Giornata diapositiva e Pizdrubali

Non vi mancavano le mie giornate diapositive? Certo che no, ovviamente. Ma eccole tornate, anyway.

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Questo è stato un picnic primaverile. Che poi vabbé, non ero all’aperto, non ero in un prato, non avevo il cestino da picnic, non c’erano estranei seduti vicino a me. Insomma, questo è stato un non-picnic primaverile. Perché è vero che siamo a novembre, ma queste foto sono di maggio. E’ vero che il picnic di solito è fatto di cibi freddi e qui l’unica cosa fredda era la mega bowl di cocktail. E’ vero che avrei dovuto stendere una coperta sul prato e poi sedermici sopra e invece ho steso la tovaglia sul tavolo ikea. Ma. Non ho avuto tempo di aggiornare perché sono sempre in ritardo. Non mi piacciono le cose fredde e umide (e mi sembra di fare una citazione di Twilight (e quello che mi spaventa di più è che sono consapevole del fatto di star citando Twilight e questo significa che so delle battute a memoria e questo mi terrorizza non poco)) ma preferisco quelle calde. Non mi piace sedermi sull’erba perché (ricitando Twilight (oddio, fermatemi)) non mi piacciono le cose fredde e umide e ho paura che possa saltar fuori qualche animalaccio all’improvviso (intendo ragni, lucertole, formiche e altri animali spaventosi tipo questi).

Che ecco, come idea era pure carina, non fosse stato per quella bowl di (chiamiamolo) succo di frutta. Dalla foto non sembra esageratamente grossa e, a dire la verità, non sembrava enorme nemmeno nella realtà. Al che la mia alzata di genio: facciamo un bel cocktail con rum e qualcos’altro (notare come abbia scelto accuratamente l’alcolico e lasciato al caso l’analcolico, nella vita bisogna sempre dare delle priorità). Dentro ci sarà stata quasi una bottiglia di rum. E ce la siamo bevuta in 2.

Se avete lo sguardo del gatto nero che passeggia ALLEGRAMENTE dietro la bowl, posso dirvi che vi comprendo.

(di solito è lo sguardo che mi rivolgono le persone quando si rendono conto che conosco delle battute di Twilight a memoria)

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Ma andiamo avanti con cose più allegre (che sta storia di Twilight mi ha messo un pò di tristezza). Ecco un bell’arcobaleno. Dato che in Scozia possiamo dire che piove abbastanza spesso (non così spesso come mi aspettavo, ma quando piove, piove (oggi mi escono delle vere e proprie perle: prima una citazione di Twilight e adesso questo: quando piove, piove. Mi sa che dovevo fare la poetessa nella vita)) c’era da aspettarselo che spuntassero arcobaleni qua e là. Eccovene uno, anzi, se guardate bene ce ne sono due!

Giusto per dare qualche informazione (in)utile, TK Max è una catena di negozi che vende di tutto. Di tutto. Di quei negozi che quando ci entri devi per forza comprare qualcosa (ditemi che è così per tutti e non solo per me, vi prego).

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Questa è la classica foto della giornata diapositive che potevamo risparmiarci, ma era collegata a quella di prima. Si, insomma, a “quando piove, piove”. Eccomi in versione “completamente zuppa dopo aver camminato 5 secondi sotto la pioggia“. No davvero, dalla foto non si capisce, ma era come se fossi entrata in una piscina con scarpe e vestiti. Uguale.

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Avevo mai parlato della pizza di Dominos? Probabilmente si, ma mi piace ripetermi, soprattutto de devo dire qualche futilità (cioè sempre). Insomma, c’è questa catena che vende pizza, che poi ovviamente ogni volta che qualcuno la chiama davvero “pizza” un italiano nel mondo muore. La chiameremo pizdrubale. Dicevo, Dominos è una catena che vende pizdrubali e potete sceglierli anche con la crosta ripiena di wurstel o wurstel e senape. Questa è una rara foto di pizdrubale con crosta ripiena di wurstel e senape.

Che poi a me i pizdrubali piacciono, e parecchio. Quasi quasi rimando a domani la cena di oggi (un salutare pesce in padella) e mi prendo un bel pizdrubale direttamente a casa. Cosa molto allettante, tra l’altro oggi mi è proprio arrivato il volantino dei pizdrubali di Dominos…

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Questa è una cheesecake. No davvero. E’ una cheesecake. Al burro di arachidi e cioccolato. Vi dico solo che era buonissima, ma con quella fetta si potrebbe in pratica risolvere il problema della fame nel mondo. Con tutta la cheesecake potrebbe sopravvivere tutta la popolazione mondiale dopo un attacco nucleare per circa 10 anni.

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E giusto per andare avanti a parlare di cibo salutare (nel senso che la salute la saluti proprio) (battute tristi, lo so, ma mi sono svegliata troppo presto stamattina (tipo le 8) e il mio cervello è andato completamente in tilt).

Dicevo? Ah si, vedo una foto con paninozzi qui sopra, probabilmente parlavo di questo (rileggere le 3 righe sopra è troppo difficile). Questa foto è di un pranzo in uno dei miei posti preferiti di Edinburgo, The Boozy Cow (forse perché fanno panini buonissimi? Forse perché fanno milkshake buonissimi? O forse perché mi ricorda il mio primo staffparty-leggerissimamente-alcolico che ho avuto qui in Scozia?). A parte gli hamburger, la cosa che mi piace di più sono le patatine fritte. Ora, io non sono per niente un’amante del fritto e delle patatine fritte in generale, ma qui la concezione delle “patatine fritte” è un pò diversa. In pratica vi schiaffano una manciata di patatine e poi ve le ricoprono a vostro piacimento di: formaggio, chilli con carne, jalapenos. Queste della foto sono la versione light, cioè con solo formaggio. Quelle con tutto sopra avranno più o meno le calorie che servono a una persona normale per vivere dignitosamente per una settimana. Ma ne vale la pena.

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Qui tentavo di riprodurre la faccia del demonio del mio gattaccio nero.

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E giusto per chiudere in bellezza, eccovi delle foto di cibo che ovviamente non ho fatto io, ma che ho mangiato con molto gusto in un ristorantino francese che si chiama Café Marlayne (mi pare). Lunch menù dove potevi scegliere 3 portate a testa per la modica cifra di non mi ricordo assolutamente. Ma ricordo che ero uscita parecchio soddisfatta e avevo pure lasciato una bella mancia, quindi pollice in su per Café Marlayne (sempre che si chiami davvero così).

Alla faccia dell’italiana all’estero che mangia sempre italiano. Qui vi ho elogiato pizdrubali con croste farcite di wurstel, patatine fritte ricoperte da una colata di formaggio e un ristorante francese. In Italia non c’è niente che regga il confronto (disse la pazza sgranocchiando quintali di Gocciole che si fa portare apposta in quantità industriali da chiunque prenda un aereo Italia-Edimburgo).

 

 

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