Dieta orientaleggiante: fave con semi di sesamo e involtini con germogli di soia

Continuo sulla scia delle ricette dietetiche che, anche se tra le persone che conosco non hanno molto seguito perché sono appunto dietetiche e sono sempre dell’idea che una persona è destinata a contornarsi prevalentemente di persone abbastanza simili a lei (e questa frase vince la categoria delle “frasi che contengono più volte la parola persona“), sono convinta che ogni tanto qualcosa di meno calorico ci voglia, giusto per avere il cuore in pace quando il giorno dopo cederete alla vostra dipendenza da sushi e andrete a strafogarvi in qualche ristorante dove potrete mangiare tutto a volontà tranquillamente e con la coscienza apposto.

E poi mica è detto che dietetico è uguale a insapore. Per esempio basta buttare a caso un pò di salsa di soia su qualsiasi verdura per avere tutto il sapore che vi serve!

Oggi vi beccate addirittura due ricettine dietetiche al prezzo di una (tradotto: due ricettine dietetiche al prezzo di un solo blateramento da parte della sottoscritta, un affarone da non sottovalutare insomma!). Sottoscritta che, pur amando tutti i cibi indistintamente, di sicuro non annovera le verdure tra le sue preferite. Ce n’è però una in particolare che le piace molto… Perché ho iniziato a parlare in terza persona? Bo, non lo so nemmeno io. Tornando a noi e alla prima persona singolare, una verdura che mi piace un sacco c’è e, a parte il non essere proprio sicura che sia una verdura (la questione verdura-frutta-ortaggio-tubero mi rimane tuttora ignota), sono sicura che sono le fave. Crude o cotte, le adoro. Come ogni verdura la preferisco cotta, però anche cruda ha il suo perché, soprattutto con un pò di sale e un bel pezzo di pecorino di fianco.

La versione di oggi comunque è cotta. E ammetto che la ricetta di Perdipeso era nata con gli edamame che però, come sospettavo, non sono riuscita a trovare… Vabbè, diciamo che non ho cercato più di tanto perché nel frattempo mi era venuto in mente di usare le fave e quindi mi era già partita l’acquolina in bocca, quindi ho caricato in macchina 5 chili di fave e via.

La seconda ricetta è sempre in stile orientaleggiante (ah si, la prima aveva anche i semi di sesamo, per questo l’ho catalogata nella mia mente come orientaleggiante), perché sono degli involtini di carne con i germogli di soia e una punta di senape. Dato che io non salo la carne (non salo niente in realtà), vi consiglierei (nel caso fosse dei pazzi pro-insipido come me) di abbondare un pochino di più con la senape, sennò risultano davvero poco saporiti (per i vostri ospiti o meglio cavie; se siete davvero dei pro-insipido come me basterà quel pochino di senape per dare il saore).

Senza ulteriori indugi vi lascio ordunque le due ricette dietetiche!

FAVE CON SEMI DI SESAMO

Ingredienti (per 2): olio, 1 spicchio d’aglio, 400 g di fave (o 5 chili, se siete fave-addicded), 2 cucchiai di semi di sesamo, salsa di soia.

Lessate le fave finché non saranno abbastanza tenere (penso che vada un pò a gusti, dipende anche se le trovate fresche o surgelate, insomma, fate voi). In una padella scaldare un pò d’olio con lo spicchio d’aglio e poi aggiungere le fave. Far insaporire un paio di minuti, aggiungere i semi di sesamo e condire con un cucchiaio (più o meno) si salsa di soia.

E via con la seconda!

INVOLTINI DI CARNE AI GERMOGLI DI SOIA

Ingredienti (per 2): 400 g di fettine di vitello (o la carne che preferite), senape, germogli di soia, olio, mezzo bicchiere di vino bianco

Spalmare ogni fettina di vitello con un cucchiaino di senape (solo da un lato), metterci sopra un ciuffetto di germogli di soia, arrotolare e chiudere con un paio di stecchini. Far rosolare gli involtini in una padella con un pò d’olio, sfumare con il vino e lasciar cuocere altri 5 minuti. pronto!

