FracooksJamie e altre comunicazioni inquietanti (non leggete il post fino alla fine se non volete avere incubi stanotte)

L’altra volta mi sembra di aver promesso di smetterla (momentaneamente) con i vari preparati e cose del genere. E’ ora di tornare a cucinare e dare qualche idea su cosa fare per pranzi-cene (ma anche no, che tanto ce ne sono milioni di blog fatti così, i miei due poveri lettori scommetto che passano di qui per farsi due risate alle mie spalle (e fanno bene, lo farei anche io al posto loro)).

Ma, ma, stavolta di idee su cosa fare per pranzi, cene, colazioni, merende e spuntini di mezzanotte, ve ne beccate ben 10. Senza ricetta perché sono quelle del mio amato Jamie Oliver e quindi DOVETE per forza comprarvi i suoi libri. Tutti, come ho fatto io.

La preparazione di questi piatti risale ormai a decenni fa, quando ancora ero giovane e bella (non sono mai stata né giovane né bella, quindi avrei fatto meglio a scrivere vecchia e brutta, ma allora la frase non avrebbe avuto senso dato che lo sono ancora oggi. Vecchia e brutta, intendo).

Ma bando alle ciancie, vi lascio, come le altre volte, le foto e il link al mio vecchio blog dove cianciavo sulle varie ricette, tanto è inutile fare dei doppioni di ciancie, che già sono inutili una volta, immaginatevi due.

  1. Beetroot tagliatelle with pesto, mussels and white wine2. Mascarpone cream3. Turrón nougat semifreddo4. Pork and crackling5. Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil6. A spottier dick pudding7. Twister bread8. Chocolate, orange and nut pudding9. Marinated chickpeas with chilli, lemon and parsley10. Lobster, crab and prawns risotto with fennel and chilli

Ed eccole qua, 10 idee ricettose che di sicuro vi piaceranno. Io vi consiglio di provare soprattutto il Twister bread, facile da fare e buonissimo! Tra l’altro potete sempre renderle la preparazione supervelocissima se comprate quei rotoli di pasta per pane che dovrebbero trovarsi in tutti i supermercati!

A parte questo, oggi manca ufficialmente una settimana alla mia partenza verso lande straniere. Ieri ho anche fatto la mia prima telefonata nella lingua del posto dove andrò ed è stata abbastanza traumatica (quasi quanto la mia prima e unica telefonata in tedesco che ricordo ancora con terrore) (sembra che andrò in chissà quale paese con chissà quale lingua strana, invece no, molto semplicemente sono io che sono pessima).

E per concludere, tra poco tornerò con qualche altro video. Scommetto che il popolo di Youtube e di internet in generale sentiva la mia mancanza. Ho ricevuto richieste su richieste, video di ragazze che si strappavano i capelli all’idea che non avrei più allietato il mondo con i miei video, lettere di persone che minacciavano di tagliare la testa ai loro peluche se non fossi tornata su Youtube. Ecco, no, io questo non posso permetterlo. I peluche sono sacri per me, quindi presto avrete mie notizie in video (evviva!) (e adesso potete tutti (tutti chi??) andare a protestare nella sede suprema di Youtube per farlo chiudere in modo che io non possa caricare altri video, ecco)

Macaron e animali scintillanti che saltellano allegramente

E’ un altro post su cose confezionate che ho provato, lo so. Prometto che il prossimo sarà qualche ricetta (almeno spero, di solito vado in ordine per come mi ritrovo le foto, quindi tutto è possibile).

Macaron. Ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento e io ve ne parlo quando in pratica sono ormai passati di moda (quando mai parlo di cose che vanno di moda al momento? Giusto l’anno scorso ero riuscita a fare il calendario dell’Hallowento, quest’anno non ho ancora fatto nemmeno mezzo acquisto in tema Halloween. Se va bene a Natale vi parlerò di quello che ho fatto il 15 di agosto (che comunque potrebbe essere in tema dato che cucino zuppe fumanti e sformati bollenti per tutta l’estate (sarà per quello che il forno continua a rompersi? L’omino del forno ha detto che lo uso troppo, e ti pareva!) aiuto, ho perso il conto delle parentesi, un attimo che controllo quante ne devo chiudere) ecco, manca l’ultima e sono apposto) (Fiùù, ancora una volta ce l’ho fatta ad uscire dal vorticoso mondo delle parentesi)

