Istantigrammi anziani

Un miniminiminimini spiraglio a questo caldo torrido inizio a vederlo. O meglio, l’app de ilmeteo.it inizia a farmelo vedere. Che se per caso cambiano le previsioni da pioggia e temporale a sole e caldo torrido vedranno recapitarsi nei loro uffici una pazza che minaccia tutti gli addetti alle previsioni con un frullatore in mano con cui costringerà tutti quanti ad entrare dentro un forno gigante impostato alla temperatura da cottura dolci, 180°C. O entrano nel forno o fanno una colletta con cui dovranno regalarmi un condizionatore e i soldi per pagare i duemila euro di bolletta che mi serviranno per tenerlo acceso 24 ore su 24.

Sembro una vecchietta, parlo sempre del tempo. Bè, in realtà lo sono, sono la classica vecchietta che guarda con lo sguardo da omicida i bambini che giocano e schiamazzano nel giardino. Più di una volta ho pensato di chiamare la polizia quando un presunto bambino sotto casa stava ore a giocare con una macchinina telecomandata. Eh no, non ci sono più i giovani di una volta, i bambini non hanno più rispetto per noi anziani e soprattutto non ci sono più le mezze stagioni.

E con questo abbiamo concluso la saga dei luoghi comuni, quindi vi lascio con altre foto, che mi servono sempre come intermezzo per staccare dal calore della cucina!

Insalate (senza insalata) in stile greco e animali assassini

Lo so che sto diventando monotematica, ma è caldo. Guardo ossessivamente ilmeteo.it sperando che quei soli roventi si tramutino in nuvole con fulmini.

Ma niente, non funziona.

Non so come, ma sono riuscita a superare la giornata di ieri, dopo 2 infornate di cupcake, la preparatura della pasta all’uovo con gocce grondanti di sudore prontamente asciugate dal mio futuro marito, il ventilatore, e la chiuditura (termini inventati, ovviamente) dei ravioli che mi papperò oggi, come ricompensa per aver fatto tutta questa faticaccia fino alle 11 di sera. Del resto l’orario serale, con i suoi 31 gradi, era l’unico che mi avrebbe permesso di non sciogliermi come una statua di cera dentro un forno.

A proposito, nel museo delle cere ci sarà l’aria condizionata? (ma cosa c’entra? Bo…)


Ormai millenni fa, ho comprato delle cose greche alla Lidl. La maggior parte erano molto buone, solo una non mi ha soddisfatto molto. Sicuramente lo tzaziki e la feta sono state tra le mie preferite! Le ho usate per fare una ricettina veloce veloce che potete ricreare anche voi in pochissimo tempo. Per quanto non sia proprio la cosa meno calorica di questo mondo (almeno penso), questa insalata (senza insalata) di patate, feta e tzaziki mi fa venire in mente l’estate. Sarà che è fatta con cose greche e la Grecia mi fa venire in mente l’estate.

E me ne chiedo anche il motivo, dato che, se ci penso bene, in Grecia ci sono stata due volte e: la prima ero troppo piccola per ricordarla, ma ci pensa mio padre a raccontare la storia che mi ha vista quasi soccombere sotto l’attacco di milioni di zanzare killer che avevano preso di mira il mio sangue mielato. I miei genitori ricordano con orrore quando, di mattina, entrando in camera mia e di mia sorella, abbiano visto una nube nera di zanzare e le loro povere figlie nel letto, con gli occhi gonfi e con i cuscini pieni di sangue. Tutto questo dà un nuovo significato alla frase “io lo zucchero ce l’ho nel sangue“, sfortuna che mi porto dietro anche adesso quando, d’estate, chiazze rosse compaiono sulle mie gambe bianco geisha (io ci tengo al mio colorito da giapponese).

La mia seconda visita alla Grecia (o meglio, a un’isola di cui non ricordo il nome, forse Corfù. Esiste?) è stata dopo il quinto superiore. Ricordo solo 2 cose: i gyros con ottocentomilioni di ripieni e un geko che ho fissato per una serata intera perché si era appostato sotto la finestra della mia camera e non aveva intenzione di andare via.

Detto questo, non si sa perché pensando alla Grecia mi vengano in mente “sole e estate” quando invece dovrebbero venirmi in mente “zanzare e geki“, ma fa molto più “persona normale” associare la Grecia all’estate più che a animali feroci, quindi…

In realtà la ricetta è una non-ricetta, quindi non c’è bisogno di scrivere dosi esatte. Quello che ho fatto io è stato: lessare delle patate e tagliarle a pezzetti (stavo per scrivere “cubetti”, ma in realtà ho tagliato a casaccio), aprire il barattolo o la confezione di feta e tagliarla a cubetti (e in questo caso i miei erano proprio cubetti perché erano già tagliati!), lanciare cucchiaiate di tzaziki nella ciotola e mescolare tutto.

Questa insalata senza insalata si presta a diverse varianti, la più ovvia mi sembra quella di aggiungere dei pezzetti di cetriolo, poi, non so perché mi viene in mente che dei pezzetti di prosciutto cotto potrebbero starci molto bene. L’importante è che è veloce, si può mangiare sia tiepida che fredda e soprattutto è buonissima!

