Istantigrammi

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Preparati per cannelloni e parole colte

Sempre per la serie “schifezze che solo io (e Mr Geom, ma solo perché costretto sotto tortura) posso mangiare” ecco a voi dei cannelloni fatti con il doppio preparato austriaco Napolisauce & Spinat Cannelloni. Ovviamente da brava italiana io non ho mai fatto i cannelloni. Ecco si, la mia prima volta con i cannelloni è stato proprio in occasione di un preparato austriaco. C’è da vergognarsene, ma così è (se vi pare) (citazioni colte in casa-blog Fraufra).

Giusto per essere coerente con il fatto di preparare una classica cosa che fanno le nonne di tutta la penisola da generazioni e generazioni, ma partendo da un preparato, mi sembrava giusto non cimentarmi per niente nemmeno nella realizzazione della pasta fresca per i cannelloni. E nemmeno nel fare i cannelloni con la pasta fresca comprata. Ho eluso (oggi è la giornata delle citazioni e parolone colte) tutti i passaggi in cui si poteva intravedere che in realtà sono anche una brava massaia e ho tagliato la testa al toro (povero toro): ho comprato i cannelloni secchi. Che poi insieme alla sfoglia secca delle lasagne, sono due cose che ho scoperto da poco che esistessero.

Ma dicevo. In pratica non ho fatto niente di niente, se non mischiare ricotta e spinaci, cercare di riempirci i cannelloni (riuscendoci male perché me se ne riempiva soltanto metà), buttare la busta per la salsa in un po’ d’acqua per fare la Napolisauce (che sarà mai, bo) e schiaffare tutto in una teglia ricoprendo di parmigiano (grattugiato non da me, ma da qualcuno che l’ha anche messo in una bella busta) e di fette di mozzarella (quelle le ho dovute tagliare io, che disdetta (citazioni colte, parolone colte e non poteva mancarci anche un’espressione di inizio Novecento, sarà perché sto leggendo un libro di D’Annunzio che mi sta plagiando il cervello (non so perché lo sto leggendo, non so perché lo avevo a casa, non so più niente) aiuto, ho perso il controllo dell parentesi) mi sa che devo chiuderne ancora una) (fatto).

Sono molto provata da queste poche righe in cui ho cercato di condensare parecchia della mia stupidità, tra l’altro giro lo sguardo e mi vedo un gatto nero in posizione da piccolo lord che si fa pulire il pelo della faccia da altri due gatti tigrati, probabilmente suoi sottoposti, e così capisco che nel mondo di follia ce n’è già abbastanza.

Torniamo a noi. Questo preparato non serve a niente, se non ad abbreviare dei tempi di preparazione, ma purtroppo alla fine il sapore ne risente parecchio. Ho detto parecchio? Volevo dire notevolmente. Ho detto notevolmente? Volevo dire considerevolmente. Ho detto considerevolmente? Volevo dire alquanto. Ho detto alquanto? Volevo dire TROPPO.

Insomma, non ne vale la pena. Una volta che mangio i cannelloni devono essere ottimi, non decenti. Quindi, per quanto io sia un’amante delle cose pronte, dico a me stessa: la prossima volta alza le chiappe, fai dei cannelloni freschi decenti e un sugo vero. E magari grattugia anche un po’ di parmigiano con la mini grattugia che hai comprato solo perché era tanto carina, così magari ti fai un po’ di muscoli (solo nelle dita). Ma mai più Napolisauce!

Lasagne senza glutine senza intolleranze glutinose

Ho scoperto da poco che una delle (poche pochissime) cose che piacciono del mio blog è quando provo “tutte quelle schifezze, quelle cose strane”. Immaginate la mia sorpresa dato che, in confronto a certi video su Youtube che vedo, io per me mangio cose normalissime (bé, quelle polpette avvolte dalla foglia di vite a cui non ho nemmeno fatto una foto in realtà non erano proprio normali normali, anche se dopo tutto era sempre riso + foglia, quindi niente di che (ma facevano schifo, forse per questo nella mia mente le catalogo come “cose strane, schifezze”)).

La cosa di oggi, per i miei gusti, non è una cosa strana, anche se vorrei sapere chi, oltre me, compra delle lasagne surgelate senza glutine, pagandole quindi due occhi della testa, non avendo alcun tipo di intolleranza/allergia/schifo/altreparoleacaso verso il glutine (e avendo pure pochi soldi… disperazione)

Ecco, alzi la mano chi è con me! (vedo una stanza deserta con una sola mano alzata, la mia)

Il fatto è che, nella mia psicopatia, non scelgo i prodotti da provare, ma semplicemente vado in fila per come li trovo al supermercato (a parte quelli della Lidl o quelli che compro nelle mie trasferte austriache) e purtroppo toccava al reparto surgelati senza glutine. Non nascondo che quando ho visto il prezzo (circa 5 euro) mi è venuto un colpo, sia a me che a Mr Geom che, dopo avermi chiesto “Ma non possiamo saltarlo?” e avendo avuto come risposta “Ma sei matto? Lo sai che ne va della mia salute mentale (quale?)” è stramazzato nel poco igienico pavimento dell’Auchan gridando “Perché a me? Non potevo scegliere quella ragazza tanto carina e probabilmente (correggo: sicuramente) più normale, invece di scegliere questa pazza psicopatica?

