Giornata diapositive alla scoperta di Lochness

Mesi e mesi fa, i miei genitori sono venuti a trovarmi. Sono andati in giro per Edimburgo, alla scoperta delle meraviglie che questa città ha da offrire (meraviglie che personalmente non conosco perchè non l’ho mai visitata da turista, quindi i miei genitori ne sapevano più di me).

E poi sono venuti fuori con questa idea pazza di prendere la macchina e andare a vedere il lago di Lochness. Non che io non sia affascianata da Nessie (che ESISTE, capito? Come Babbo Natale, il Coniglio Pasquale, il Conte Dracula, Topolino e Paparino) ma ecco, farci tutta la Scozia in un giorno mi sembrava una faticaccia. Ma tanto mica dovevo guidare io. Quindi siamo partiti.

img_1368

Questa è la foto che ritrae la nostra partenza: peluche di Scrat in primo piano (perché è più importante) e il Forth Road Bridge sullo sfondo (perché ovviamente è meno importante dello scoiattolo dell’Era Glaciale).

picmonkey-collage

La prima tappa è stata Inverness, una città nel nord nord nord della Scozia. Che poi, ogni volta che penso a Inverness mi viene in mente Inverno e Neve, cosa del tutto fuori luogo dato che l’unica volta che ci sono stata era quasi estate e splendeva il sole (che poi facessero 5 gradi questo è un altro discorso).

Anyway, a parte un centro commerciale di discrete dimensioni e il fiume, non è che ci fosse molto da vedere. E poi eravamo in ritardo per Nessie!

picmonkey-collage1

Ci siamo rimessi in viaggio costeggiando tutto il lago. TUTTO. Ovviamente la strada pullula di negozietti che usano il povero Nessie per fare dei bei soldoni (inutile precisare che io ho contribuito comprando peluche e cartoline, del resto qualcuno dovrà pur finanziare il cibo di questo bel mostriciattolo).

picmonkey-collage2

Ed eccovi altre immagini della casa di Nessie. Probabilmente quel giorno era andato a far visita a degli amici, o aveva troppo freddo per venire in superficie. Fatto sta che ho cercato di intravederlo per ore, ma questo mascalzone non si è fatto vedere. Sono molto disappointed.

picmonkey-collage3

A parte il lago, devo dire che il tipico paesaggio scozzese non mi entusiasma per niente. Voglio dire, chilometri di nulla più assoluto, pecore e campi. E dopo un pò non c’erano più nemmeno le pecore. Solo campi e nulla. NULLA.

Cioè, non prendeva internet.

Sono stata nel panico per ore.

img_1346

Possiamo concludere con una foto dei miei genitori che fanno foto a qualcosa.

Del resto, fare le foto è inquadrare qualcosa di importante e scattare.

Advertisements

Giornata diapositiva e Pizdrubali

Non vi mancavano le mie giornate diapositive? Certo che no, ovviamente. Ma eccole tornate, anyway.

picmonkey-image

Questo è stato un picnic primaverile. Che poi vabbé, non ero all’aperto, non ero in un prato, non avevo il cestino da picnic, non c’erano estranei seduti vicino a me. Insomma, questo è stato un non-picnic primaverile. Perché è vero che siamo a novembre, ma queste foto sono di maggio. E’ vero che il picnic di solito è fatto di cibi freddi e qui l’unica cosa fredda era la mega bowl di cocktail. E’ vero che avrei dovuto stendere una coperta sul prato e poi sedermici sopra e invece ho steso la tovaglia sul tavolo ikea. Ma. Non ho avuto tempo di aggiornare perché sono sempre in ritardo. Non mi piacciono le cose fredde e umide (e mi sembra di fare una citazione di Twilight (e quello che mi spaventa di più è che sono consapevole del fatto di star citando Twilight e questo significa che so delle battute a memoria e questo mi terrorizza non poco)) ma preferisco quelle calde. Non mi piace sedermi sull’erba perché (ricitando Twilight (oddio, fermatemi)) non mi piacciono le cose fredde e umide e ho paura che possa saltar fuori qualche animalaccio all’improvviso (intendo ragni, lucertole, formiche e altri animali spaventosi tipo questi).