Queste sono le mie 4 cavie che uso quotidianamente nei miei esperimenti di cucina. No, ve la metto per farvi vedere che sono tutti vivi. Più o meno.

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Tifoni che spazzano via e Orecchiette con rucola e pistacchi

Oggi con questo sole splendente non c’è più ricetta appropriata di una di quelle che fanno parte della categoria Diet-zone. Orecchiette con rucola e pistacchi che, non so perché, mi sembra un sacco estiva. Ecco, poi guardo fuori della finestra e il mio acero rosso sta per essere scaraventato fuori dal balcone dal temporale e le piante di pomodoro sono immerse in una pozza d’acqua, ma queste sono quisquiglie. Ma che bella parola “quisquiglie”, non so perché ma mi ricorda le quaglie.

Vorrei fare un preambolo più appropriato, vorrei farmi venire qualche idea brillante, vorrei essere più seria e professionale e invece no, come al solito vi beccate 10 righe di cose insensate prima di arrivare alla ricetta. Che tra parentesi come voto ha preso 6 e mezzo, il che è un risultato eccellente se pensate che Mr Geom odia la rucola e che né io né lui amiamo particolarmente la pasta con sughi in bianco.

Senza ulteriori indugi, almeno per oggi, vi lascio il procedimento, dato che come sempre sono di frettissima, sono indietro con il programma di studio e devo pure andare a fare la spesa della settimana. Sempre che io riesca ad arrivare sana e salva alla macchina, senza che un tifone mi sollevi da terra (e ce ne vuole eh, ma con il vento che tira non si sa mai) o che una cascata d’acqua non mi travolga.

Ah si, ma due parole sulle orecchiette con rucola e pistacchi non le vogliamo fare? Ho detto solo che mi fanno schifo i sughi in bianco, è proprio vero che non sono capace di tirare acqua al mio mulino. Dovevo scrivere qualcosa del tipo: questa pasta è buonissima, si sente il sapore della terra dove è cresciuta la rucola e sopattutto il verde del pistacchio (come si faccia a SENTIRE il verde mi sfugge, ma a chi importa? Come se qualcuno riuscisse veramente a sentire la fragranza di more e lamponi delle piante cresciute vicino alla vigna da dove è stata presa l’uva per fare il vino, o l’aroma muschiato dell’imbottigliatore che ha imbottigliato il vino). Insomma, non so cosa stavo dicendo, ma comunque la pasta era buona. Certo che se la volete davvero usare come piatto dietetico, l’olio non dovrà essere troppo, quindi per me rimane leggermente asciutta, ma forse questo è anche dovuto alla mia totale incapacità di fare sughi bianchi. Quando faccio un sugo per una persona l’unica domanda che mi pongo è: ce lo butto tutto il barattolo di pelati o lascio un pelato nel frigo giusto per farlo ammuffire? (la logica farebbe rispondere “e metticelo tutto già che ci sei”, ma questo non spiega perché ogni tanto mi ritrovo barattoli aperti di pelati in frigo con una strana popolazione verdognola…)

Quindi (giungeremo al punto? Probabilmente no), l’idea della pasta è ottima, la rucola ci sta bene (se vi piace la rucola), i pistacchi ci stanno bene (se vi piacciono i pistacchi) (l’ultima volta che ho preso un gelato ho chiesto una bella coppetta con pistacchio, pistacchio e pistacchio, quindi no, i pistacchi non mi piacciono), danno quella nota croccante al piatto che si sposa bene con la rotondità delle orecchiette. E dopo aver sparato questa descrizione da gourmet, mi ritiro a vita privata e vi lascio questa benedetta ricetta!

