Serata (mattinata) diapositive

Non so quante foto ho accumultato in questo periodo, provo a smaltirne un pò. Per fortuna sto lavorando 834579429 ore a settimana, così adesso non ho più tempo di passeggiare allegramente per le strade di Edimburgo a fotografare cose inutili. Purtroppo però continuo a fotografare cibo, perché si sa, NON SI PUO’ MANGIARE SE PRIMA NON HAI FOTOGRAFATO QUELLO CHE HAI NEL PIATTO, e questa è una massima che tutti dovrebbero tatuarsi addosso da qualche parte.

IMG_0413

Cominciamo con questo bel piatto di macaron Hellokittosi. Mi pare di aver pure messo la ricetta qui sul blog (infatti si, eccola qui, la mia vecchiosaggine mi fa dimenticare tutto, soprattutto le cose importantissime). Ma dicevo, sono dei macaron che ho fatto per portare a lavoro dato che ormai mi sono impappinata con questa cose del “di-domenica-Fran-porta-dolci-a-lavoro-facciamola-lavorare-sempre-tutte-le-domeniche-tutte-tutte“. Inizierò a farcire cupcake di veleno.

Queste sono 5 (5?? che cavolo dico? Non so più nemmeno contare, vabbé) foto fatte a Milano nel mio pazzo viaggio di vacanza in Italia quando, presa da un irrefrenabile impulso di pazzia (che tra l’altro probabilmente si ripeterà altre volte) ho deciso di allungare un comodo ma altamente pericolosissimo viaggio di 3 ore in aereo, in un lungo e congelante viaggio attraversando stazioni di mezza europa, mettendoci un giorno intero. Ma era una vita che non passavo per Milano, l’ultima volta che ci sono stata probabilmente facevo le superiori (o le medie? La vecchiosaggine colpisce ancora), quindi diciamo un secolo e mezzo fa.

IMG_0501

Questa documenta il mio arrivo a casa. Appena varcata la porta, dopo 4 mesi che non vedevo i miei gattacci, la mia prima esclamazione è stata “Oddio, ma sono vivi, cioè, sono creature vive, si muovono da soli!“. Non so perché ma me li immaginavo come peluche, invece cavolo, si muovevano davvero da soli! Un’impresa veramente eccezionale per dei gatti in carne e ossa, lo so. I miei gatti del resto non potevano che essere delle creature dall’intelligenza superiore. Come la padrona (ehm, no).

IMG_0503

Eh che, torni in Italia e la prima cosa che fai non è andare in una pizzeria a mangiare pizza (ma va)? Come se nel resto del mondo alla parola “pizza” tutti ti guardassero come un’aliena domandandoti “Pizza? What is pizza?“. Insomma, la pizza c’è. E pure buona, probabilmente l’ho blaterato già un milione di volte ma si, nel profondo Nord dei pascoli scozzesi (si, la descrizione di Edimburgo come terra pascolante mi sembra appropriata) la pizza c’è, ed è pure buona (sapete che ogni volta che un italiano espatriato dice che la pizza nel suo nuovo paese è buona, un italiano in italia muore di crepacuore? Bè, watch out guys, i prossimi potreste essere voi (già ne avrò fatti fuori un migliaio)).

IMG_0506

E qual è una delle gioie più grandi di un espatriato, se non quella di tornare a casa e scroccare cene dai vari membri della famiglia? Questa in particolare è stata scroccata alla sorella e consorte (ma si dice consorte se non sono sposati? E se la consorte non è LA consorte ma IL consorte? Bo, non c’ho mai capito niente con tutti i vari termini famiglieschi tipo suocera, cognata e via dicendo. Io arrivo a mamma, papà, sorella, nonna e zia). Non che la carne in Scozia non si trovi (popolo di vegetariani per eccellenza, gli scozzesi) ma di solito servita su un piatto, con vino e birra, ti tocca pagarla oro (mangiare fuori non è proprio la cosa più economica del mondo). Questa era gratis, buona e ovviamente un’occasione per stare con la sorella che non vedo mai quando fino a poco fa ero abituata ad averla porta a porta, e ancora prima ero abituata ad averla letto a letto. Che tristezza.

(Tac, vieni a trovarmi!)

IMG_0520

Un’altra cosa che mi mancano sono i cocktail. Si, ci sono pure qui, ma non è la stessa cosa. Ok, forse quello che mi manca sono i miei bar di fiducia, quelli che vai dal tuo barista e gli chiedi un gin tonic ma per favore me lo fai con la vodka al posto del gin e mi ci metti le scorzette di zenzero candite. Ecco, qui non saprei nemmeno come dirlo.

Ho imparato che la cosa più difficile è pronunciare le parole che anche in italiano sono in inglese. Si, non si capisce, vero? Insomma, tipo “rum”. Non ri pronuncia rum. “rock” non si pronuncia davvero rock. Una delle peggiori che ho trovato è stata “internet”. La prima volta che a lavoro uno dei ragazzi che lavora con me mi ha chiesto se avevo “internet“, vi giuro, sono rimasta a bocca aperta 10 secondi buoni cercando di capire cosa avesse detto dopo “Do you have….?”, dato che al posto dei puntini di sospensione aveva pronunciato una cosa tipo ENERNEEEE. Whaaat?? Quello avrà pensato che l’Italia è rimasta ai tempi della pietra e che per sentire la mia famiglia usassi ancora i piccioni viaggiatori.