Che ecco, come idea era pure carina, non fosse stato per quella bowl di (chiamiamolo) succo di frutta. Dalla foto non sembra esageratamente grossa e, a dire la verità, non sembrava enorme nemmeno nella realtà. Al che la mia alzata di genio: facciamo un bel cocktail con rum e qualcos’altro (notare come abbia scelto accuratamente l’alcolico e lasciato al caso l’analcolico, nella vita bisogna sempre dare delle priorità). Dentro ci sarà stata quasi una bottiglia di rum. E ce la siamo bevuta in 2.

Se avete lo sguardo del gatto nero che passeggia ALLEGRAMENTE dietro la bowl, posso dirvi che vi comprendo.

(di solito è lo sguardo che mi rivolgono le persone quando si rendono conto che conosco delle battute di Twilight a memoria)

img_1244

Ma andiamo avanti con cose più allegre (che sta storia di Twilight mi ha messo un pò di tristezza). Ecco un bell’arcobaleno. Dato che in Scozia possiamo dire che piove abbastanza spesso (non così spesso come mi aspettavo, ma quando piove, piove (oggi mi escono delle vere e proprie perle: prima una citazione di Twilight e adesso questo: quando piove, piove. Mi sa che dovevo fare la poetessa nella vita)) c’era da aspettarselo che spuntassero arcobaleni qua e là. Eccovene uno, anzi, se guardate bene ce ne sono due!

Giusto per dare qualche informazione (in)utile, TK Max è una catena di negozi che vende di tutto. Di tutto. Di quei negozi che quando ci entri devi per forza comprare qualcosa (ditemi che è così per tutti e non solo per me, vi prego).

img_1250

Questa è la classica foto della giornata diapositive che potevamo risparmiarci, ma era collegata a quella di prima. Si, insomma, a “quando piove, piove”. Eccomi in versione “completamente zuppa dopo aver camminato 5 secondi sotto la pioggia“. No davvero, dalla foto non si capisce, ma era come se fossi entrata in una piscina con scarpe e vestiti. Uguale.

img_1320

Avevo mai parlato della pizza di Dominos? Probabilmente si, ma mi piace ripetermi, soprattutto de devo dire qualche futilità (cioè sempre). Insomma, c’è questa catena che vende pizza, che poi ovviamente ogni volta che qualcuno la chiama davvero “pizza” un italiano nel mondo muore. La chiameremo pizdrubale. Dicevo, Dominos è una catena che vende pizdrubali e potete sceglierli anche con la crosta ripiena di wurstel o wurstel e senape. Questa è una rara foto di pizdrubale con crosta ripiena di wurstel e senape.

Che poi a me i pizdrubali piacciono, e parecchio. Quasi quasi rimando a domani la cena di oggi (un salutare pesce in padella) e mi prendo un bel pizdrubale direttamente a casa. Cosa molto allettante, tra l’altro oggi mi è proprio arrivato il volantino dei pizdrubali di Dominos…

img_1325

Questa è una cheesecake. No davvero. E’ una cheesecake. Al burro di arachidi e cioccolato. Vi dico solo che era buonissima, ma con quella fetta si potrebbe in pratica risolvere il problema della fame nel mondo. Con tutta la cheesecake potrebbe sopravvivere tutta la popolazione mondiale dopo un attacco nucleare per circa 10 anni.

img_1329

E giusto per andare avanti a parlare di cibo salutare (nel senso che la salute la saluti proprio) (battute tristi, lo so, ma mi sono svegliata troppo presto stamattina (tipo le 8) e il mio cervello è andato completamente in tilt).

Dicevo? Ah si, vedo una foto con paninozzi qui sopra, probabilmente parlavo di questo (rileggere le 3 righe sopra è troppo difficile). Questa foto è di un pranzo in uno dei miei posti preferiti di Edinburgo, The Boozy Cow (forse perché fanno panini buonissimi? Forse perché fanno milkshake buonissimi? O forse perché mi ricorda il mio primo staffparty-leggerissimamente-alcolico che ho avuto qui in Scozia?). A parte gli hamburger, la cosa che mi piace di più sono le patatine fritte. Ora, io non sono per niente un’amante del fritto e delle patatine fritte in generale, ma qui la concezione delle “patatine fritte” è un pò diversa. In pratica vi schiaffano una manciata di patatine e poi ve le ricoprono a vostro piacimento di: formaggio, chilli con carne, jalapenos. Queste della foto sono la versione light, cioè con solo formaggio. Quelle con tutto sopra avranno più o meno le calorie che servono a una persona normale per vivere dignitosamente per una settimana. Ma ne vale la pena.