ORECCHIETTE CON RUCOLA E PISTACCHI

(sempre presa dal giornale Perdipeso, stavolta quasi senza modifiche)

Ingredienti (per 2): olio, 1 scalogno, orecchiette (la quantità varia in base alle esigenze di ognuno, tipo io ne mangio 80 grammi, Mr Geom 150) (poi ok, io peso il doppio di lui, ma queste sono altre quisquiglie… grrrrrr), un mazzetto di rucola, 50 g di pistacchi non salati

Far appassire in una padella lo scalogno tritato con l’olio. Cuocere le orecchiette, scolarle e buttarle nella padella con lo scalogno. Far amalgamare il tutto e aggiungere la rucola e i pistacchi tritati (io ho fatto tutto a fuoco spento perché non volevo che la rucola appassisse, ma nel giornale la rucola la metteva direttamente in padella a far saltare con la pasta, quindi fate secondo i vostri gusti).

Pasta con germogli di soia e vongole e Buon 25 aprile

Mentre tutti oggi si staranno godendo il bel tempo in qualche prato verde con contorno di mucche, io come sempre sono l’asocialità in persona. Gli unici esseri viventi con cui mi relazionerò oggi saranno i gattacci e qualche zanzara che ha deciso di farla finita con la sua vita e si poserà, conscia della sua imminente fine, su uno dei muri di casa mia. Dopo l’estate mi toccherà passare una mano di vernice bianca per coprire le macchie rosse. E mi piace quel “mi toccherà” che ho scritto, come se fossi davvero io a inforcare pennello e vernice e a ridipingere un muro.

Insomma, anche Mr Geom mi ha abbandonata oggi, appunto per aiutarmi in questo progetto che sto portando avanti da un pò, l’asocialità come stile di vita. Che mi riesce facile come mangiare polente ai 7 formaggi e 8 salsicce, dato che avere un libro da studio parato davanti per 16 ore al giorno non è che attiri tutte queste persone.

In tutto questo, non dimentichiamoci che l’estate è alle porte, o almeno così dicono, perché io non esco di casa da tre giorni. E allora cosa c’è di meglio se non continuare con la mia nuova rubrica, la Diet-zone? Questa ricetta è semplice, ma così semplice che se vi scrivo il titolo non c’è nemmeno bisogno di spiegarvi il procedimento, perché sta tutto lì. E stavolta l’ho presa pari pari dalle ricette di Perdipeso, senza cambiarla di una virgola, perché mi sembrava perfetta già così. E devo ammetterlo, anche perché io la pasta con i sughi in bianco non la faccio mai. Penso che sarei in grado anche di fare una carbonara red-version. A casa mia non devono mai mancare profumini da spruzzare ovunque e bancali di passata/pelati/pomodori. Tanto per rimanere in tema, domani dovrei andare alla fiera dei fiori che c’è ogni anno qui in centro a Ancona e cosa comprerò secondo voi? Piante di pomodoro. Che per inciso sono le uniche che di solito riesco a far crescere (se ci fosse il WWF delle piante a quest’ora sarei nella loro lista nera al numero 1, segnalata come: la donna che compra ottomila piante all’anno e le uccide tutte).

Dicevo? Ah si, la pasta dietetica. Come sono arrivata a parlare delle piante di pomodoro? Ah si, sughi bianchi e rossi, ora ricordo! Quindi, nella pasta io ci butto sempre un litro di passata, in modo da far venire una specie di zuppetta di fusilli/zuppetta di farfalle (povere farfalle)/zuppetta di mezze penne rigate. Per questo mi sono affidata totalmente alla ricetta del giornale, perché fosse stato per me avrei aggiunto quel barattolo di pelati che stava in dispensa a chiedersi “Che fa questa, non mi usa? Perché? Perchèèèèè? La mia vita è inutile…“. Ecco si, provoco crisi esistenziali ai poveri pelati se non li uso almeno una volta al giorno.

Arriverò mai al punto? Domanda che mi ripeto ad ogni post e la risposta è no, non ci arrivo. Insomma, la pasta era buona, era dietetica, le vongole e i germogli di soia non ci avrei mai pensato ad abbinarli insieme, invece funzionano. Certo, nella versione rossa sarebbe stato tutto un pò più sugoso (ma va?), però ogni tanto è bello sentire i sapori delle cose senza che siano coperti dal pomodoro. Gira e rigira quello che volevo dire è: provatela. E’ buona!

