosi, gattosi, soiosi e polaccosi

Un altro video che ho pubblicato ormai una settimana fa, ma trovo solo ora il tempo di postarlo nel blog (potevo anche risparmiarmelo ma vabbé, ormai ho iniziato il post, non ho voglia di cancellarlo (è più facile continuare a scrivere idiozie dentro parentesi dentro altre parentesi (dentro altre parentesi) dentro altre parentesi)).

Video su cosa?

Su una pazza che prova banane che vogliono essere mangiate e banane che non vogliono essere mangiate, ma siccome è cattiva mangia quelle che non vogliono essere mangiate; su una pazza che prova a togliersi peli di gatto dal naso; su una pazza che prova bevande alla soia dal sapore nauseante e non contenta la prova anche in vari modi per essere ancora più nauseata; su una pazza che prova caramelle che non sa nemmeno cosa sono perché sono polacche e lei non capisce il polacco e allora prova a cercare cosa vuol dire la scritta nel pacchetto e comunque non riesce a capire lo stesso che forse Roze significa Rosa.

Ecco, questo è il riassunto. Adesso beccatevi il video cliccando qui)

(o forse potete cliccare anche nella foto, non so se ci sono riuscita a metterci il link…)

IMG_0858 copy

Noodles tagliatella, ah no, pappardella tagliata con la sciabola

Dopo 3 mesi e mezzo di duro lavoro finalmente ho quasi due settimane di vacanza, evviva! Che poi, “duro lavoro” mi sembra un pò esagerato, sinceramente stare dalla mattina alla sera a rollare sushi mi sembra ancora un hobby più che altro… ma almeno un hobby pagato bene!

Prima di tornare nella mia (non) amata Italia (dove rollare il sushi era veramente un hobby per cui dovevo pagare pure bei soldini) ho un altro aggiornamento per una delle categorie del blog che amo di più, Eating Scotland. Provare l’infinita varietà di cose da mangiare (e non) che si trovano qui è una delle cose in assoluto che mi mettono di buonumore!

IMG_0383

IMG_0384

Questi strani noodles li ho comprati nel mio negozietto cinese di fiducia, attirata dalla dimensione extralarge della pasta (che non avevo mai visto, a parte nelle pappardelle). Insieme ci sono quei 3 pacchettini, in uno c’è la salsa di soia, in uno quella cosa rossa piccante con i semini di sesamo e nella terza qualcos’altro che non ricordo (li avrò mangiati nemmeno una settimana fa, ma la vecchiaia fa sempre brutti scherzi).

IMG_0385Di solito questi ramen pronti io me li faccio sempre, appunto, a “ramen”, nel senso, in brodo. Anche quando c’è scritto chiaramente che c’è da cuocere la pasta a parte, scolarla e metterla con i vari condimenti in una padella. In questo caso però non c’era niente che potesse fare da brodo, quindi mi sono dovuta piegare al volere supremo del dio ramenoso (eh va che tutti con questo petaloso, io è una vita che trasformo tutte le parole con “oso” alla fine e nessuno mi ha accreditato l’invenzione di nessuna parola, quasi che mi sento offesa) e insomma, li ho fatti asciutti. Poi proprio asciutti asciutti no, è stato più forte di me e ho lasciato un pò di acqua che si è amalgamata con quella cosina rossa, come potete ben vedere dalla IMG_0388foto orribile che ho fatto apposta per mostrare questo particolare brodoso.

(tra l’altro la foto è pure sfuocata, ridatemi una reflex!)

Riprendiamoci. Allora, giudizio finale: erano buoni. Piccanti al punto giusto, e i semini di sesamo ci stavano benissimo. La pasta ha tenuto bene la cottura, anzi è rimasta piuttosto al dente (ok, c’è da dire che io cuocio la pasta per la metà del tempo indicata nella confezione, di solito va bene (con i ramen, perché tendono a diventare gommosetti per i miei gusti) ma stavolta un minutino in più forse era da farglielo fare) e come dicevo il condimento era proprio buono.

Tra l’altro quando avevo visto la quantità di pasta (non so se chiamarli noodles? Tagliatelle? Pappardelle? Pasta tagliata con una sciabola?) avevo pensato “eh che è, 10 g di pasta?” e invece no! Era una porzione giusta (non so come faceva a stare dentro quel pacchettino miniscolo).