img_1331

Qui tentavo di riprodurre la faccia del demonio del mio gattaccio nero.

picmonkey-collage1

E giusto per chiudere in bellezza, eccovi delle foto di cibo che ovviamente non ho fatto io, ma che ho mangiato con molto gusto in un ristorantino francese che si chiama Café Marlayne (mi pare). Lunch menù dove potevi scegliere 3 portate a testa per la modica cifra di non mi ricordo assolutamente. Ma ricordo che ero uscita parecchio soddisfatta e avevo pure lasciato una bella mancia, quindi pollice in su per Café Marlayne (sempre che si chiami davvero così).

Alla faccia dell’italiana all’estero che mangia sempre italiano. Qui vi ho elogiato pizdrubali con croste farcite di wurstel, patatine fritte ricoperte da una colata di formaggio e un ristorante francese. In Italia non c’è niente che regga il confronto (disse la pazza sgranocchiando quintali di Gocciole che si fa portare apposta in quantità industriali da chiunque prenda un aereo Italia-Edimburgo).

 

 

Rotolo cioccococco e ritorni in gatto stile

Ritorno in grande stile per “il blog più abbandonato dalla proprietaria di tutti i tempi“.

Che poi, mica è vero che è un ritorno in grande stile. Era solo per attirare l’attenzione. La realtà è che torno proprio adesso da 20 minuti di prigionia: ero andata a vedere che fine avessero fatto i miei gattacci (ovviamente dormivano nel letto) quando, attirata con l’inganno del loro pelo morbidoso, mi sono detta “mi stendo un attimo vicino a loro”. Mi hanno circondata e usata come cuscino/materasso/letto/coperta. Ho dovuto far ricorso a tutta la mia forza di volontà per scrollarmeli di dosso.

Ecco, appunto, parlare di come riesci a farti rigirare anche da dei gatti è proprio un ritorno in grande stile.

Non ricordo l’ultima volta che ho aggiornato il blog, non ricordo di cosa ho parlato, in pratica ho un vuoto di memoria di mesi di vita. La ragione per cui ho latitato così tanto è semplicemente perché ho cambiato lavoro e mi ci è voluto un pò di tempo per ambientarmi e organizzarmi con i nuovi ritmi/orari.

img_1182

E visto che era da tanto che non postavo una ricetta, beccatevela qui: un bel rotolo cioccolatoso e coccoso. Senza dilungarmi oltre, che sono iniziati i mercatini di Natale da due giorni e ancora non sono riuscita ad andarci, quasi un sacrilegio per me. Vado a vestirmi da Babbo Natale per punizione.

Ah si, il rotolo cioccococco è buono.

img_1192

ROTOLO CIOCCOCOCCO

img_1189Ingredienti: 85 g di zucchero, 5 uova, 50 g di cacao. Per il ripieno: 300 ml di panna, 45 ml di whisky, 50 g di cocco in polvere, 30 g di zucchero.

img_1188In una ciotola, montare i tuorli con lo zucchero. Incorporare al tutto il cacao setacciato. Sbattere gli albumi in una ciotola fino a che non saranno compatti. Aggiungere un cucchiaio degli albumi nella mistura di cioccolato per renderla più soffice, poi incorporare il resto. Spalmare il composto in uno stampo di circa 30×20 ricoperto da carta forno e infornare a 180 per 20-25 minuti. Una volta cotto, ribaltare il dolce su un canovaccio da cucina e staccare delicatamente la carta forno. Aiutandosi con il canovaccio, arrotolare il pan di spagna e lasciarlo raffreddare.

Preparare il ripieno: montare la panna, poi aggiungere il whisky, il cocco e lo zucchero. Srotolare delicatamente il pan di spagna e ricoprirlo di ripieno, lasciando liberi un paio di centimetri. Arrotolare partendo dal lato corto. Lasciare in frigo per un paio d’ore in modo da far rassodare il ripieno e poi tagliare a fette.

img_1193