Arcobaleni e dolci cremosi

E’ passato un sacco di tempo dall’ultimo aggiornamento, lo so. Cosa che, a dire la verità, interessa più a me che a qualsiasi potenziale lettore. Perché ebbene si, a volte mi chiedo se continuare a scrivere sul blog o no, ma poi  il bisogno di scrivere cavolate e tentare di divulgarle al mondo intero è più forte di me, e ammetto che è più un bisogno che altro.

Non che io abbia chissà quali novità che giustifichino la mia assenza, semplicemente stavo studiando. E’ anche vero che, analizzando come va la mia vita universitaria e come va il blog, forse è meglio che io getti tutti i libri in un bel calderone da polenta e mi dedichi completamente a scrivere giorno e notte le peggiori amenità sulla vasta rete internettosa. Il che è tutto dire, ecco.

Vorrei fare un ritorno in grande stile, sparando qualche bella battuta (cosa che non ho mai fatto, ma mi piacerebbe iniziare (se ne fossi capace)) ma la verità è che WordPress ha messo una testata arcobaleno oggi, che mi distoglie parecchio. Perché, benché io sia una tipa piuttosto cupa e grigia, vedere tutti questi arcobaleni in giro (solo qui e su Facebook, non sia mai che io metta un piede fuori di casa per vedere un arcobaleno vero (anche perché significherebbe che prima ha piovuto, e non mi sembra proprio che sia in procinto di piovere, purtroppo), troppa fatica) mi trasmette una certa allegria, che non fa proprio parte del mio essere. Solo che non riesco a smettere di guardare in alto a tutti quei colori e questo POTREBBE farmi perdere il filo del discorso. Potrebbe addirittura farmi sbagliare ad aprire e chiudere qualche parentesi, e chi mi segue (traduzione: i miei amici immaginari del reparto di psichiatria) ben sa quanto la cosa possa turbarmi. Io che giornalmente mi erigo a grande estimatrice e conoscitrice della grammatica italiana (pur non sapendo fare nemmeno l’analisi logica (non è vero)), io che mi vanto di essere una matematica mancata (per fortuna della matematica), io che decanto le mie abilità logiche, potrei subire un grave tracollo emotivo se solo sbagliassi anche una sola parentesi.

E niente, dopo tutto questo discorso erudito mi sono imbambolata a guardare l’arcobaleno wordpressiano e ho perso tutto il tempo che avevo a disposizione per l’aggiornamento del blog.

Passiamo a cose serie: il dolce. Che dire di questo dolce se non che è finito in 5 minuti? E che se ne avessi avuto un altro sarebbe finito in altri 3 minuti? Buono, buonissimo, ecco. Una consistenza goduriosa, data la presenza di una quantità irrisoria di farina. E’ tipo una crema compatta, di cioccolata e arancia, connubio tra i più perfetti che esistano in natura, un pò come cioccolato e pere, funghi e prezzemolo, o il mio preferito: divano e televisione.

Facile facilissimo da fare e poi non vi dico che facilità a mangiarlo! Si inizia pensando: “Taglio delle fette piccole che mi sembra un dolce bello compatto e di sicuro è pesantissimo“, per poi terminare con un “Ok, io mangio l’altra metà che è avanzata, va bene a tutti?” (ovviamente sto parlando ai miei amici immaginari), seguita da un coro di “Ti spezzo le braccia se solo provi a toccare la mia metà del dolce, mettiti subito a lavoro e fanne altri 10, che domani mattina devo farci colazione” (si, i miei amici immaginari rispondono).

Ecco, ne volete provare una fetta? Toccherà lasciarvi la ricetta! (che ovviamente non è mia, ma viene dal libro “Cioccolato che passione”)

TORTA AL CIOCCOLATO CREMOSA

Ingredienti (per uno stampo da 22-23 cm): 250 g di cioccolato fondente, 225 g di burro, 90 g di zucchero, 30 ml di liquore all’arancia (io ho usato un pò di rum e un pò di succo di arancia), 5 uova, 1 cucchiaio di farina, zucchero a velo per sopra.

Preparare lo stampo: imburrarlo e ricoprire il fondo (solo il pezzo sotto) con la carta da forno, e ri-imburrarla sopra (non so se questo passaggio del ri-imburraggio sia fondamentale). Avvolgere il fondo e i lati dello stampo nella carta stagnola (nella parte esterna, serve perché la cottura va fatta in una teglia con l’acqua, altrimenti vi entra l’acqua nello stampo!).

Sciogliere il cioccolato, il burro e lo zucchero a bagnomaria, togliare dal fuoco, far raffreddare brevemente e aggiungere il liquore all’arancia (o, come nel mio caso, rum e succo d’arancia).

Sbattere le uova in una ciotola, incorporare la farina e versare tutta la miscela di cioccolato, continuando a sbattere piano. Una volta che sarà tutto amalgamato, versare il composto nello stampo, che andrà posizionato dentro una teglia dove dovrete mettere dell’aqua bollente fino ad arrivare a circa 2-3 cm di altezza. Cuocere in forno a 180°C per circa 20-25 minuti (i bordi saranno più solidi, il centro ancora morbido). Una volta cotto, togliere lo stampo dalla teglia e farlo raffreddare. Quando sarà raffreddato, togliere il dolce dallo stampo, togliere la carta da forno dal fondo del dolce e spolverare con lo zucchero a velo.

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