Giornata diapositive

E’ da così tanto tempo che non aggiorno il blog che, quando ho cliccato il pulsantino con la matita (quello per iniziare a scrivere idiozie e poi postarle), il computer si è come risvegliato dopo un lungo sonno farfugliando qualcosa come: “Si, ecco, come, cosa, chi è, siamo ancora nel 2016? Sono pronto, dammi qualche ora per capire cosa devo fare“.

Vorrei poter dire che non ho aggiornato perché agosto è un mese di vacanza e quindi sono andata in qualche bella città a fare shoppping. La triste verità è che ho lavorato sempre e la ancora più triste verità è che è solo un caso se riesco ad aggiornare oggi. Il tempo che sto usando per stare al computer infatti era destinato a passare l’aspirapolvere, così che io non venissi sommersa dai peli di gatto che ormai viaggiano in palle giganti per casa facendo trenini e festeggiando con trombette, coriandoli e stelle filanti. (S)fortuna vuole che io abbia comprato un nuovo aspirapolvere (rosa) che aspira millemila volte meglio di quello che avevo, quindi ho finito mezzora prima del previsto.

Quindi vi beccate una giornata diapositive.

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Iniziamo con un bel gelato. Che si, chiamare gelato certe schifezze che si trovano qui è da denuncia, e lo dice una che non fa certo la schizzinosa (penso di aver detto più volte di amare la pizza di Dominos, affermazione per la quale ogni italiano in terra UKosa vorrebbe ripristinare l’uso della ghigliottina e provarla su di me). Questo è di una catena che fa prevalentemente milkshake, con tutto. Nel senso, CON TUTTO. C’è pure il milk shake alla coca cola, per intenderci (no, non l’ho provato ma rimedierò al più presto (tipo domani)). E poi fanno le granite, altri milkshake buonissimissimi e i gelati, dove sopra ti ci mettono tutto. Questo aveva i marsh mallow e delle palline di cioccolato che si chiamano Maltesers (ci sono in Italia? la mia memoria da vecchiarda mi rende impossibile ricordare) (cosa stavo dicendo? ah si, il gelato, con TUTTO sopra, è buonissimo)

Queste foto erano solo per avere una prova che a aprile nevicava. Vedete quel gigante fiocco di neve nella manica della mia giacca? Sembra piccolo, ma contate che il mio braccio ha un diametro di 1 metro, quel fiocco di neve in realtà è grosso 5 centimetri.

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Questa non so proprio perché l’ho messa. Per farvi vedere il sedere di un pollo dentro una busta di plastica? Per farvi vedere che anche in Scozia mangio Pollo al forno alla Mediterranea? Domande che non troveranno mai una risposta.

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Questa invece è una foto fatta a lavoro. Dopo mesi che portavo dolci ogni domenica, hanno avuto la bella idea di fare una specie di Bake Off Yo Sushi: in pratica abbiamo portato dolci da papparci finito di lavorare. Pensando che a oggi, metà del team di allora se n’è andato, mi viene un pochino di nostalgia, quindi passerei avanti.

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Questa è stata una bella merendina. Chi mi conosce, sa quanto mi piaccia cucinare partendo da zero (nel senso, certo che non vado a macinare il grano per farmi la farina da sola e non vado a spremere le olive per avere l’olio, ma se mi serve il caramello è difficile che lo compro già fatto) e allo stesso tempo quanto adoro le cose già pronte. Chiamatemi la regina degli estremi, perché in realtà è quello che sono. Insomma, al supermercato c’era questa confezione con le cosine per fare una specie di involtino ripieno. In pratica: piadina, piccoli salsicciotti di formaggio (molto popolari qui), piccole fette di prosciutto cotto e una bustina con del ketchup. Come potete vedere dallo sfondo, non sono nemmeno riuscita ad aspettare di arrivare a casa, appena montata in macchina ho dovuto fare l’involtino. E non era nemmeno malaccio! La prossima volta però devo resistere fino a casa, così posso scaldarlo e avere il formaggio filante.

Queste foto ritraggono una confezione di mochi e una confezione di gatti, intenti a capire che cosa fossero quelle palle verdine. Notare lo sguardo allucinato del gatto nero nell’ultima foto.

Altre foto inutili, solo per farvi vedere una colazione e una merenda. Ma ricordo ancora quello splendido kitkat al tè verde, comprato allo shop dell’Harvey Nichols per qualcosa come tipo 8 £ (era una confezione con circa 8 kitkat piccolini, quindi direi prezzo leggermente esagerato, ma vabbè, li valevano tutti). Insomma, kit kat al matcha, buonissimo.

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Questo è uno dei miei pranzi/cene preferiti. Ramen con aggiunta di linguine, con aggiunta di gyoza, con aggiunta di quella specie di quadratini di tofu e pesce. Tra le varie (innumerevoli) cose che adoro della Scozia, è la possibilità di trovare cibi di ogni genere, sia nei ristoranti che nei vari negozietti in giro per la città. Vi ho mai parlato dei negozietti polacchi? Non ricordo, ma devo farlo al più presto.

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Non che mangi sempre cose del tutto strane, ecco. E questa è la prova. Una specie di scrambled eggs con il guanciale che mi ero portata dall’Italia. Possiamo chiamarla una carbonara senza pasta? Una carbonara rivisitata? Posso chiamarla come mi pare, tanto qui pensano che la carbonara sia una specie di salsa giallo pallido fatta con panna e bacon. Fa quasi inorridire pure me (ma non l’ho ancora provata, quindi non posso esprimermi).

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E concludiamo con una bella foto di un gatto con la testa strana. Di solito non è così, non so cosa aveva qual giorno, ma ha uno sguardo che sembra dire: “Cosa vuoi? Vuoi che ti uccido? Vattene“.

Ecco, poi venitemi a dire che i gatti non sono intelligenti.

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