Macaron (perché ho leggermente perso il filo del discorso). Potevo farli io, ma non mi sentivo ancora pronta (poi li ho fatti, ma non so se ho delle foto che lo testimoniano). E’ che mi succede sempre così, quando una cosa mi piace troppo, sento sempre una certa paura a farla. Come la Sacher, che è il dolce di cui ho più paura in assoluto. E non mi dite che basta fare un pan di spagna al cioccolato, farcire con marmellata e coprire con il cioccolato fuso, sennò vengo a casa vostra con un martello di gommapiuma e ve lo spiaccico in testa tante, tante e tante volte. La mia maniacalità qualche volta mi frena parecchio e così, invece di provare a fare questa benedetta Sacher più e più volte per vedere se alla fine mi riesce, penso che non proverò a farla finché non troverò una ricetta che mi soddisfi in pieno e soprattutto solo dopo che avrò imparato a temperare il cioccolato (quindi mai, ecco. Andrò ogni anno nella mia pasticceria trentina di fiducia a mangiarne a quintali (anzi, a rubare quella che prende Mr Geom perché io prendo sempre il dolce alla ricotta (che potete vedere in tutta la sua sofficità qui di fianco), una bontà infinita che mi ripropongo tutti gli anni di finire, ma la fetta è talmente grande che, GIURO, è IMPOSSIBILE. E io non sono una di quelle che mangia poco, ma gli zuccheri dopo un pò ti vanno alla testa e si incomincia a vaneggiare e a vedere fuori della finestra mucche che volano felici con fiorellini in bocca e trote con gli occhi scintillanti che saltellano allegre mentre cercano di prendere pagnotte di pane) Cosa sto dicendo? Bo…)

Macaron (ho riperso il filo del discorso). Perché fare la meringa, unirla alla farina di mandorle e fare altri passaggi complicatissimi, quando puoi comprarli per meno di 4 euro già fatti alla Lidl? (la risposta ovvia è che quelli fatti in casa sono più buoni, ma solo se uno li sa fare bene)

Io i macaron li avevo assaggiati solo una volta, quando mia madre è andata a Parigi e mi ha portato una scatolina presa non mi ricordo dove. Erano buonissimi. A onor del vero, quelli della Lidl non si possono minimamente paragonare a quelli che avevo già mangiato, ma non è che uno può andare tutti i giorni a Parigi con un volo di andata e ritorno solo per comprare i macaron, ecco. Quindi direi che sono un buon compromesso.

Si trovano tra i surgelati, quindi prima di gustarli si dovranno lasciare un pò a scongelare, ma comunque non ci vuole molto (io avevo talmente tanta voglia di provarli che non ho aspettato nemmeno 5 minuti e erano già pronti). Per quanto riguarda i gusti, erano cioccolato, fragola, pistacchio e caffé. Quelli al cioccolato erano molto cioccolatosi, cosa che non incontra molto i miei gusti, ma agli amanti del cioccolato piaceranno sicuramente. Quelli alla fragola erano buoni, ma niente di sorprendente. Quelli al pistacchio mi sono piaciuti parecchio, il pistacchio si sentiva bene (ovviamente sarà stato sapore artificiale di pistacchio, dubito che ci fosse del vero pistacchio dentro). I dolci al caffè solitamente non mi piacciono molto, quindi avevo riposto pochissime speranze negli ultimi macaron. E invece si sono rivelati i migliori! Buonissimi, non erano né troppo dolci né troppo poco, il caffè si sentiva e il sapore era eccellente (questo va pronunciato alla Mr Burns, come nell’immagine qui a lato).

Insomma si, come quasi tutte le cose che provo alla Lidl anche questi mi sento di consigliarveli. Certo, sempre a patto che non ci si aspetti di mangiare i macaron come quelli di Hermé, per quelli vi ricordo la possibilità del volo per Parigi alla modica cifra di 17,99 euro, solo andata, se lo prenotate su Ryanair per il prossimo mese, alla fine nemmeno tanto) (ecco, 36 euro l’aereo andata e ritorno e una ventina di euro per 7 macaron) (e ho appena scoperto che mia madre mi aveva comprato i macaron da Hermé, perché nello shop online c’è proprio la mia scatolina! Ecco perché mi erano piaciuti tanto!)

Come al solito vi lascio con un’ultima foto completamente slegata dal resto (come se ci fosse un filo conduttore nel resto del post), una foto abbastanza inquietante del mio gattaccio nero che guarda qualcosa di non bene identificato. Magari era la trota che saltellava allegramente cercando di afferrare al volo le pagnotte di pane…

Black Forest gateau e infinocchiamenti pubblicitari

Ultimamente sembra che questo blog si sia trasformato in un blog di schifoso cibo pronto. Non che questo non rispecchi quello che faccio a casa. Cioè, sono sempre la donna degli estremi. Potete trovarmi indaffarata a tirare la pasta per fare i tortellini e mezz’ora dopo potrei scaldare mezzo litro d’acqua per buttarci dentro una minestra pronta (un vantaggio veramente vantaggioso rispetto alla minestra normale. Volete mettere la praticità di non dover aprire un dado e pesare la minestra? Con le buste pronte dovete solo buttare tutto nell’acqua e via. Un risparmio di tempo notevole).

