Bilbolbul cake

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Giusto perché si sa che la coerenza è una cosa importante nella vita, dato che la volta scorsa avevo annunciato che per un pò non avrei pubblicato ricette, stavolta abbiamo un post con una ricetta. Per di più avevo detto che, se proprio avessi fatto una ricetta, non sarebbe stata una ricetta dolce, perché non avevo strumenti indispensabili e non volevo ricomprarli in attesa di tornare in Italia a prendere tutti i miei miliardi di attrezzi dolciari. Ecco, abbiamo un post con una ricetta dolce. Non ce l’ho fatta, ho comprato una bilancia da cucina per pesare tutto.

E’ che ultimamente ho un sacco di tempo libero (dovrei studiare meglio l’inglese prima che a lavoro si decidano a licenziarmi perché non capisco nemmeno le frasi di base del tipo “prepara un maki” o “spostati da lì”, ma continuo a dare la colpa ai miei vecchi insegnanti di inglese che dovevano fare il loro lavoro e non l’hanno fatto. E’ solo colpa loro se dopo 3 mesi qui le uniche parole che capisco sono “sorry” e “thanx”) e soprattutto sono in astinenza prolungata dal cucinare (ma è una frase corretta? Astinenza dal cucinare. Boh, non suona bene ma chissenefrega, avete capito). Adesso che ho a disposizione una casa intera per me e soprattutto una cucina, tornerò a cucinare pure gli sgabelli (mmmm, sgabello al forno con contorno di piumone al vapore, suona bene).

Evidentemente sto dando i numeri (come al solito), per cui passo subito al volo a parlarvi della ricetta che non so se classificare come win o fail.

E’ un dolce che si chiama Bilbolbul, viene da un fumetto a quanto pare e, dato che non ho voglia di cercare link o cose varie perché quando non ho niente da fare divento la persona più pigra del mondo, se volete saperne di più c’è il santo Google che vi dirà tutto al posto mio, sicuramente con un linguaggio più forbito e con meno presenza di parentesi quadre (ancora non ho fatto una doppia parentesi in questo post? Devo rimediare (eccola)).

Dicevo.

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E’ un dolce semplice, o almeno doveva essere semplice. Si dovrebbero mischiare tutti gli ingredienti secchi che vedete nella foto qui sopra e poi aggiungere il latte. Il fatto è che con la quantità di latte che c’era nella ricIMG_0243etta originale (che potete comodamente trovare qui (e per inciso, potete seguire quella invece della mia che di sicuro è più attendibile di quella di una pazza che non sa nemmeno mescolare senza buttarsi tutto addosso (e qui a destra abbiamo la foto del fattaccio) e sporcarsi tutta completamente))… mi sono persa. Ah si, il latte. Il latte per me era troppo poco, non è riuscito nemmeno a impastare tutti gli ingredienti, e quindi ne ho aggiunti altri 100 ml. Alla fine il dolce era buono di sapore, ma leggermente gommosetto. Non so se questa cosa è dovuta al fatto che nell’impasto non ci sono né uova né burro o se è perché ho aggiunto troppo latte o se è semplicemente perché sono incapace (forse l’ultima è la più probabile), fatto sta che non è esattamente il dolce più friabile e morbido che abbia mangiato in vita mia. Il gusto però si, è davvero ottimo. Cioccolato e arancia sono sempre un connubio perfetto (paroloni usati a casaccio, giusto per darmi un tono).

IMG_0244Tralasciando il fatto che in terra scozzese ho scoperto che il cacao in polvere costa un’enormità (2 pound per 250g è una cosa da andare dal primo scozzese, lanciargli un martello in testa e ricoprirlo di glassa al cioccolato), è un dolce davvero economico sia in fatto monetario che di tempo, perché ci vuole proprio poco (certo, sempre che non vi versiate metà impasto addosso). Ah, al contrario, qui lo zucchero a velo te lo tirano dietro. I misteri degli scozzesi.

La foto dell’impasto ve la metto giusto per farvi capire come è venuto alla fine (la foto è orribile, ma a me sarebbe servito avere un riferimento visivo per valutare la consistenza. In parole povere, se dopo aver mischiato tutto vi viene così, aspettatevi un dolce dal gusto ottimo ma un pò gommoso. In alternativa, mettete meno latte, vi verrà un impasto simile a quello dei biscotti ma forse sarà meno gommoso. Insomma, scegliete voi se volete il mattone o la gomma).

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Dopo tutte queste considerazioni gommose volete ancora provare questo dolce? Fate bene in realtà, perché, come penso di aver detto ormai 800 milioni di volte, il sapore merita davvero. Vi lascio la ricetta e non parliamone più.

(Foto orribili perché qui alle 3 di pomeriggio è già notte fonda, quindi non c’è un filo di luce. In compenso mi dicono dalla regia che d’estate sarà giorno fino all’una di notte)

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BILBOLBUL

Ingredienti (io ho usato una teglia rettangolare di circa 20×30, ma penso che con le forme possiate sbizzarrirvi come meglio credete): 250 g di farina, 200 g di zucchero,100 g di cacao amaro, 1 bustina di lievito in polvere (io ne ho usato un cucchiaio abbondante perché avevo quello sfuso), la scorza grattugiata di un’arancia, 350 ml di latte (ecco, la ricetta originale ne prevedeva 250, quindi vedete voi), zucchero a velo.

Si inizia mescolando il cacao, lo zucchero e la farina e poi si aggiunge il lievito e la scorza dell’arancia grattugiata. Poi il latte. Come dicevo, magari iniziate con 250 ml, se non si amalgama tutto aggiungetene un pò alla volta. Il tutto va amalgamato con una spatola (o un cucchiaio di legno, non so se faccia tutta questa differenza (oddio, forse dovevo usare un cucchiaio di legno, ecco perché non è venuto!).

Versare tutto l’impasto nella teglia che avete scelto, rivestita da carta da forno e cuocere a 180°C per 30 minuti. Alla fine cospargere di zucchero a velo.


 

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