Insomma, un’altra leccornia acquistabile solo in territorio scozzese che sicuramente ricomprerò. Alla prossima!

Mild and hot tomato salsa

IMG_0338

Sembra che io sia venuta in Scozia per fare razzia di salse pomodorose, ma lo prometto, la prossima cosa che proverò non sarà a base di pomodoro (disse andando a comprare uno scatolone di passata di pomodoro e 9 chili di pomodorini freschi (che per inciso qui non sanno di pomodoro)).

Comunque, oggi ho poco tempo per delirare su salse al pomodoro che potete trovare tranquillamente anche in Italia, quindi siete (quasi) salvi. Ho dolci da sfornare. Libri da leggere. Macchinari da sushi da pulire.

IMG_0339

Per essere brevi, queste sono salsette che ho comprato per il modico prezzo di 1 pound l’una. A dire il vero quella Hot l’ho dovuta comprare due volte, perché la prima volta me la sono fatta fuori con un pacco di nachos presa da un raptus serale di fame post-lavoro. Ho iniziato pensando “Bè dai, la provo, giusto un pochino, con un paio di nachos. Lascio la carta intatta così poi faccio le foto per il blog e nessuno si accorgerà mai della salsetta mancante“. Dopo 5 minuti abbasso lo sguardo e la salsetta era finita (e anche il pacco di nachos).

Questo per dire che era buona.

No, ottima.

In pratica sono fatte di pomodoro (inaspettato, vero?), cipolla e altri sapori che ovviamente non riconosco (ma mi viene in aiuto la lista degli ingredienti. La roba verdina che si vede è coriandolo). La differenza tra le due è abbastanza palese: una è piccante, l’altra no. Se fossi in dubbio su quale comprare andrei a colpo sicuro con quella Hot, che non è eccessivamente piccante, mentre la Mild è un pò troppo mild (oggi è la giornata dell’ovvietà).

A me non bastava mangiarmele a cucchiaiate, no. Per essere una brava scozzese, c’era bisogno di un altro ingrediente fondamentale: il pane all’aglio.

IMG_0340

Pensavo che sarebbero venute fuori tipo bruschette, ma qui le cose mollicce vanno per la maggiore, quindi: pane mezzo sfranto con salse pomodorose!

E diamo il via alla sfilza di foto imbarazzanti (rivoglio la MIA Refleeeexx (ok, quella di mio padre)!!).

(almeno ho avuto il buon gusto di metterle piccole e due in una volta (il buon gusto sarebbe stato non pubblicarle per niente, ma vabbè))

(oggi con le doppie parentesi vado forte)

IMG_0343

Un primo piano però non ve lo toglie nessuno, mi piace essere cattiva.

Eating Scotland (1)

Eh si, dal titolo non si presagisce niente di buono. Sembra che sia diventata un orco famelico che si pappa in un sol boccone un’intera nazione (o parte di nazione, ma tanto gli scozzesi non si sentono così inglesi). Cosa non molto distante dalla realtà veramente.

Ma dicevo, dato che da ieri sera sono tornata ufficialmente in possesso di una connessione internet veloce e soprattutto MIA, posso tornare a tediare i miei due lettori (il mio gatto e il ragno che ho lasciato in Italia) con più assiduità. Che l’avevo già detto l’altra volta ma poi non l’avevo fatto, ecco, ma stavolta sarà diverso. Devo solo aspettare di tornare in possesso del MIO computer e della MIA attrezzatura da cucina per essere di nuovo me stessa (una scema, insomma). Nel frattempo, dato che sono privata di strumenti essenziali nella vita di tutti i giorni, come uno scolapasta (perché nelle case scozzesi ti danno in dotazione il microonde, un boiler e un tostapane, ma non uno scolapasta), una bilancia da cucina, un mixer, delle teglie da cupcake e i miei preziosissimi ottocentomilamiliardi libri di cucina, mi tocca inventarmi altro.

(che poi uno potrebbe dirmi: “ma comprati un cavolo di scolapasta e una bilancia!”. Ehh no! Tutte queste cose le ho già, perché comprarle due volte? Odio gli sprechi! (momento serietà, attenzione))

Dicevo? Mi sono persa come sempre (momento serietà finito, non si è nemmeno capito qual’era…)

Dopo aver fissato 5 minuti il vuoto tentando di ricordare cosa dovessi dire, rieccomi qua. Allora, dicevo, facendola breve (ahahahah!), non ho niente di essenziale qui, odio gli sprechi, non posso cucinare millemile cupcake, nuova rubrica: Eating Scotland.