Ma comunque i preparati più imbarazzanti sono quelli per i dolci. Quella busta a cui aggiungere un uovo e un po’ d’olio ti danno l’impressione di aver risparmiato ore e ore di tempo, quando invece ti hanno fatto risparmiare quei 2 minuti in cui avresti semplicemente pesato farina e zucchero (quello che appunto c’è dentro la busta pronta). Due minuti risparmiati che la sottoscritta utilizza molto proficuamente andando dal gattaccio nero e cercando di convincerlo a darle dei bacini (cosa che puntualmente non avviene).

Introduzione sui preparati che farebbe ipotizzare il fatto che io abbia rinunciato finalmente a loro. E invece no! La tentazione di comprare a 3 euro quello che potrei tranquillamente trovare a 50 centesimi (farina + zucchero) è più forte di me. Del resto io mi faccio infinocchiare così bene dalle pubblicità che è impensabile che possa resistere alla tentazione di comprare quelle confezioni così carine, anche sapendo che sono una perdita di soldi inutile.

Il preparato che ho usato questa volta serviva per fare una specie di foresta nera. “Una specie” perché nella foresta nera mi sembra che ci vadano le ciliegie, ma io ho usato i lamponi, non ricordo il motivo. Nel senso, non ricordo se nella confezione ci fosse scritto di usare i lamponi o se invece è stata una mia idea (non vado matta per le ciliegie a dire la verità. Poi snocciolarle tutte mi toglie ancora di più la voglia, che già non ho).

Per la ricetta, dato che è un preparato, non ho delle dosi precise, ma direi che è molto facilmente replicabile. Basterà fare una base di pan di spagna al cioccolato (o qualsiasi altro dolce cioccolatoso), tagliarla a metà, spalmare su una delle metà uno strato di marmellata di lamponi e mettere anche qualche altro lampone intero. Finire la farcitura con un bello strato di panna montata e poi appoggiare l’altra metà del dolce. Coprire tutto di panna montata e decorare a piacere con altri lamponi e scagliette di cioccolato (che fino a poco tempo fa non si trovavano facilmente già tagliate (o almeno io non le trovavo) ma adesso si vedono spesso in giro).

La foresta nera in versione lamponosa io la preferisco di gran lunga, perché le ciliegie sono troppo dolci, invece i lamponi danno quella nota di acidulo che rende il dolce un po’ più equilibrato (certo che con un chilo di panna montata devo dire che è lo stesso leggermente sbilanciato verso il dolcissimo, ma vabbè, illudiamoci pure che mangiando salami interi con una tazza di tè verde saremo tutte più magre e più antiossidate).

A parte questo, passo le giornate facendo il conto alla rovescia per la mia partenza verso mete non molto lontane (diciamocelo, avrei preferito di gran lunga annunciare un mio viaggio di lavoro in Giappone, ma mi sa che dovrò aspettare ancora per quello) ma comunque più lontane di quanto io sia mai stata in vita mia.

E l’ultima foto come sempre non c’entra assolutamente nulla con il resto, ma dovevo farvi vedere una merendina-aperitivo che mi aveva preparato Mr Geom, soprattutto perché si può notare un gatto immortalato nello sfondo, ma ancora di più perché si può notare il mio tavolinetto nero con le varie ditate. Meraviglioso.

Acquisti Lidlosi e news estere

Non è possibile che mi ritrovo sempre in ritardo di mesi, anche quando certi aggiornamenti che mi ripropongo di fare non richiederebbero nemmeno 5 minuti.

Tipo questo: due acquisti fatti alla mia amata Lidl. I salamini e due tipi di tè freddo. C’è poco da dire. Dei salamini posso solo dire che ne avevo già mangiati la metà prima di arrivare a casa (e io abito a 2 minuti dalla Lidl) (veramente erano finiti già prima di arrivare alla macchina, che era a 10 secondi esatti dalla porta di uscita della Lidl).

I tè invece hanno durato di più: 5 minuti esatti da quando ho messo piede dentro casa. Buonissimi entrambi, anche se quello alla melagrana era più saporito rispetto a quello al mirtillo. Ma probabilmente questo è dato dal fatto che quello al mirtillo era un tè bianco, molto più leggero degli altri tè.

