Cinericette: blateramenti, frittatone di cipolle e rutti liberi

Prendendo una pausa dalla stesura del romanzo che mi porterà sicuramente a prendere il premio Nobel per la letterautura (che non si dica mai che io punti troppo in basso nella vita), andiamo avanti con qualcosa molto più alla mia portata: Fantozzi.

Avevo anticipato da qualche parte (forse, sempre che le i miei neuroni colinergici siano ben funzionanti e la loro degenerazione non mi stia portando inesorabilmente verso l’Alzheimer conclamato (devo ammettere di avere una notevole capacità di scrivere idiozie e nel frattempo ripassare per l’esame che sto preparando, non è mica da tutti)) che non mi bastava blaterare su ricette inventate da me quando sono svogliata o copiare le ricette da altri, provare tutte le ricette di Jamie Oliver, provare prodotti che trovo in giro, sfidare Nigella (perdendo inesorabilmente ogni volta) e scrivere il romanzo destinato ad allietare (leggi: affliggere, addolorare, angustiare e deprimere (si vede che uso il dizionario dei sinonimi e dei contrari?)) le vostre più tetre giornate, NO! Io dovevo trovare altri modi per costringermi a pubblicare di più, sempre di più, su questo blog letto da non più di mezza persona.

Solita pappardella per introdurre una nuova rubrica: le Cinericette. E che è? In pratica sono io che guardo un film, vedo cosa cucinano e ve lo ripropongo. E se guardo un film dove non si cucina niente? Distruggerò la mia copia del film, andrò ad Holliwood e darò fuoco alla pellicola in questione. Un film dove non c’è nessun tipo di cibo non ha alcuna ragione di esistere al mondo. E’ anche poco credibile, no? In 2 ore di film vuoi che almeno uno dei personaggi non sia colto da improvvisa voglia di un piatto di pasta? Al massimo se non ha voglia di cucinare potrebbe sempre andare a farsi un Big Mac da Mc Donald. Cosa sto dicendo? Non lo so nemmeno io, quindi rimaniamo con la nostra (nostra di chi??) consueta calma.

(notare le due differenti espressioni del neraccio)

E andiamo subito al film in questione: IL SECONDO TRAGICO FANTOZZI. Non ho saltato il primo, è solo che… Allora, in pratica io sono una pazza maniaca, che quando si mette in testa una cosa non riesce a fare le cose a casaccio, no! Io devo avere un punto di inizio. Siccome la mia cultura cinematografica fa letteralmente schifo, mi sono detta, alzando il pugno al cielo con faccia di sfida: “Inizierò a guardare i film dagli albori della storia del cinema!”. Sono andata su Mymovies e iniziava con i film del 1800 e qualcosa e per ogni anno c’erano 100-200 film. Ho capito che era una pazzia (ogni tanto mi rendo conto anche da sola, si), quindi ho deciso che avrei visto solo i film che in qualche modo potessero interessarmi, seguendo comunque la data di uscita. Il primo che mi sembrava “interessante” era “ La corazzata Potëmkin”.

Ora, chiunque abbia intorno ai 30 anni e abbia avuto un’infanzia decente, NON PUO’ non associare questo titolo a Fantozzi. E siccome nel frattempo mi sono accorta che su un altro sito (Cinema Del Silenzio) c’era una bella sezione dedicata alla storia del cinema con tanto di film consigliati, e avevdo visto che io con la corazzata ero già passata al 1925 mentre lì il primo consigliato risaliva al 1914, ho deciso di rivedere tutti i miei piani e ricominciare con il film del 1914. Però nel frattempo mi era venuta voglia di rivedere Fantozzi, quindi diciamo che prenderò questo film come presentazione al mio nuovo progetto.

Giuro che se qualcuno mi ha seguito fino a qui nel ragionamento, può lasciarmi un commento, verrà ricontattato e, se mi darà il suo indirizzo di casa, riceverà un biglietto di congratulazioni.

Davvero eh, perché capisco che il dono della sinteticità non mi è stato dato (le mie tre fatine probabilmente erano occupate a giocare a scala quaranta quel giorno e non mi hanno dato né bellezza, né intelligenza, fortuna l’ultima che mi ha salvata dalla puntura con il fuso dell’arcolaio dei 18 anni. Ma probabilmente doveva esserci una quarta fatina che doveva darmi il dono della sinteticità che però a quanto pare è stata trattenuta dalle altre due in questo famoso torneo di carte. E vabbè, son cose che capitano.

E veniamo a noi, con il film di Fantozzi (il secondo quindi, non il primo). Giusto per presentazione al mio nuovo progetto, vi lascio la ricetta della famosa “frittatone di cipolle”, che andrebbe abbinata con Peroni ghiacciata e rutto libero.

Non vi sto più di tanto a parlare del film, sia perché, come ho già scritto, si tratta semplicemente di una presentazione del progetto, sia perché se non lo avete ancora visto non basta il racconto, DOVETE guardarlo. SUBITO!

FRITTATONA DI CIPOLLE

Ingredienti: 2 cipolle, mezzo bicchiere di vino, 4 uova, sale e pepe, olio

Scaldare un po’ di olio in una padella e aggiungere le cipolle tagliate a fettine. Lasciar cuocere a fuoco basso fino a che le cipolle non siano diventate morbide, alzare il fuoco, versare il vino e lasciar sfumare fino a che non sia evaporato quasi del tutto . A parte sbattere leggermente le uova con sale e pepe e aggiungerle nella padella con le cipolle. Amalgamare brevemente il tutto, abbassare la fiamma, mettere il coperchio e lasciar cuocere una decina di minuti, controllando di tanto in tanto che il fondo non si bruci. Quando anche la parte sopra risulterà cotta, è ora di impiattare. Staccare delicatamente la frittatona dal fondo della pentola, cercando di non romperla e capovolgerla su un piatto. Io poi l’ho ricapovolta su un altro piatto per avere la parte più sbruciacchiatina di sotto. E mi raccomando, rutto libero!

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One thought on “Cinericette: blateramenti, frittatone di cipolle e rutti liberi

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