Torte cioccolatose e adesso vado a dormire

Post veloce veloce superveloce che in questo periodo non ho tempo nemmeno di respirare. E devo ammettere che non mi succedeva da un sacco di tempo. Ormai avevo dimenticato cosa significa alzarsi alle 7, correre a lezione, studiare in ogni minuto libero, tenere la forchetta per mangiare in una mano e la matita per sottolineare nell’altra (linee drittissime fatte con la sinistra, io che potrei pure amputarmela la mano sinistra per quanto mi è utile), correre a casa, leggere, studiare, leggere.

Non mi sono gustata nemmeno Masterchef Junior perché dovevo pure stirare montagne di vestiti. Ho già detto al Mr Geom che da adesso in poi è pregato di indossare le sue mutande per una settimana di seguito e i calzetti per un mese. Poi se uno dei due è sporco e l’altro no, dovrà sostituirne solo uno. Che qui mica c’è più tempo per fare lavatrici ogni 3 giorni. Al massimo alla sera si toglierà i vestiti e li metterà di fuori a prendere aria, ma una cosa è certa. Niente lavatrici fino a giugno.

Purtroppo per me e fortunatamente per chi legge, quando studio divento stranamente una donna di poche parole. Non è proprio esatto, nel senso che le parole ci sono anche ma sono sempre le stesse. Per dirne una, non mi coso del coso dei cosi (se avessi ancora un cervello con dello spazio a disposizione avrei detto “non mi avvalgo del dizionario dei sinonimi”, ma no, non c’è spazio, è tutto occupato, quindi i miei post da adesso in poi saranno pieni di cosi di cose cosate), come faccio di solito. Lo trovo un ottimo modo per imparare nuove parole. Ma come dicevo, per ora devo concentrarmi e ricordarmi altre cose, tipo fasci spinocervicotalamici, movimenti saccadici e recettori NMDA, non c’è proprio spazio per termini normali. Per esempio, di solito quando è ora di mangiare esordisco con un “Mr Geom, facciamo dei fusilli con la passata di pomodoro rustica, lo scalogno e il prosciutto di Parma che sta in frigo”. Adesso dico: “cibo”. Ho anche escogitato dei pranzi superveloci da portare all’università: prendo il vasetto con le lenticchie già cotte, le scaravento in un portapranzo con dei pomodorini e via. ovviamente il tutto fatto gentilmente da Mr Geom, che se fosse per me metterei nella busta da pranzo direttamente il barattolo senza nemmeno aprirlo e i pomodorini interi. Poi butterei un pò d’olio nella busta e agiterei per condire il tutto. Mmm che bontà.

Eh vabbè, mi sono dilungata anche troppo. A dire la verità non so se quello che ho scritto abbia un senso, ma penso che non ce l’abbia mai, quindi è tutto apposto. Vi lascio con una ricetta fatta nei bei tempi in cui avevo ancora 5 minuti da dedicare alla preparazione di un dolce (butta farina di quà, rompi uova di là e lancia pezzi di burro sopra a tutto il resto). E’ una semplice torta al cioccolato, che ho un pò arricchito bagnandola con l’Alchermes (si scrive così? Non lo so e non ho tempo di andarlo a cercare. Una volta però l’avevo cercato. Non fatelo. Se vedete da dove estraggono quel colorante vi verrà da vomitare e non lo userete mai più. Ah certo, io continuo a usarlo, ma io sono una persona perfida e insensibile. Cosa sto dicendo? Non lo so nemmeno io, il sonno mi sta sopraffacendo. Ma si dice sopraffacendo? Ok, il sonno si sta impossessando di me. Il mio fattore omeostatico è giunto a livelli al di sopra della soglia. Ma perché scrivo cose che posso capire solo io? Non lo so. Oggi non so niente. Basta, è ora di dormire che non acchiappo più nemmeno nei tasti e sono già 10 volte che ho dovuto riscrivere la frase perché mi mancavano i pezzi). Ah si, il dolce è preso da un libro che si chiama “Cioccolato che passione”, io ho aggiunto solo il nettare rosso di quegli strani animaletti di cui vi parlavo prima. O forse non l’ho fatto. Ormai sono nel mondo dei sogni, buonanotte.

TORTA AL CIOCCOLATO E ALCHERMES

Ingredienti per il dolce (per uno stampo tondo di 18-20 cm): 115 g di cioccolato fondente, 45 ml di latte, 150 g di burro ammorbidito, 150 g di zucchero, 3 uova, 200 g di farina, una bustina (circa) di lievito, 1 cucchiaio di cacao, zucchero a velo, alchermes per bagnare. Ingredienti per la crema al burro: 75 di burro ammorbidito, 175 g di zucchero a velo, 1 cucchiaio di cacao, vaniglia, 2-3 cucchiai di latte (facoltativo)

Imburrare e infarinare lo stampo. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il latte e mettere da parte. Amalgamare il burro e lo zucchero in una ciotola e aggiungere le uova, una alla volta. Mescolare fino a che non diventa tutto omogeneo. Setacciare dentro la ciotola la farina, il lievito e il cacao, mescolare e aggiungere il cioccolato e il latte sciolti a bagnomaria. Dividere l’impasto in due e metterne una metà nello stampo. Cuocere in forno a 180°C per 35-40 minuti, poi mettere a raffreddare sopra a una gratella. Ripetere con l’altra metà dell’impasto.

Preparare la crema al burro: versare tutti gli ingredienti in una ciotola e sbattere con lo sbattitore fino ad ottenere una consistenza spalmabile (io ho aggiunto un pochino di latte per rendere tutto più morbido).

Bagnare la superficie di una delle due torte con l’Alchermes, spalmare la crema al burro e coprire con la seconda torta (io ho bagnato anche la parte inferiore della seconda torta, ormai ero entrata in piena frenesia Alchermes. Mi ricordo di averne versato un bel pò direttamente dalla bottiglia…) e alla fine spolverare con lo zucchero a velo.


Non contenta, con gli avanzi del dolce (cioè, i pezzetti che avevo tolto per livellare gli strati) ci ho fatto queste palline semplicemente impastando le briciole con il rum (che qui siamo tutti ubriaconi, io e i peluche intendo) e poi versandoci sopra del cioccolato fondente. Buonissimi, semplicemente buonissimi.

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