E no, ha scelto male.

Tornando a noi, oltre al fatto che sono lasagne senza glutine e io non sono intollerante al glutine, c’è anche da dire che se c’è una cosa che non mi piace è il ragù. Si, mangio pesce crudo, alghe verdi, prodotti di dubbia provenienza e schifezze varie, e poi non mi piace il ragù. Nelle lasagne di mia nonna mi piace, ma solo perché nemmeno si sente, dato che i ciccetti di carne sono affogati nella besciamella, sprofondati nelle sottilette e circondati da pezzi di prosciutto cotto (si, mia nonna ne fa una versione classica insomma). Quindi non nascondo che avevo un po’ di paura.

Non solo per il ragù, ma anche perché mi chiedevo “Di cosa cavolo saranno fatte quelle sfoglie di pasta dato che la farina non c’è?”. Pensavo che avrebbero avuto una consistenza strana, gommosa (non so perché, ma me la immaginavo gommosa) e che, amalgamandosi tutto all’odiato ragù, avrei sputato tutto in mezzo secondo.

E invece mi sbagliavo (come sempre). Se non avessi saputo che erano senza glutine, giuro che non l’avrei mai indovinato (adesso che ci penso, anche nella besciamella c’è la farina, quindi avranno usato dei sostituti pure lì).

Quindi, per essere brevi, parere definitivo sulle lasagne senza glutine, da una vera esperta che non è intollerante al glutine e che odia il ragù: ottime! Non saranno come quelle della nonna e di sicuro non le ricomprerò più per ovvi motivi (il prezzo), ma chi avesse intolleranze di questo tipo e non avesse voglia di cucinarsi da solo le lasagne, una volta tanto si può fare. Microonde o forno e via, un primo in solitaria veramente buono e che non ha di sicuro nulla da invidiare alle versioni con il glutine (non le ho mai assaggiate, ma immagino che sia così) (si, non sono credibile per niente, lo so). Sapore ottimo, consistenza ottima e basta, insomma, compratele e provatele, o miei prodi cavalieri intolleranti al glutine!

(la foto finale del gatto con Ally non c’entra niente, come al solito, ma era bella)

La torta al lime perfetta

Chi ha visto Dexter, ricorderà sicuramente questo dolce, anche se nella sua versione senza cioccolato.

In una delle prime stagioni infatti, il killer Dexter deve trovare la torta al lime perfetta. Guardando quelle puntate, penso che sia impossibile non provare un po’ di curiosità: come cavolo sarà questa torta al lime perfetta?

Io l’ho trovata.

Ed è la versione di Nigella.

Avevo provato a farne una un sacco di tempo fa, ma non aveva davvero niente a che vedere con questa. Questa è praticamente perfetta.

Probabilmente me lo sono sognato, ma ho un vago ricordo in cui la tipa su Dexter che voleva questa torta al lime diceva che non doveva essere fatta con il latte fresco, ma che la versione originale era fatta con il latte condensato. Non sono per niente sicura di questo mio ricordo, probabilmente l’ho sentito da qualche altra parte o l’ho letto o, molto più probabilmente, è frutto di qualche mio vaneggiamento (se qualcuno sapesse darmi qualche delucidazione… per quanto Dexter sia una delle mie serie preferite di sempre, non mi va proprio di rimettermi a guardarlo per scoprire se qualcuno dice qualcosa sul latte condensato), fatto sta che la versione di Nigella usa proprio il latte condensato.

La ricetta è di una semplicità disarmante ma penso che sia quasi impossibile trovare qualcuno a cui non piaccia una cosa del genere (a parte se a qualcuno non piaccia il lime, ma con questo dolce si potrebbe pure ricredere).

Per una volta cerco di essere veloce e concisa, perché il dolce parla da solo. Provatelo e (come me) deciderete di adibire 20 metri quadri della vostra casa (di 40 metri quadri) a altarino per il culto di Santa Nigella, che con la bontà delle sue ricette e la velocità con cui possono essere realizzate, fa sempre venire in mente: “Ma come fa?”

CHOCOLATE KEY LIME PIE

Ingredienti (per uno stampo da 22-23 cm): 300 g di biscotti Digestive, 1 cucchiaio di cacao, 50 g di burro, 50 g di cioccolato fondente spezzettato, 1 lattina da 397 g di latte condensato, 4 lime, 300 ml di panna

Mettere in un robot da cucina i biscotti, il cacao, il burro e il cioccolato spezzettato e tritate tutto insieme finché non si sarà amalgamato tutto. Trasferire tutto sullo stampo e pressare bene per creare la base e i bordi. Mettere tutto in frigo mentre si prepara la crema per il ripieno.

