Asparagi in tutte le salse

Non è passato ancora troppo tempo dalla mia ultima disavventura culinaria, o meglio, è passato si del tempo, ma ne sarebbe dovuto passare di più prima di ritentare una ricetta di Nigella. No, non si è capito niente di quello che ho scritto.

Ricominciamo: l’ultima volta che ho provato a fare una ricetta di Nigella non è andata proprio alla grande. Se non vi ricordate non dovete credermi sulla fiducia, potete rileggere questo post. Era la maionese, riprovata a fare un milione di volte, con il punteggio di Maionese 18383, Frau Fra ZERO. No dai, una volta mi era riuscita, ma seguendo una video ricetta su Youtube. Purtroppo la ricetta nigellosa dopo la maionese era un’altra salsetta: la salsa olandese.

Salsetta sentita nominare millemila volte, tra cui mi sembra anche nel film di Julie&Julia (quando lei dice che vuole sbafarsi un panetto di burro prima che un asteroide colpisca la terra, pensiero condiviso anche dalla sottoscritta), ma mai provata. Ovvio, la maionese si compra comodamente in barattolini al supermercato, la salsa olandese mi risulta di più difficile reperimento nella grande distribuzione e, data la mia nota povertà e quindi la mia impossibilità di trovare un cuoco con 56 stelle Michelin che venga a casa mia per prepararmi la suddetta salsetta, non l’avevo mai nemmeno lontanamente assaggiata.

L’unica cosa che ricordavo, non so perché, è che stava benissimo con gli asparagi.

E guarda un pò, mio padre in quei giorni aveva deciso di sommergere le due povere figliuole con chili di asparagi. Una delle due figliuole a un certo punto si è rifiutata di continuare a impuzzare il bagno con odori asparagiosi, l’altra invece ha deciso che sarebbe morta sommersa da asparagi e salsette al burro. Indovinate chi era la pazza che ha pensato di essere sepolta con gli asparagi e i panetti di burro?

Ovviamente io.

In realtà avevo deciso saggiamente di accettare qualsiasi quantitativo di asparagi, dato che erano gratis e di solito mi costano un occhio della testa (e io ci tengo ai miei due unici occhi), e di congelarli. Alla fine li ho mangiati tutti quanti e i pochi che si sono salvati dalle mie fauci (un mucchietto) hanno comunque avuto la stessa sorte pochi giorni dopo.

Insomma si, per circa 2 settimane ho mangiato solo asparagi e, data la mia scarsa inventiva, li ho fatti tutti bolliti.

Eh vabbé, ma insomma, come si fa questa benedetta salsa olandese? Si trovano sicuramente mille ricette in giro, io ve ne metto una a caso, questa per esempio, ma anche questa o questa. Per quanto riguarda gli ingredienti e le quantità, io ho seguito quelli di Nigella, cioè: 3 tuorli, 200 g di burro tagliato a cubetti di 1 cm e il succo di uno spicchio di limone (Nigella diceva di usare mezzo limone ma a me sembrava troppo). In pratica bisogna sbattere i tuorli a bagnomaria e piano piano amalgamare i cubetti di burro. Quando avete finito il burro, la consistenza sarà come quella di una maionese e a quel punto si aggiunge il limone, e via, è pronta.

Non avevo mai capito perché questa salsetta era sempre presentata insieme agli asparagi, ma solo perché non avevo mai provato questo connubio, che decisamente è balzato in testa alla mia classifica mentale, davanti a cioccolato e arancia. Il bello è che state mangiando asparagi bolliti, quindi il vostro cervello sarà al riparo e penserà: “Wow, sono a dieta“, ma in cuor vostro voi sapete la verità: vi state sparando un panetto di burro intero. (E ne vale la pena)

San Nigella continuava parlando della Sauce Maltaise, che non so cosa sia in italiano, un attimo che la cerco… Allora, in italiano la Salsa Maltese è fatta con la maionese e il succo di arancia, mentre per i siti inglesi (tra cui Nigella e la massima esponente della cucina americana, Martha Stewart) la Sauce Maltaise è la Sauce Hollandaise più il succo di arancia.

A parte le incomprensioni italo-english, io non ho fatto né la versione italiana, né quella english. E allora che vi ho detto a fare tutto quanto? Niente, solo per confondere un pò le acque. Come ho già fatto le altre 2 volte con le ricette nigellose (potete sempre rivederle qui e qui) faccio una mia rielaborazione. In questo caso, al posto del succo di limone ho messo il lime e in più ci ho spezzettato delle foglioline di menta.

Pensavo che sarebbe venuta fuori una porcheria immonda, invece, invece… a detta dei due unici insindacabili giudici (io e Mr Geom), era decisamente meglio la mia versione! Più acidula e con un vago sentore di mohito (la prossima volta ci metto pure il rum, così sono apposto), devo dire che era proprio ottima. Forse invece degli asparagi ci avrei gustato meglio un paio di gamberetti (sempre bolliti per carità, che siamo a dieta!) ma come dicevo dovevo ancora smaltire i 300 chili di asparagi avuti dal genitore, quindi mi sono dovuta sacrificare. la prossima volta, se mi porterà bancali di gamberetti, sarò costretta a riempire la vasca da bagno per farceli stare. Ops, non ho la vasca, riformulo: sarò costretta a comprare una vasca da bagno dove finirò i miei giorni immersa nei gamberetti intinti nella salsa olandese/maltese/lime e menta!

