Noodles tagliatella, ah no, pappardella tagliata con la sciabola

Dopo 3 mesi e mezzo di duro lavoro finalmente ho quasi due settimane di vacanza, evviva! Che poi, “duro lavoro” mi sembra un pò esagerato, sinceramente stare dalla mattina alla sera a rollare sushi mi sembra ancora un hobby più che altro… ma almeno un hobby pagato bene!

Prima di tornare nella mia (non) amata Italia (dove rollare il sushi era veramente un hobby per cui dovevo pagare pure bei soldini) ho un altro aggiornamento per una delle categorie del blog che amo di più, Eating Scotland. Provare l’infinita varietà di cose da mangiare (e non) che si trovano qui è una delle cose in assoluto che mi mettono di buonumore!

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Questi strani noodles li ho comprati nel mio negozietto cinese di fiducia, attirata dalla dimensione extralarge della pasta (che non avevo mai visto, a parte nelle pappardelle). Insieme ci sono quei 3 pacchettini, in uno c’è la salsa di soia, in uno quella cosa rossa piccante con i semini di sesamo e nella terza qualcos’altro che non ricordo (li avrò mangiati nemmeno una settimana fa, ma la vecchiaia fa sempre brutti scherzi).

IMG_0385Di solito questi ramen pronti io me li faccio sempre, appunto, a “ramen”, nel senso, in brodo. Anche quando c’è scritto chiaramente che c’è da cuocere la pasta a parte, scolarla e metterla con i vari condimenti in una padella. In questo caso però non c’era niente che potesse fare da brodo, quindi mi sono dovuta piegare al volere supremo del dio ramenoso (eh va che tutti con questo petaloso, io è una vita che trasformo tutte le parole con “oso” alla fine e nessuno mi ha accreditato l’invenzione di nessuna parola, quasi che mi sento offesa) e insomma, li ho fatti asciutti. Poi proprio asciutti asciutti no, è stato più forte di me e ho lasciato un pò di acqua che si è amalgamata con quella cosina rossa, come potete ben vedere dalla IMG_0388foto orribile che ho fatto apposta per mostrare questo particolare brodoso.

(tra l’altro la foto è pure sfuocata, ridatemi una reflex!)

Riprendiamoci. Allora, giudizio finale: erano buoni. Piccanti al punto giusto, e i semini di sesamo ci stavano benissimo. La pasta ha tenuto bene la cottura, anzi è rimasta piuttosto al dente (ok, c’è da dire che io cuocio la pasta per la metà del tempo indicata nella confezione, di solito va bene (con i ramen, perché tendono a diventare gommosetti per i miei gusti) ma stavolta un minutino in più forse era da farglielo fare) e come dicevo il condimento era proprio buono.

Tra l’altro quando avevo visto la quantità di pasta (non so se chiamarli noodles? Tagliatelle? Pappardelle? Pasta tagliata con una sciabola?) avevo pensato “eh che è, 10 g di pasta?” e invece no! Era una porzione giusta (non so come faceva a stare dentro quel pacchettino miniscolo).

Insomma, un’altra leccornia acquistabile solo in territorio scozzese che sicuramente ricomprerò. Alla prossima!

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