Giornata diapositive

Mettetevi comodi comodi che ho altre diapositive-foto da farvi vedere, sulle quali sproloquierò con idiozie varie.

Iniziamo!

Questa foto risale ancora a marzo (mesi fa insomma), al periodo di Pasqua. (Pasqua è stata a marzo o a aprile? Non lo so, ma la foto è di marzo)

Allora, dovete sapere che qui a Edimburgo non esistono le uova di Pasqua, o almeno non come le intendiamo noi italiani. Questo per me è stato uno schock culturale enorme, quasi pari al fatto di non trovare presepi a Natale e capire che qui è tutto incentrato su Babbo Natale (dubito che sappiano chi è Gesù e sicuramente i bambini vengono cresciuti non tanto con la frase “a Natale siamo tutti più buoni” quanto con un bel “a Natale andiamo tutti a fare shopping“).

Insomma, qui si trovano queste confezioni, molto carine per carità, ma con un uovo delle dimensioni di un ovetto Kinder. Ci sono anche quelli un pò più grandicelli (come 2 ovetti Kinder), ma scordatevi gli scaffali strapieni di ogni uovo con mille tipi di cioccolato diverso, con sorpresine dentro e fuori dall’uovo, con confezioni colorate, ecc. Per dire, all’Auchan di Ancona (Ancona, ecco, mica Milano) c’era un varietà mille volte superiore al supermercato più fornito di Edimburgo. Qui il massimo che si trova sono le confezioni di uova della Lindt, quelle con la cioccolata con le nocciole (solo al latte, la versione bianca o fondente nocciolosa non è stata avvistata).

Una tristezza, ecco.

Si cerca di rimediare a questa mancanza comprando 20 tipi di uova diverse (tanto non è che costino così tanto), ma ci si ritrova solo con 20 chili di cioccolata dentro casa da smaltire al più presto che sennò va a male (scuse per mangiare cioccolata senza sentirsi in colpa).

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Salatando di palo in frasca (come sempre) ma restando a parlare di cibo (come sempre), eccovi un esempio di “come ti concio il pranzo facendoti una faccina felice spargendo maionese al wasabi sopra tutte le due crocchette di tonno“, non sapenso che la maionese con il wasabi è uno dei pochi modi in cui non mi piace né la maionese, né il wasabi (non si capisce probabilente, ma intendevo che la maionese mi piace, il wasabi lo adoro, messi insieme mi fanno schifo). Eh vabbé, era il capo che me l’ha fatto, m’ha toccato mangiarli (solo perché era ancora marzo e non ci avevo preso la confidenza di adesso. Adesso glieli tirerei dietro) (no, non è vero, povero)

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Altra foto di cibo, stavolta per farvi vedere la varietà immensa di cibi pronti che si trovano qui. Si, perché se con le uova di Pasqua non ci sanno proprio fare, si rifanno alla grande con le cose che vanno fatte al microonde, o surgelate (milioni, miliardi di negozi che vendono solo cibo surgelato, ovunque), o comunque quelle cose che devi solo:

  • premere un pulsante, o
  • aggiungere acqua, o
  • mescolare, o
  • versare in un piatto, o
  • mangiare direttamente dalla confezione

per avere il tuo pranzo o cena pronti in 2 secondi netti. Quelle della foto erano tagliatelle con verdure e salmone. Sembrano un tantino messy ma erano buone (vabbé, io non faccio mai testo, mi piacciono sempre le schifezze). E noto che sopra ci sono dei rotolini di prosciutto, probabilmente (ma che dico, SICURAMENTE) quello che avevo portato sottovuoto dall’Italia. Mi sa che lo avevo usato per fare degli involtini con il cheddar (in pratica, come rovinare dell’ottimo prosciutto italiano mettendoci dentro del formaggio che non sa di niente. Si, è il mio stile)

Altre cose da mangiare, stavolta direttamente dall’Austria. Non ho messo la stessa foto due volte, se guardate bene una si chiama Sport Suppe, l’altra Feuerqualcosa Suppe. Insomma, in una c’erano le racchette da tennis e gli uomini forzuti che sollevano pesi, nell’altra gli estintori e le camionette dei vigili del fuoco. Ne parlavo poco tempo fa con qualcuno (la senilità avanza insorabile e non ricordo assolutamente con chi), ma se Edimburgo (la Scozia? l’UK? Non voglio allargarmi troppo, quindi parlo solo di quello che vedo) è la patria dei cibi pronti surgelati e/o da fare al microonde, l’Austria era la patria dei cibi pronti in busta.

