Eating Scotland (1)

Eh si, dal titolo non si presagisce niente di buono. Sembra che sia diventata un orco famelico che si pappa in un sol boccone un’intera nazione (o parte di nazione, ma tanto gli scozzesi non si sentono così inglesi). Cosa non molto distante dalla realtà veramente.

Ma dicevo, dato che da ieri sera sono tornata ufficialmente in possesso di una connessione internet veloce e soprattutto MIA, posso tornare a tediare i miei due lettori (il mio gatto e il ragno che ho lasciato in Italia) con più assiduità. Che l’avevo già detto l’altra volta ma poi non l’avevo fatto, ecco, ma stavolta sarà diverso. Devo solo aspettare di tornare in possesso del MIO computer e della MIA attrezzatura da cucina per essere di nuovo me stessa (una scema, insomma). Nel frattempo, dato che sono privata di strumenti essenziali nella vita di tutti i giorni, come uno scolapasta (perché nelle case scozzesi ti danno in dotazione il microonde, un boiler e un tostapane, ma non uno scolapasta), una bilancia da cucina, un mixer, delle teglie da cupcake e i miei preziosissimi ottocentomilamiliardi libri di cucina, mi tocca inventarmi altro.

(che poi uno potrebbe dirmi: “ma comprati un cavolo di scolapasta e una bilancia!”. Ehh no! Tutte queste cose le ho già, perché comprarle due volte? Odio gli sprechi! (momento serietà, attenzione))

Dicevo? Mi sono persa come sempre (momento serietà finito, non si è nemmeno capito qual’era…)

Dopo aver fissato 5 minuti il vuoto tentando di ricordare cosa dovessi dire, rieccomi qua. Allora, dicevo, facendola breve (ahahahah!), non ho niente di essenziale qui, odio gli sprechi, non posso cucinare millemile cupcake, nuova rubrica: Eating Scotland.

In realtà avevo fatto pure un video, ma poi ho pensato: ma tanto chi li guarda i video? Gente che non ha voglia di leggere (cioè gente che odio). Non contando che io adoro scrivere (cose insensate, si intende) e soprattutto che non ho la minima voglia di rendermi presentabile ogni volta che devo provare una schifezza da mangiare (che poi vabbé, potremmo disquisire per giorni sul termine “presentabile”, ma evito di fare video così non c’è bisogno di perdere altro tempo).

(nel frattempo ho anche fatto una pausa cioccolatacaldaconminimarshmallows, adoro questo paese!)

Ok, ci sono.

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Prima puntata di questa nuova rubrica, Eating Scotland.

Penso che in uno dei primi post su questo blog (se non addirittura nel primo) avessi scritto che ADORO provare cose nuove. Ma veramente. No, ma davvero eh. Andare a vivere in un paese straniero ti apre un mondo di cose nuove. E così è per me. In questo momento mi sento come Alice nel paese delle meraviglie: entro in tutti i supermercati che incontro solo per vedere prodotti che non ho mai visto, pregustando il momento in cui li assaggerò.

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Ed ecco allora che il primo prodotto di cui vi parlo è Arrabbiata Pasta Sauce. Ecco, un prodotto veramente esotico e introvabile in Italia. E’ che dopo qualche mese ti prende quella voglia irrefrenabile di pasta. A quel punto cosa devi fare? Andare alla Lidl e comprare il primo sugo schifezza che vedi.IMG_0232

Devo ammettere che non nutrivo particolari aspettative da un sugo comprato per 99p alla Lidl in Scozia.

E invece. E invece.

E invece (per la terza volta) era buono! Sarà che a forza di mangiare qui le mie papille gustative se ne sono definitivamente andate (oh, io la pizza con il pollo sopra la adoro. E in generale la pizza qui mi piace. Roba che se qualcuno dei piani alti legge (ma cosa sto dicendo??) mi toglie immediatamente la cittadinanza italiana), ma non era peggio di tanti sughi confezionati mangiati in Italia. L’unica cosa che mi ha convinto poco è che si sente un retrogusto dolciastro, ma adesso che ci penso mi sembra che, per quanto mi riguarda, sia un problema parecchio comune nei sughi pronti.

In quanto a piccantezza non era molto “arrabbiato”, cosa strana per qui dato che di solito quando dicono che una cosa è spicy, puoi star sicuro che tornerai a casa lacrimando e singhiozzando.

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Ci ho dovuto mettere qualche goccia di Tabasco, ma alla fine il risultato non era per niente male. Pezzetti di pomodoro, altri pezzetti verdi che (deduco dalla spiegazione nella scatola) dovrebbero essere basilico e un vago sentore di aglio (altra cosa strana dato che di solito se sul pane non ci spalmi almeno 5 teste d’aglio vengono i vampiri a ucciderti di notte).

Insomma, anche se sembra che non ho fatto altro che lamentarmi (sembro una zitella acida “poco piccante!”, “poco aglio” (e ci credo poi che una è zitella)) in realtà era buono, soprattutto perché sapeva davvero di pomodoro e penso che questa sia la cosa importante in un sugo di pomodoro (evviva l’ovvietà).

99p spesi bene. Giudizio finale: lo ricomprerò sicuro quando avrò voglia di pasta.

Queste ultime due foto le metto solo perché voglio vincere il primo premio come “Peggior foto di cibo mai pubblicata nella storia delle storie“, dato che una nemmeno ha il cibo dentro direi che sono sulla buona strada per stracciare tutti gli altri possibili concorrenti.

Bene, per oggi potrei anche fermarmi qui, mi dispiace se per un pò non pubblicherò ricette ma come dicevo… blablabla, è tutto scritto all’inizio, e comunque se volete fatemi sapere se a qualcuno interessa questa rubrica (la risposta più sensata è NO, ma io continuerò a farla lo stesso, ecco)

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