In realtà avevo fatto pure un video, ma poi ho pensato: ma tanto chi li guarda i video? Gente che non ha voglia di leggere (cioè gente che odio). Non contando che io adoro scrivere (cose insensate, si intende) e soprattutto che non ho la minima voglia di rendermi presentabile ogni volta che devo provare una schifezza da mangiare (che poi vabbé, potremmo disquisire per giorni sul termine “presentabile”, ma evito di fare video così non c’è bisogno di perdere altro tempo).

(nel frattempo ho anche fatto una pausa cioccolatacaldaconminimarshmallows, adoro questo paese!)

Ok, ci sono.

IMG_0230

Prima puntata di questa nuova rubrica, Eating Scotland.

Penso che in uno dei primi post su questo blog (se non addirittura nel primo) avessi scritto che ADORO provare cose nuove. Ma veramente. No, ma davvero eh. Andare a vivere in un paese straniero ti apre un mondo di cose nuove. E così è per me. In questo momento mi sento come Alice nel paese delle meraviglie: entro in tutti i supermercati che incontro solo per vedere prodotti che non ho mai visto, pregustando il momento in cui li assaggerò.

IMG_0231

Ed ecco allora che il primo prodotto di cui vi parlo è Arrabbiata Pasta Sauce. Ecco, un prodotto veramente esotico e introvabile in Italia. E’ che dopo qualche mese ti prende quella voglia irrefrenabile di pasta. A quel punto cosa devi fare? Andare alla Lidl e comprare il primo sugo schifezza che vedi.IMG_0232

Devo ammettere che non nutrivo particolari aspettative da un sugo comprato per 99p alla Lidl in Scozia.

E invece. E invece.

E invece (per la terza volta) era buono! Sarà che a forza di mangiare qui le mie papille gustative se ne sono definitivamente andate (oh, io la pizza con il pollo sopra la adoro. E in generale la pizza qui mi piace. Roba che se qualcuno dei piani alti legge (ma cosa sto dicendo??) mi toglie immediatamente la cittadinanza italiana), ma non era peggio di tanti sughi confezionati mangiati in Italia. L’unica cosa che mi ha convinto poco è che si sente un retrogusto dolciastro, ma adesso che ci penso mi sembra che, per quanto mi riguarda, sia un problema parecchio comune nei sughi pronti.

In quanto a piccantezza non era molto “arrabbiato”, cosa strana per qui dato che di solito quando dicono che una cosa è spicy, puoi star sicuro che tornerai a casa lacrimando e singhiozzando.

IMG_0233

Ci ho dovuto mettere qualche goccia di Tabasco, ma alla fine il risultato non era per niente male. Pezzetti di pomodoro, altri pezzetti verdi che (deduco dalla spiegazione nella scatola) dovrebbero essere basilico e un vago sentore di aglio (altra cosa strana dato che di solito se sul pane non ci spalmi almeno 5 teste d’aglio vengono i vampiri a ucciderti di notte).

Insomma, anche se sembra che non ho fatto altro che lamentarmi (sembro una zitella acida “poco piccante!”, “poco aglio” (e ci credo poi che una è zitella)) in realtà era buono, soprattutto perché sapeva davvero di pomodoro e penso che questa sia la cosa importante in un sugo di pomodoro (evviva l’ovvietà).

99p spesi bene. Giudizio finale: lo ricomprerò sicuro quando avrò voglia di pasta.

Queste ultime due foto le metto solo perché voglio vincere il primo premio come “Peggior foto di cibo mai pubblicata nella storia delle storie“, dato che una nemmeno ha il cibo dentro direi che sono sulla buona strada per stracciare tutti gli altri possibili concorrenti.

Bene, per oggi potrei anche fermarmi qui, mi dispiace se per un pò non pubblicherò ricette ma come dicevo… blablabla, è tutto scritto all’inizio, e comunque se volete fatemi sapere se a qualcuno interessa questa rubrica (la risposta più sensata è NO, ma io continuerò a farla lo stesso, ecco)