Ahhh si, un cambiamento l’ho fatto dalla ricetta originale! Dovevo metterci la curcuma, ma non l’ho trovata. Avevo pensato di sostituirla con un pò di zafferano ma a casa non ce l’avevo. Poi vabbè, 2 giorni dopo ho sistemato il contenitore delle spezie e è uscito fuori un barattolino pieno di pistilli di zafferano, ma questo ve lo dico solo come prova del fatto che sono proprio rincoglionita in questo periodo (solo in questo periodo? Mmmmm…)

PASTA CON GERMOGLI DI SOIA E VONGOLE

Ingredienti (per 2 persone): 1 scalogno, 100 g di germogli di soia, 1 confezione di vongole surgelate (senza guscio, ma se volete usate quelle che volete), 1 spicchio d’aglio, olio, 200 g di pasta (o comunque regolatevi voi in base alle vostre esigenze dietetiche)

In una padella fate appassire lo scalogno tritato con l’olio. Aggiungere uno spicchio d’aglio, i germogli di soia e le vongole e far cuocere finché le vongole non si siano scongelate e non si sia riassorbita tutta l’acqua. Nel frattempo cuocete la pasta, scolatela e conditela con il sugo (io la faccio sempre stare un altro minutino a cuocere con il sugo, per farla insaporire bene). Servire e mangiare!


A parte questa ricetta, volevo anche farvi vedere questa zuppetta comprata alla Lidl. Il problema è che me ne sono mangiate parecchie di queste zuppette, prese quando c’era la settimana orientale, e non mi ricordo più quale fosse il sapore di questa in particolare. Sono pessima, si.

Dieta-zone: Insalata di spinacini con prugne e olive nere

Altra rubrica, altra ricetta. Ormai ho deciso di assecondare tutte le manie che mi vengono in mente e mi sono accorta che mancava una rubrica per chi sta a dieta. Forse perché il cibo dietetico di solito mi fa abbastanza schifo. Ma poi mi accorgo che in realtà è solo perché sono assuefatta dal sapore lardelloso di tutto quello che mangio di solito, mentre ogni tanto è bello riscoprire sapori semplici.

Questa rubrica sarà in realtà una rubrica FAST, nel senso che non starò tanto a blaterare. Poi anche le ricette saranno semplici semplici, in pratica non ci sarebbe nemmeno da scrivere il procedimento perché il titolo dice già tutto.

Le ricette della dieta-zone le rielaboro prendendo come spunto il giornale Perdipeso, trovo sempre giusto citare le fonti anche se non copio parola per parola quello che trovo scritto.

Adesso che ci penso questa rubrica capita proprio a fagiuolo dato che l’estate è alle porte e la prova costume affligge molte di noi (a me no perché io al mare non ci vado, ci tengo alla mia carnagione da giapponesina bianca). Quindi bando alle ciancie, eccovi una bella insalatina, apprezzata anche da me che le insalate le odio e, cosa da non sottovalutare, finita anche da Mr Geom che odia frutta, verdura e olive! E’ abbastanza particolare, almeno per me che non sono solita fare questi accostamenti frutta-verdura e dolce-salato, ma devo dire che nel complesso mi ha proprio convinta! Una delle prime volta che mi è proprio piaciuto mangiare un’insalata!

INSALATA DI SPINACINI, PRUGNE E OLIVE NERE

Ingredienti (per 2 contorni o per una insalatona): un paio di belle manciate di spinacini, una prugna, una decina di olive nere denocciolate, uno spicchio di limone, olio, pepe

Lavare e asciugare gli spinacini e adagiarli in un bel piatto (che fa sempre scena). Lavare la prugna, tagliarla a pezzetti e metterla sopra agli spinacini. Aggiungere le olive tagliate a rondelle. Spruzzare con il succo di limone, olio e alla fine una bella passata di pepe.