Due minuti esatti per scrivere la pseudorecensione di questi due acquisti e quindi continuo a meravigliarmi della mia poca voglia di mettermi a scrivere qualcosa. Avessi altro da fare poi…

Però. Però. C’è una news. A quanto pare, tra poco potrò aggiungere una nuova categoria alle mie categorie solite! Eh si, perché, anche se non se ne sarà accorto nessuno, tra i tag che uso dall’inizio del blog, ce n’è uno che si chiama “Life in Italy”, che appunto raggruppa tutti i post scritti in Italia. Che se uno ci pensa dice “E c’era bisogno di chiamarlo life IN ITALY? Da dove pensavi di scrivere, dalla Tanzania?”. No, ma la speranza di poter scrivere un giorno da un’altra nazione c’era. Sono pure andata in vacanza in Austria per esempio e speravo di poter fare qualche aggiornamento da lì, ma la mancanza del wifi me l’ha impedito (e anche raffreddore e mal di gola che potevano prendere solo a me in agosto con 35 gradi e soprattutto negli unici 3 giorni di vacanza dell’anno).

Stavolta il soggiorno estero dovrebbe essere parecchio più lungo e anche provvisto di wifi, quindi, come dicevo, potrò finalmente inaugurare il tag “life in…” Ehhh, non ve lo svelo mica! 😉

Mc Lobster e astici scartati dai mangimi per altri astici

Si vede che ho un leggero ritardo nel pubblicare i post? Avessi una vita piena e movimentata potrei anche giustificarmi in qualche modo. Ma invece no, sono a un punto di stallo nella vita e quindi passo giornate a non fare quasi nulla. E, contrariamente a quello che ho sempre pensato, non avere niente da fare è noioso. Perché non riesci nemmeno a gustarti gli hobby, dato che in realtà non sono più “riempitivi della giornata”, ma sono cose a cui puoi dedicare 24 ore del tuo tempo ogni giorno. OGNI GIORNO. E capisci che forse c’è un motivo per cui si chiamano “hobby” e non “la mia ragione di vita”.

Ma tralasciando i miei problemi personali, torniamo a cose più interessanti: i panini di Mc Donald (e se sono più interessanti i panini di Mc Donald rispetto ai miei problemi stiamo messi bene. Ma è la verità). Dicevo che come al solito sono in ritardo sugli aggiornamenti, infatti il Mc Lobster in questione penso che sia ormai fuori produzione. Quindi è inutile che io stia a descrivere l’immensa bontà di questo panino, dato che nessuno potrebbe più trovarlo in vendita. O forse potrei farvi venire l’acquolina in bocca con le mie note doti di scrittrice in grado di descrivere gusti di panini esotici fin nei minimi dettagli. Ma per fortuna per voi non ne sono capace.

Mc Lobster: sa di pane di Mc Donald e di astice annacquato, condito con maionese (o una cosa del genere) e altre verdurine che danno l’idea di pasto salutare.

(con questa descrizione accurata potrei balzare al primo posto delle classifiche degli scrittori più dotati di talento descrittivo, lo so)

C’è da dire che, nonostante leggendo la descrizione del sapore a nessuno sano di mente verrebbe in mente di provare il Mc Lobster, il panino era buono. Non chiedetemi perché, ma mescolati insieme quei sapori non erano per niente male. Uno dei più buoni di quelli Mc Donaldosi. Degna di nota poi era la confezione: a parte la mia predilezione per qualsiasi tipo di rosa, era proprio carinissima. Certo che, anche tenendo conto della pucciosissima scatoletta rosa, il prezzo era un po’ esorbitante, non ricordo se costava 9 o 10 euro (il menù), ma comunque per essere un fast food è troppo. Considerando poi anche il fatto che gli astici usati probabilmente hanno seguito questo iter: scarti dei ristoranti di lusso che arrivano ai ristoranti di media qualità, che scartano gli astici che arrivano nei supermercati, che scartano gli astici che arrivano nei ristoranti bettola, che scartano astici che arrivano nelle fabbriche che confezionano polpa in scatola di astice, che scartano astici che arrivano in fabbriche che confezionano mangimi per altri astici che scartano astici che arrivano da Mc Donald.

Che anche se fosse così io da Mc Donald ci andrei a mangiare comunque. Ho appena visto la pubblicità dell’ultimo Mc Italy e sto già pensando a come convincere Mr Geom a improvvisare una merenda sana e nutriente con carni italiane e panini zuccherosi che danno assuefazione. Devo trovare una soluzione (ogni idea su come convincere persone a mangiare cibi strani per merenda è sempre bene accetta) (per esempio, che ne dite di un pollo arrosto per merenda?)

Ma che poi, solo a me, quando penso agli astici, viene in mente Pizzicottina?

E soprattutto, Lobster è astice o aragosta?