Istantigrammi accaldati

Non so come mi sia venuta voglia di uscire oggi. Ero nel letto a riposarmi dopo aver fatto una doccia gelata (attività molto stancante) quando mi sono resa conto che non sapevo cosa prepararmi da mangiare e l’idea di accendere un qualsiasi fornello mi faceva sprofondare sempre di più nel letto.E quindi ho avuto la splendida idea di andare a mangiare in un posto qualsiasi dotato di aria condizionata. Certo, avevo sottovalutato il fatto che appena uscita di casa sarei entrata in un forno.

Penso che rinuncerò a comprare cibo per tutta l’estate in cambio dell’acquisto di un condizionatore.

Detta questa fesseria, mi accingo a passare un pomeriggio sfornando cupcake (si, sono molto coerente) e a preparare del ravioli per domani (la coerenza sta sbattendo la testa sul muro e pianificando di andare a comprare una corda per impiccarsi).

Se non mi sciolgo mentre apro il forno e se non muoio mentre impasto e stendo la pasta con il mattarello (che qui la tecnologia della macchinetta stendipasta non è ancora arrivata) penso proprio che ci risentiremo molto presto. E adesso vado a sbrigare le pratiche del matrimonio tra me e il ventilatore.

Ricordi di toast formaggiosi

Tempo fa mi sono imbattuta in una “ricetta” (messa tra virgolette perché chiamarla RICETTA mi sembra davvero esagerato) che lì per lì mi ha dato l’impressione di ricordarmi qualcosa. Ma non avevo ancora capito cosa. Bene, salvata nella cartella del computer che ospita milioni di ricette che prima o poi spero di provare (con tutto quello che vorrei provare le cose sono 2: o vivo fino a 7395 anni o mi ingrasso di altri 475 chili).

Il mio metodo per decidere che ricette provare è molto rigoroso. C’è chi segue la stagionalità, chi segue i propri gusti, chi si fa prendere da voglie irresistibili manco fosse incinta. E poi ci sono io, che vado su Random.org e lascio decidere alla sorte. Con tutte le decisioni che tocca prendere nella vita non vedo perché prendere anche quelle che posso evitarmi. Non sia mai che il mio cervello risulti troppo sovraccaricato. Ecco, mentre sono seduta sul divano a guardare la televisione non posso mica scegliere anche cosa preparare per cena. Troppo sforzo.

Mi sono persa come al solito, cosa stavo dicendo? Ah si, ricetta che forse mi ricordava qualcosa ma non so cosa. La ricetta in questione potete trovarla qui, preparata in versione MINI, mentre io l’ho preparata in versione Frau Fra/Mr Geom.

E’ di una facilità imabarazzante, ma vi ho lasciato il link così, in caso (molto probabile) che non riusciate a seguire le mie confuse indicazioni, avrete sempre un video a cui affidarvi.

TOAST AL FORMAGGIO

Ingredienti (per 1 toast): 2 fette di pane in cassetta, burro, 1 sottiletta (o altro formaggio in fette, quello che preferite)

Spalmate le fette di pane con il burro, solo da una lato. Scaldate una padella e mettete a cuocere la prima fetta, con il lato imburrato rivolto verso il basso. Quando si è abrustolita, appoggiate la sottiletta sopra (nel lato non imburrato) e coprite con la seconda fetta di pane, con il lato non imburrato rivolto verso il basso. Girate tutto il toast in modo che il lato imburrato della seconda fetta vada a contatto con la padella e così si abrustolisca. Finito!


Avevo detto che non sapevo cosa mi ricordasse questa “ricetta”? Mentre la preparavo ho capito. Mi ricorda l’Inghilterra. E non so nemmeno perché, è passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che ci sono stata che non ricordo assolutamente se i 5 chili che avevo messo su in 2 settimane erano dovuti esclusivamente al Mc Donald (ancora quasi introvabile da noi) (oh, come mi fa sentire vecchia questa cosa) o a questi toast formaggiosi. Ma ricordo benissimo che quando sono tornata a casa, speravo che il pomeriggio i miei genitori non tornassero a casa per potermi preparare un bel toast con burro e formaggio. Poi vabbè, l’odore paradisiaco del burro invadeva tutta casa restandoci per circa una settimana, quindi si capiva che avevo combinato qualcosa che non dovevo fare, ma l’importante era crederci, di farla franca. E mangiare milioni di toast al burro e formaggio.

Questa non c’entra niente, ma la foto di un gatto ci sta sempre!

Istantigrammi

Io l’estate la odio. Fosse per me sarebbe sempre inverno con la neve. Al limite sopporterei una temperatura massima di 20 gradi con deboli raggi solari.

Aggrappandomi alla speranza che una delle ultime notizie che ho letto su Facebook (fonte ufficiale di miriadi di notizie ufficiali) sia vera, cioè che dal 2020 ci sarà una mini era glaciale, vi lascio un pò di foto degli ultimi periodi, perché devo tornare in fretta alle mie attività odierne. Stendermi sul divano con il ventilatore puntato addosso al massimo e sforzarmi con tutta me stessa di non scioglermi come un gelato al sole.

La cosa peggiore è che devo prepararmi mentalmente per fare la cosa più odiata da tutte le casalinghe del mondo: stirare quando dentro casa ci sono 35 gradi.