Mettere il latte condensato in una ciotola. Grattugiare la buccia del lime e tenerla da parte. Aggiungere al latte condensato il succo dei lime e mescolare. Aggiungere la panna e frullare con uno sbattitore elettrico finché non diventa più denso e poi mettere tutta la crema nella crosta biscottosa nello stampo.

Far raffreddare il dolce in frigorifero per almeno 4 ore e alla fine decorare con la scorza dei lime e un po’ di cioccolato grattugiato.

Il post che parlava di Grecia senza la Grecia

Ormai qualche secolo fa, alla Lidl c’è stata la settimana greca. Avevo già fatto qualcosa con la feta e lo splendido tzaziki, che potrei anche prepararmi a casa da sola, ma la comodità di comprare un vasetto con la cremina agliosa e cetriolosa già pronta non me la lascio scappare quando capita. Poi a me i cetrioli non piacciono (coerente per una che va matta per lo tzaziki) e quindi o ne uso uno intero per fare decine di litri di tzaziki o mi tocca buttarlo via, e io odio gli sprechi.

In realtà non ci ho mai provato a fare lo tzaziki e, per non dire cavolate come il mio solito, mi sono detta “ma davvero mi toccherebbe usare una fettina di cetriolo per poi buttare il resto? Forse è meglio documentarsi prima di fare figuracce”. Ecco, appunto. Ho cercato qualche ricetta e non ho più scuse per comprare lo tzaziki già fatto perché per farne una quantità normale serve davvero solo un cetriolo. Come al solito sparavo parole a vanvera.

E ovviamente non era dello tzaziki che volevo parlarvi (anche se questo post potrebbe vincere il premio per il maggior numero di volte in cui viene nominata la parola TZAZIKI) ma delle altre cose che avevo comprato in occasione della Settimana Greca Lidliana.

Partiamo dalla Greek Pie. Stavolta per non sbagliare vado a leggere qualcosa prima e poi inizio il mio discorso. Ok, a quanto sembra, la Greek Pie è una torta salata fatta con pasta fillo (si scrive così? Boh, non ho voglia di cercare su Google) e riempita di spinaci e feta. Ovviemente quella che ho mangiato io aveva la carne macinata dentro. Coerente come la mia coerenza nell’odiare i cetrioli e sognare vasche piene di tzaziki. E vabbé, la Greek Pie della Lidl era surgelata, bastava cuocerla per circa 40 minuti (mi pare) e via, era pronta. L’ho mangiata più o meno 592742958 mesi fa, ma ancora mi ricordo che il ripieno di carne era molto speziato, la pasta fillo era bella croccante e mangiando tutto insieme era davvero tutta strabuonissima. Di sicuro la ricomprerei senza nemmeno pensarci!

Ma la cosa che in assoluto mi è piaciuta di più è stata la Moussaka. Non ho mai mangiato la versione “vera”, quindi non posso basarmi su esperienze passate, ma anche solo quella della Lidl mi ha fatto venire voglia di prepararmela da sola e infatti non so perché dopo tutto questo tempo non l’ho ancora fatto. Leggo da Wikipedia che la Moussaka è uno sformato a base di melanzane, carne trita e besciamella. Giallozafferano invece ne dà una versione più ricca, che aggiunge anche le patate. Non so quale sia quella originale, e nemmeno se esista una versione ufficiale. Quella della Lidl (sempre surgelata) era più simile a quella di Giallozafferano: un bello strato di patate sotto, ricorperto da carne macinata e melanzane, il tutto sommerso da un bello strato di besciamella. Una di quelle cose da mangiare a volontà in caso di dieta, ecco. Ma se ci si vuole concedere uno strappo alla dieta (e poi ormai l’estate è finita, la prova costume (per chi la fa) è lontana) questa ve la straconsiglio. Tutti i sapori si amalgamano insieme benissimo, le melanzane con il resto ci stanno benissimo; del resto la possiamo considerare una variante della parmigiana di melanzane, con l’aggiunta di un bello strato di carne e di besciamella. Io unirei le due ricette in una per fare un mega sformato di moussaka di parmigiana, riempirci una piscina olimpionica e piangere di gioia al pensiero di tuffarmici dentro!

Ci sono altre due cose che ho mangiato della settimana greca (no, non ho mangiato i due gattacci spaparanzati a prendere il sole, loro mi servono belli caldi per quando sarà inverno): una era una cosa sempre surgelata, fatta di pasta fillo avvolta a spirale, con dentro feta e porri. Penso che sia un’altra variante della Greek Pie. Questa versione era buonissima, infatti me la sono fatta fuori in così poco tempo che non ho nemmeno fatto in tempo a fotografarla. L’altra invece era una cosa in lattina, una specie di polpettina di riso avvolta da una foglia di vite. Non è che facesse proprio schifo, la foglia intorno non era male ma il riso dentro sembrava una pappetta di consistenza orribile. Sono riuscita a mangiarne due di quegli involtini, poi ho lasciato il resto in frigo per farle assaggiare a Mr Geom che però ha fatto finta di dimenticarsene per circa 2 settimane. Alla fine abbiamo buttato tutto…