Giornata diapoditive a Londra

Quando vivi a Edimburgo, dove vai in vacanza? Ma a Londra, ovviamente. Che poi è meglio non dirlo agli scozzesi. che ti piace Londra. Che per la mia esperienza, la risposta è: “London? They can suck my cock!”. Insomma, esplicativo come commento.

Dopo aver vissuto un anno a Edimburgo posso dire che non la scambierei mai con Londra, per viverci. Ma una vacanzina una volta ogni tanto nella capitale è d’obbligo.

Ma che c’è a Londra di così bello da vedere? Io non sono una turista normale, nel senso che solitamente la gente va a vedere musei e/o altre attrazioni. Io vado a vedere i supermercati.

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Eccovi qui sopra una rassegna di foto inutili. Piccadilly, il negozio delle M&Ms, la porta di un Sainsbury e una strada che si chiama Sicilian Avenue.

Come dicevo, foto inutili.

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E continuiamo con l’inutilità: laghetto di Hyde Park, case senza senso, viuzza sconosciuta, Buckingham Palace, strada con bandiere inglesi e il top dell’inutilità, io davanti a una vetrina di salumi.

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Che poi è inutile girarci intorno, chi viene in UK ci viene solo per vedere gli scoiattoli. Non so che nesso strano c’è tra gli UK e gli scoiattoli, forse i prati sono fatti di nocciole (gli scoiattoli mangiano nocciole? Non lo so, ho tirato a indovinare), ma ce ne sono un’enormità.

E volpi. Che girano per strada.

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Al contrario, il popolatore di tutte le piazze italiane per eccellenza, quello che tutti odiano, quello che tutti vorrebbero usare un lanciafiamme per ripulire le città italiche, il piccione, qui è praticamente un animale raro.

Sono riuscita ad immortalarne uno prima che venisse divorato da una mandria di scoiattoli.

E volpi.

 

 

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Passando a cose serie, questo è il motivo vero per cui sono andata a Londra. Il Japan Centre. Un negozio giapponese (come dice il nome).

Una meraviglia. Sushi e altre prelibatezze giappiche di ogni genere. Giornali, ceramiche, cibo, salse, caramelle, dolcetti, gadget. Sono stata a Londra 2 giorni e penso di aver passato almeno 3-4 ore dentro a questo negozio. Che non è così grande, solo che mi sono fermata letteralmente ogni passo, guardando estasiata gli scaffali e salutando con la manina i miei poveri soldini guadagnati con tanto sudore (ma ecco, visto che le mie buste paga le pagava il signor Yo Sushi, immagino che ci sia un certo karma in tutto questo. Vuoi o non vuoi torna sempre tutto in Giappone).

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Questa è China Town. Mi sono innamorata di China Town. Negozietti cinesi con una varietà di cose da comprare che la mia carta di credito iniziava a piangere ogni volta che passavo davanti a una vetrina. Bancarelle per strada con frutti e verdure mai visti. Ristoranti con anatre appese che se solo le guardavi potevi sentirle mentre ti invitavano a entrare e a mangiarle.

Decisamente è stata la zona che ho preferito di tutta Londra.

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Presa dalla frenesia dello shopping non potevo farmi mancare Harrods. Ho comprato qualcosa solo perché volevo la busta, devo ammetterlo. Perché in generale odio pagare di più solo per un marchio (disse mentre rispondeva al telefono parlando nel suo iPhone).

Insomma, ho comprato un tè. Da 20 sterline.

(per avere la busta con scirtto Harrods, gratis)

(non fa una piega)

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La pazzia alla fine si è impossessata di me. Ho detto “Inizia a piovere, faccio il biglietto della metropolitana per tornare in albergo”. Pago nonmiricordoquanto poi mi dico “Ma perché pagare solo una corsa quando posso fare il biglietto giornaliero (alle 4 di pomeriggio) e girare per Londra?”. Così ho fatto un biglietto singolo e dopo 10 secondi ne ho fatto un altro, giornaliero.

Al che penso “E adesso? Dove vado?”. Ho preso una mappa, ho iniziato a leggere i nomi delle fermate e sono andata a casaccio. Eh che, non vuoi andare a vedere il ponte con la torre? Non vuoi andare a vedere il negozio di Harry Potter? Noi vuoi scendere a Elephant and Castle solo perché ti piace il nome?

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Alla fine in questa vacanza ho mangiato. Tutta roba estremamente british, si capisce dalle foto. Che se ero andata a fare un viaggio in Giappone/Cina probabile che avrei mangiato fish and chips, ma ero a Londra. Quindi via di ramen e pollo al curry.

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E poi si torna a casa. Leggendo Twilight e mangiando un onigiri al salmone.

Con gli occhiali da sole, perché in UK servono.

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