(tra l’altro devo ammettere di averci messo solo 10 secondi a capire che avesse detto “internet” solo perché la domanda prima era stata “hai netflix?”, quindi ho collegato le due cose. Altrimenti sono sicura che sarei ancora qui a chiedermi che cavolo mi avesse chiesto quel giorno di 4 mesi fa)

IMG_0563

Questa è la foto dei tortellini in brodo che avevo ordinato con lauto anticipo alla genitrice quando le avevo confermato che sarei tornata in Italia. E di sicuro è la cosa da mangiare che mi manca di più in assoluto. Che potrei anche farmeli da sola, lo so, ma la verità è che non ho tempo. E qui ho imparato ad essere ancora più lazy di quello che ero in italia, con il cibo. Milioni di piatti pronti a prezzi assurdamente ridicoli, roba che ti chiedi come mai esista ancora la fame nel mondo se riescono a confezionare pollo al curry e riso pronto in 2 minuti e a venderlo a 69 centesimi.

Quindi ecco, farmi i tortellini da sola non mi passa per l’anticamera del cervello quando torno a casa alle 10 di sera, i gatti hanno deciso di vomitare sul tappeto per ribellarsi ai croccantini scozzesi che non gradiscono e il divano sembra così invitante.

IMG_0566

Che dire, ma vedete che amore che è questo cane stupendoso? Non è il cane più bello del mondo? E lo dice una che i cani li ha sempre odiati (evviva i gatti!) ma questo proprio no. Vederlo crescere da un fagottino che cercava di saltare 10 cm rimanendo incastrato in un muretto fino a un cagnolone pelosone che sicuramente farà stragi di cuore tra le cagnoline anconetane, mi fa proprio essere una zia orgogliosissima. Ma guardate che occhioni, che muso, che zampe pelose! Da sbaciucchiare dalla mattina alla sera, raccomandato come antistress!

(poi vabbè, il bagno sullo sfondo non è il massimo…) (ahhh, il bidet, che bei ricordi)

IMG_0567

E questa è Ancona. Rivederla dopo 4 mesi di assenza devo dire che mi aveva fatto un effetto proprio strano. Riguardando adesso la foto me ne fa ancora un altro: è piccola. Abituata a vedere, ormai tutti i giorni da quasi 6 mesi, gli spazi di Edimburgo, adesso Ancona mi sembra proprio una piccola cittadina. Sembra tutto così piccolino… e silenzioso. Si ecco, quando sono tornata ho notato questo: il silenzio. A Edimburgo è sempre tutto più frenetico, con gente che gira, parla, respira, vive. Bello eh, per carità. Ma a volte sarebbe bello sentire più silenzio (disse mentre sentiva ubriachi dalla finestra che urlavano) (uno di questi giorni butto della pece bollente dalla finestra) (dove la compro la pece) (e poi, cos’è la pece??) (ma come parole è carina. Pece. Sembra un cece.)

Mi manca.

Come posso non concludere con altre due cose da mangiare? Ecco a voi le signore spuntature e la signora porchetta. Non ancora avvistate in Scozia e per questo mi mancano da morire. Non posso pensare che quando sarà Agosto e tutta Ancona (o almeno, la gente di Ancona che ha buon gusto) si riverserà a Sappanico a ingozzarsi di spuntature, io sarò qui, probabilmente a lavorare e a mangiare il sushi.

(sushi, ti chiedo umilmente perdono. Ma la sagra della spuntatura c’è una volta all’anno e io me la perderò per mangiare salmone crudo che tra l’altro mangio quasi tutti i giorni da 6 mesi a questa parte)

Penso proprio che quel giorno sarò a lutto. Guarderò i costumers cercando di scovare quello più succulento, poi quando escono andrò a strappargli l’intestino tenue come una pazza (c’era bisogno di specificarlo eh) e lo metterò allegramente sopra una griglia, mentre con la bava alla bocca continuerò a dire “spuntatuuuure” e nessuno capirà quello che dico (bè, come sempre del resto).

Per la porchetta invece penso che ucciderò i negozianti che vendono il pulled pork. In pratica ci sono questi negozi con una vetrina dove potete vedere una cosa simile alla porchetta. Un italiano di sicuro si ferma lì e alla vista di quella cosa griderà estasiato “porchetta!” perché è presentata tale e quale, con la testa porchettata, la crosta, ecc. Poi avvicinandosi meglio, si capisce che non è porchetta: è solo carne di maiale sfilacciata. E allora ti verrebbe voglia di avere la forza dell’Orlando furioso che sradicava alberi interi e sradicare tutto il negozio del pulled pork con le fondamenta e tutto, al grido di “Ingannatore! Dov’è la mia porchetta??


In tutto questo, viene da chiedere: hai esaltato per ben 1492 (santo contatore di wordpress) l’Italia, che cavolo ci fai in Scozia?

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s