Macaron e animali scintillanti che saltellano allegramente

E’ un altro post su cose confezionate che ho provato, lo so. Prometto che il prossimo sarà qualche ricetta (almeno spero, di solito vado in ordine per come mi ritrovo le foto, quindi tutto è possibile).

Macaron. Ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento e io ve ne parlo quando in pratica sono ormai passati di moda (quando mai parlo di cose che vanno di moda al momento? Giusto l’anno scorso ero riuscita a fare il calendario dell’Hallowento, quest’anno non ho ancora fatto nemmeno mezzo acquisto in tema Halloween. Se va bene a Natale vi parlerò di quello che ho fatto il 15 di agosto (che comunque potrebbe essere in tema dato che cucino zuppe fumanti e sformati bollenti per tutta l’estate (sarà per quello che il forno continua a rompersi? L’omino del forno ha detto che lo uso troppo, e ti pareva!) aiuto, ho perso il conto delle parentesi, un attimo che controllo quante ne devo chiudere) ecco, manca l’ultima e sono apposto) (Fiùù, ancora una volta ce l’ho fatta ad uscire dal vorticoso mondo delle parentesi)

Macaron (perché ho leggermente perso il filo del discorso). Potevo farli io, ma non mi sentivo ancora pronta (poi li ho fatti, ma non so se ho delle foto che lo testimoniano). E’ che mi succede sempre così, quando una cosa mi piace troppo, sento sempre una certa paura a farla. Come la Sacher, che è il dolce di cui ho più paura in assoluto. E non mi dite che basta fare un pan di spagna al cioccolato, farcire con marmellata e coprire con il cioccolato fuso, sennò vengo a casa vostra con un martello di gommapiuma e ve lo spiaccico in testa tante, tante e tante volte. La mia maniacalità qualche volta mi frena parecchio e così, invece di provare a fare questa benedetta Sacher più e più volte per vedere se alla fine mi riesce, penso che non proverò a farla finché non troverò una ricetta che mi soddisfi in pieno e soprattutto solo dopo che avrò imparato a temperare il cioccolato (quindi mai, ecco. Andrò ogni anno nella mia pasticceria trentina di fiducia a mangiarne a quintali (anzi, a rubare quella che prende Mr Geom perché io prendo sempre il dolce alla ricotta (che potete vedere in tutta la sua sofficità qui di fianco), una bontà infinita che mi ripropongo tutti gli anni di finire, ma la fetta è talmente grande che, GIURO, è IMPOSSIBILE. E io non sono una di quelle che mangia poco, ma gli zuccheri dopo un pò ti vanno alla testa e si incomincia a vaneggiare e a vedere fuori della finestra mucche che volano felici con fiorellini in bocca e trote con gli occhi scintillanti che saltellano allegre mentre cercano di prendere pagnotte di pane) Cosa sto dicendo? Bo…)

Macaron (ho riperso il filo del discorso). Perché fare la meringa, unirla alla farina di mandorle e fare altri passaggi complicatissimi, quando puoi comprarli per meno di 4 euro già fatti alla Lidl? (la risposta ovvia è che quelli fatti in casa sono più buoni, ma solo se uno li sa fare bene)

Io i macaron li avevo assaggiati solo una volta, quando mia madre è andata a Parigi e mi ha portato una scatolina presa non mi ricordo dove. Erano buonissimi. A onor del vero, quelli della Lidl non si possono minimamente paragonare a quelli che avevo già mangiato, ma non è che uno può andare tutti i giorni a Parigi con un volo di andata e ritorno solo per comprare i macaron, ecco. Quindi direi che sono un buon compromesso.

Si trovano tra i surgelati, quindi prima di gustarli si dovranno lasciare un pò a scongelare, ma comunque non ci vuole molto (io avevo talmente tanta voglia di provarli che non ho aspettato nemmeno 5 minuti e erano già pronti). Per quanto riguarda i gusti, erano cioccolato, fragola, pistacchio e caffé. Quelli al cioccolato erano molto cioccolatosi, cosa che non incontra molto i miei gusti, ma agli amanti del cioccolato piaceranno sicuramente. Quelli alla fragola erano buoni, ma niente di sorprendente. Quelli al pistacchio mi sono piaciuti parecchio, il pistacchio si sentiva bene (ovviamente sarà stato sapore artificiale di pistacchio, dubito che ci fosse del vero pistacchio dentro). I dolci al caffè solitamente non mi piacciono molto, quindi avevo riposto pochissime speranze negli ultimi macaron. E invece si sono rivelati i migliori! Buonissimi, non erano né troppo dolci né troppo poco, il caffè si sentiva e il sapore era eccellente (questo va pronunciato alla Mr Burns, come nell’immagine qui a lato).

Insomma si, come quasi tutte le cose che provo alla Lidl anche questi mi sento di consigliarveli. Certo, sempre a patto che non ci si aspetti di mangiare i macaron come quelli di Hermé, per quelli vi ricordo la possibilità del volo per Parigi alla modica cifra di 17,99 euro, solo andata, se lo prenotate su Ryanair per il prossimo mese, alla fine nemmeno tanto) (ecco, 36 euro l’aereo andata e ritorno e una ventina di euro per 7 macaron) (e ho appena scoperto che mia madre mi aveva comprato i macaron da Hermé, perché nello shop online c’è proprio la mia scatolina! Ecco perché mi erano piaciuti tanto!)

Come al solito vi lascio con un’ultima foto completamente slegata dal resto (come se ci fosse un filo conduttore nel resto del post), una foto abbastanza inquietante del mio gattaccio nero che guarda qualcosa di non bene identificato. Magari era la trota che saltellava allegramente cercando di afferrare al volo le pagnotte di pane…

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