Serata diapositive: my birthday

Avete presente quelle serate (nel secolo scorso) dove i vari parenti, dopo essere tornati da una vacanza, pronunciavano la temutissima frase “Abbiamo le diapositive”? Quelle interminabili ore dove eri costretto a stare immobile a guardare foto tutte uguali, con teste tagliate o con dita che spuntavano all’orizzonte.

Ecco, dato che le mie doti fotografiche si avvicinano molto all’era delle diapositive, ho deciso di cambiare il nome della mia rubrica “Istantigrammi” in qualcosa di meno fashion e attuale (in pratica, scialbo e retrò, proprio come me). Quando avrò delle foto da condividere (cioè quasi sempre), verrete ammorbati con descrizioni degne della peggiore serata diapositive della vostra vita. Giusto per far diminuire l’audience del blog, che mi sembra troppo affollato.

Quindi, spegnete le luci e mettetevi comodi, che si comincia! (tradotto: schiacciate pure la x che vedete in alto a destra)

IMG_0020

Intanto, le diapositive sono del mio compleanno, quindi di circa un mese fa. Per festeggiare sono andata allo Zoo di Edimburgo (che non ho fatto in tempo a vedere tutto perché è troppo grande, ci sono troppe cose e blablabla, ovviamente sono tutte scuse, sono pigra e c’era da camminare troppo). Questa è l’entrata, la foto con il pingu mi sembrava d’obbligo. Notate che mi ero messa la giacca pelosa proprio per mimetizzarmi meglio con l’ambiente.IMG_0026

Foto molto significativa (del fatto che sono matta, si). L’ho messa solo perché i fenicotteri sono rosa. Ma potete vedere il tentativo artistico di prendere la pianta in primo piano (è ovvio che è stato un caso, volevo prendere i fenicotteri e la pianta era lì).IMG_0032

Questa era una delle scimmie, con una faccia assurda e mezza arrabbiata. Come la mia di mattina quando mi sveglio.IMG_0057

Dopo la scimmia arrabbiata ci stava la scimmia equilibrista, che mi ha deliziato con un balletto in onore del mio compleanno.IMG_0040

Il lemure è sempre d’obbligo. Non capisco perché non posso averlo come animale domestico. La prossima volta che vado allo zoo penso che chiederò di poterne portare a a casa uno. E se mi dicono di no (cosa alquanto improbabile, mi sembra ovvio che me lo daranno senza dire niente, o meglio, me lo tireranno in testa) andrò da Mignolo con Prof e lo convincerò per una notte ad abbandonare l’idea di conquistare il mondo per fargli conquistare un lemure.IMG_0095

Questo è un pinguino arrabbiato. E non lo dice solo la faccia, me l’ha detto proprio lui. Dato che stavo lì davanti a blaterare come al mio solito, si è girato e ha detto “Fran (si, anche i pinguini non ce la fanno qui a chiamarmi FrA” shut the fuck up!”IMG_0101

Ovviamente non gli ho dato retta e mi sono solo spostata qualche metro più in là, continuando a sproloquiare su non si sa cosa. Questa è stata la reazione dei pinguini che stavano qualche metro più in là (dico pinguinI quando nella foto ce n’è palesemente uno, perché la reazione dei pinguini di qualche metro più in là è stata quella di spostarsi di massa qualche metro ancora più in là. E’ rimasto solo questo con una faccia che faceva capire tutto l’apprezzamento pinguinesco nei miei confronti).IMG_0108

Questa sono appunto Io che mangio schifezze. Dovevo farmi vedere in faccia dopo tutti questi pinguini. Io ero felice come una pasqua (alla faccia dei pinguini arrabbiati) e cercavo di papparmi tutti i Mac&cheese e le patatine del regno unito.IMG_0119

Finalmente fuori dallo zoo (dico “finalmente” da parte dei pinguini. Sono stata informata dal panda che appena sono andata via si sono celebrati vari party per festeggiare l’evento e mi hanno detto che il leone è andato a ringraziare l’organizzatore dello zoo che gli aveva dato un posto troppo lontano perché io potessi raggiungerlo) sono andata a mangiare da Jamie’s Italian, una tappa che sognavo da quando seguo Jamie Oliver (tipo 20 anni). Non posso veramente dare giudizi attendibili su questo ristorante perché amo troppo Jamie, quindi per me è stato tutto da 10 e lode (sono un giudice imparziale, sisi).IMG_0134

E per concludere la serata, dopo pranzi da infarto (nel senso che formaggio e patatine fritte l’infarto me lo fanno venire), cene da sogno e birre (non fotografate, per fortuna) a casa mi aspettava la mia birthday cake gentilmente regalatami dalla mia ex landlord. Un giorno forse scriverò qualcosa della marea di dolci coperti con la pasta di zucchero che si trovano qui al supermercato, perché veramente è una roba da non credere. La prima volta che sono passata nel reparto dolci per poco non mi mettevo a piangere dalla gioia. Penso di essere stata giorni in trance chiedendomi “Perché in Italia non si trovano queste cose? E soprattutto, perché non sono venuta qui prima?”

Domande che non troveranno mai risposta.

Ok, riaccendete le luci, la serata diapositive è finita!

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s