NIGELLA – FRAU FRA: 2 – 2

(e mi porto in parità!)

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Arcobaleni e dolci cremosi

E’ passato un sacco di tempo dall’ultimo aggiornamento, lo so. Cosa che, a dire la verità, interessa più a me che a qualsiasi potenziale lettore. Perché ebbene si, a volte mi chiedo se continuare a scrivere sul blog o no, ma poi  il bisogno di scrivere cavolate e tentare di divulgarle al mondo intero è più forte di me, e ammetto che è più un bisogno che altro.

Non che io abbia chissà quali novità che giustifichino la mia assenza, semplicemente stavo studiando. E’ anche vero che, analizzando come va la mia vita universitaria e come va il blog, forse è meglio che io getti tutti i libri in un bel calderone da polenta e mi dedichi completamente a scrivere giorno e notte le peggiori amenità sulla vasta rete internettosa. Il che è tutto dire, ecco.

Vorrei fare un ritorno in grande stile, sparando qualche bella battuta (cosa che non ho mai fatto, ma mi piacerebbe iniziare (se ne fossi capace)) ma la verità è che WordPress ha messo una testata arcobaleno oggi, che mi distoglie parecchio. Perché, benché io sia una tipa piuttosto cupa e grigia, vedere tutti questi arcobaleni in giro (solo qui e su Facebook, non sia mai che io metta un piede fuori di casa per vedere un arcobaleno vero (anche perché significherebbe che prima ha piovuto, e non mi sembra proprio che sia in procinto di piovere, purtroppo), troppa fatica) mi trasmette una certa allegria, che non fa proprio parte del mio essere. Solo che non riesco a smettere di guardare in alto a tutti quei colori e questo POTREBBE farmi perdere il filo del discorso. Potrebbe addirittura farmi sbagliare ad aprire e chiudere qualche parentesi, e chi mi segue (traduzione: i miei amici immaginari del reparto di psichiatria) ben sa quanto la cosa possa turbarmi. Io che giornalmente mi erigo a grande estimatrice e conoscitrice della grammatica italiana (pur non sapendo fare nemmeno l’analisi logica (non è vero)), io che mi vanto di essere una matematica mancata (per fortuna della matematica), io che decanto le mie abilità logiche, potrei subire un grave tracollo emotivo se solo sbagliassi anche una sola parentesi.

E niente, dopo tutto questo discorso erudito mi sono imbambolata a guardare l’arcobaleno wordpressiano e ho perso tutto il tempo che avevo a disposizione per l’aggiornamento del blog.

Passiamo a cose serie: il dolce. Che dire di questo dolce se non che è finito in 5 minuti? E che se ne avessi avuto un altro sarebbe finito in altri 3 minuti? Buono, buonissimo, ecco. Una consistenza goduriosa, data la presenza di una quantità irrisoria di farina. E’ tipo una crema compatta, di cioccolata e arancia, connubio tra i più perfetti che esistano in natura, un pò come cioccolato e pere, funghi e prezzemolo, o il mio preferito: divano e televisione.

Facile facilissimo da fare e poi non vi dico che facilità a mangiarlo! Si inizia pensando: “Taglio delle fette piccole che mi sembra un dolce bello compatto e di sicuro è pesantissimo“, per poi terminare con un “Ok, io mangio l’altra metà che è avanzata, va bene a tutti?” (ovviamente sto parlando ai miei amici immaginari), seguita da un coro di “Ti spezzo le braccia se solo provi a toccare la mia metà del dolce, mettiti subito a lavoro e fanne altri 10, che domani mattina devo farci colazione” (si, i miei amici immaginari rispondono).

Ecco, ne volete provare una fetta? Toccherà lasciarvi la ricetta! (che ovviamente non è mia, ma viene dal libro “Cioccolato che passione”)

TORTA AL CIOCCOLATO CREMOSA

Ingredienti (per uno stampo da 22-23 cm): 250 g di cioccolato fondente, 225 g di burro, 90 g di zucchero, 30 ml di liquore all’arancia (io ho usato un pò di rum e un pò di succo di arancia), 5 uova, 1 cucchiaio di farina, zucchero a velo per sopra.

Preparare lo stampo: imburrarlo e ricoprire il fondo (solo il pezzo sotto) con la carta da forno, e ri-imburrarla sopra (non so se questo passaggio del ri-imburraggio sia fondamentale). Avvolgere il fondo e i lati dello stampo nella carta stagnola (nella parte esterna, serve perché la cottura va fatta in una teglia con l’acqua, altrimenti vi entra l’acqua nello stampo!).

Sciogliere il cioccolato, il burro e lo zucchero a bagnomaria, togliare dal fuoco, far raffreddare brevemente e aggiungere il liquore all’arancia (o, come nel mio caso, rum e succo d’arancia).

Sbattere le uova in una ciotola, incorporare la farina e versare tutta la miscela di cioccolato, continuando a sbattere piano. Una volta che sarà tutto amalgamato, versare il composto nello stampo, che andrà posizionato dentro una teglia dove dovrete mettere dell’aqua bollente fino ad arrivare a circa 2-3 cm di altezza. Cuocere in forno a 180°C per circa 20-25 minuti (i bordi saranno più solidi, il centro ancora morbido). Una volta cotto, togliere lo stampo dalla teglia e farlo raffreddare. Quando sarà raffreddato, togliere il dolce dallo stampo, togliere la carta da forno dal fondo del dolce e spolverare con lo zucchero a velo.