Non fraintendetemi, a Edimburgo si mangiano un sacco di cose buone, verrò ripudiata dall’Italia a breve (appena finirò di formulare questa frase (quindi ci sono parecchie probabilità che questo non accada mai)), ma ogni giorno mi chiedo per quale motivo io non sia nata qui, dove avrei potuto avere la fortuna di essere cresciuta a hamburger e cupacake invece di pasta e tiramisù.

Sono una vergogna per l’Italia, ne sono cosciente.

Ah si, anche l’Austria ha un sacco di cose buone, Avrei preferito crescere a canederli e Sacher piuttosto che di pasta e tiramisù.

(ok, toglietemi la nazionalità italiana)

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E ecco, giusto to make my point: chi ha bisogno di cannoli siciliani quando puoi avere queste cheesecake meravigliose?

(vorrei che fosse ironia, la mia, ma il brutto è che lo penso davvero)

A dire la verità la cosa bella di vivere qui è che non devi esattamente rinunciare a questo o a quello: puoi avere tutto quello che vuoi. Vuoi una cheesecake al cioccolato bianco, fragola e marshmallow? Eccola! Vuoi un tiramisù? Puoi fartelo, gli ingredienti non sono difficili da trovare. Tra l’altro si trova a anche nei supermercati. Vuoi un cannolo siciliano? Sono sicura che da qualche parte in questa città qualcuno te lo vende. Poi i gusti sono gusti, in 7 mesi il cannolo non l’ho mai cercato, la cheesecake si (e ho trovato questo posto supendissimo che, per chi vive nei paraggi, merita non una visita, ma merita di piantare una tenda direttamente dentro al (purtroppo) piccolo locale e vivere lì dentro per sempre. PER SEMPRE)

(ah si, si chiama Artisan Cheesecakes, 104 Bruntsfield Place) (segnatevi l’indirizzo, probabilente a breve sarà il mio nuovo indirizzo di casa)

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Mi sono resa conto di aver blaterato più del solito e sono ancora a metà foto, quindi vado veloce. Questa è una colazione che mi ero fatta tempo fa, con il porridge che AMO. Le altre cose sono un biscotto brownieoso e il “caffè” con il latte (sembra il tè della regina, ma è un caffè). Il porridge è una di quelle cose che ami o odi, io lo amo (e ti pareva). Un giorno dovrò mettere qualche foto dei reparti dei supermercati sove ci sono tutti i tipi di porridge, io li trovo fantastici.

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Questo è un simpatico intermezzo gattoso, giusto per vantarmi del fatto che io ho un gatto nero bellissimissimo e voi no.

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Questa è una abbastanza recente scoperta. Non sapevo nemmeno che esistessero, ma qui le Tablet scozzesi sono una delle cose più tipiche scozzesi. In pratica il pasto tradizionale scozzese è composto da haggis con contorno di purè di patate e di rapa, tablet come dolce, il tutto annaffaito da Irn Bru.

Le tablet sono… zucchero. Hanno quel sapore caramelloso che, dopo il primo pezzetto che mangi ti fanno dire “mmm buonissimo, ne mangerei a quintalate!“. Ne mangi un altro pezzetto e dici “ma si dai, ancora un altro“, al terzo inizi a pensare “forse basta“. Se arrivi al quarto inizia ad avere le allucinazioni con dentisti che vorticano sopra di te vestiti da angelo, con mazzette di banconote in mano, sorrisi sgargianti e collane dorate tipo rapper neri. Se per caso arrivi al quinto pezzetto c’è direttamente la dialisi a vita.

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Siamo quasi giunti alla fine. E se sono sempre così entusiasta del cibo scozzese, questo è stato invece un epic fail. Non tanto il pane all’aglio, i nachos e le patate con formaggio e bacon, che erano buonissimi, quanto per la pizza. Io, grande sostenitrice della pizza scozzese (tanto che anche gli scozzesi mi prendono in giro), devo fare un bel dietrofront davanti a Pizza Hut. Fa schifo. Non che non l’abbia finita tutta, ovvio, ma non la ricomprerò mai più lì. E’ orribile.

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E chiudiamo in bellezza (si, togliendo quella sagoma nera al quasi centro, la foto non è così male)! Non potevo non apparire in un post, quindi eccomi qui, in versione lavorativa, mentre aspetto che il riso da sushi si seasoninghi (conio parole nuove che capisco solo io). Foto fatta da colleghi pazzi che non hanno niente di meglio da fare nella loro pausa che fotografare cose a caso.

Farebbero meglio a fare qualcosa di più utile, che so, imparare a giocare a polo. O tagliare le unghie ai miei gatti. Uhm, è vero, devo fare la manicure al gatto nero, altrimenti dice che non apparirà più nelle mie foto. Vado. Alla prossima!

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