Polli ovunque

Giusto perché non ho altro da fare e perché già di progetti qui nel blog (e nella mia testa, dove c’è spazio a volontà) ne ho in quantità, ho deciso di partire anche con un altro. C’è anche la molto probabile possibilità che nessuno si sia accorto dei miei progetti culinari, in tal caso ve li enuncio (parola dotta del giorno):

1. Cooking mit Frau Fra, cioè ricette prese qua e là, più o meno rilaborate
2. Kawaii Food, cioè ricette con faccette o cose simili, insomma dai, quelle pucciose
3. Fra cooks Jamie, cioè Fra cucina Jamie Oliver in 30 minuti: avvolgere Jamie in un cartoccio gigante, infilarlo in forno (già caldo, mi raccomando) e cuocere per 30 minuti esatti

E adesso arriva il numero 4:

4. Nigella vs Frau Fra, cioè Nigella si presenta a casa mia con una spada laser e ingaggiamo una lotta all’ultimo morso di pollo fritto rimasto in frigo. E’ dura stabilire chi vincerà.

Poi ok, vi annuncio già che sta arrivando anche il progetto numero 5, ma faccio la misteriosa e non svelo niente… Firulì firulà…

Nigella è un mito per me. A parte che è stupendissima, ma poi guardare i suoi programmi è come concedersi una coccola. Che finisce per farti alzare, avvolgere un panetto di burro nel lardo e friggerlo nello strutto. Ogni volta mi chiedo come fa a mantenersi con quella linea invidiabile se mangia davvero quello che cucina. Già da tempo ho 3 dei suoi libri, due dei quali comprati in libreria, l’altro su Amazon.co.uk, che ti salva la vita quando vorresti suicidarti perché passi le giornate a chiederti “Ma perchè non vendono tutti i libri di Nigella in Italia?”. Motivi seri per cui tagliarsi le vene insomma, non come quelle che lo fanno perché uno dei One Direction ha lasciato il gruppo. Di ricette della dea super dea della cucina ne ho già provate parecchie e non mi hanno MAI, MAI, MAI delusa. Anche se il mio mito incontrastato rimane Jamie, Nigella ha un fascino particolare su di me. Cioè, la cucina di Jamie è quella che mi piacerebbe fare, quella di Nigella è quella che faccio già tutti i giorni. Le ricette di Jamie sono semplici, si, ma la maggior parte delle volte presuppongono l’uscire di casa, andare a comprare cose costose (carne dal macellaio, frutta dal fruttivendolo, pesce dal pescivendolo, farina dal farinivendolo, ecc) perché bè, è su quello che si basa la sua cucina: materie prime eccellenti.

Le ricette di Nigella non è che si fanno con la spazzatura, ovvio, ma ecco, se vado a comprare il pollo all’Auchan mi fa sentire meno in colpa. O se uso il cioccolato fondente del meno caro mi sento lo stesso di non andare contro i suoi principi, mentre per una ricetta di Jamie prenderei come minimo il cioccolato della Lindt.

Solita premessa chilometrica e non sono ancora arrivata al punto: nuova rubrica, Nigella vs Frau Fra! Ho comprato (sempre su Amazon.co.uk, maledette librerie italiane!) il primo libro di Nigella, How to Eat e, piano piano, farò le sue ricette, provandole una volta nella sua versione e poi in una rielaborata da me. Chi vincerà? Nigella, ovviamente, nemmeno a dirlo.

Per correttezza vi lascerò solo la mia versione completa, mentre delle sua vi farò solo un riassunto.

Quindi, rullo di tamburi, la prima ricetta è….

Il pollo arrosto.

E ti pareva, in ogni cavolo di libro di cucina c’è la ricetta di sto benedetto pollo arrosto. Fiumi di polli saranno stati immolati nella speranza di ottenere la ricetta perfetta del pollo arrosto, quando si sa benissimo che c’è solo una cosa da fare: affogare il pollo nell’olio, lanciarlo nel forno finché non è cotto. Ecco, in un mio ipotetico futuro libro di ricette questa sarebbe davvero la più corta.

Ma, pollo dopo pollo, mi sono accorta che dei piccoli accorgimenti non fanno proprio la differenza, ma comunque danno un aiuto. L’unica genialata sul pollo arrosto che ho letto l’ho imparata da Jamie, quella di staccare la pelle dal petto e infilarci delle fette di pancetta, prima di cuocere il pollo. Vabbè, Jamie non usava questa tecnica per la pancetta, ma per metterci delle foglie di non ricordo quale erba, ma questi sono dettagli…

Da Nigella ho imparato altri trucchetti. Il primo è quello di cuocere il pollo al contrario, cioè con il petto ingiù, così (lei dice) i succhi vanno verso il petto che diventa più tenero. Il secondo è quasi paragonabile alla genialata delle fette di pancetta sottopelle (alla faccia di quelli che si fanno quelle specie di piercing sotto pelle. Dite che me la impiantano una fetta di pancetta sollo la pelle del polso? Così, giusto per avere un profumo tutto mio di “Acqua di Bacon”). Nigella diceva semplicemente di mettere a cuocere insieme al pollo, così buttati nella stessa teglia, una ventina di scalogni interi, senza togliere la buccia. Io ero molto scettica, quindi ne ho messi solo 4 pensando “tanto poi chi se li mangia sti cosi cipollosi?”. E come al solito mi sbagliavo. Sono MERAVIGLIOSI. Li tieni fermi da una parte, li schiacci con la forchetta e fai uscire il dentro dello scalogno, morbido e delicato, una bontà. Ormai diventerà un must nelle mie cene pollo-arrostose.

Per il resto, la sua era una versione molto classica, pollo condito con olio e sale, con la salsetta gravy fatta con i succhi rimasti nella teglia, scalogni e una testa d’aglio messi a cuocere con il pollo, e patate arrosto.

Due giorni dopo non mi riandava di fare lo stesso pollo quasi identico, così ho fatto una versione per certi versi ancora più semplice (ne avevo mangiato talmente tanto la prima volta che stavo quasi giurando a me stessa che non avrei mai più in vita mia toccato nemmeno una piuma del pennuto). E’ una versione al miele, che non è che si sente molto ma, secondo gli ospiti, dava una nota dolciastra. Io che mi vanto con i miei peluche di avere un palato sopraffino l’ho percepita solo dopo che me l’hanno fatto notare…

POLLO AL MIELE

INGREDIENTI: 1 pollo, 3-4 cucchiai di miele liquido, olio, sale e pepe

Il pollo era quello dell’Auchan, già bello spennato e pulito con bagnoschiuma e shampo Johnson’s Baby, Si sciacqua il pollo (non sia mai che siano rimasti residui del bagnoschiuma alla ciliegia) e si asciuga con lo scottex. Poi si mette in una bella ciotola si inizia a spalmare con il miele. Regalategli un bel massaggio mieloso, mi raccomando. Poi continuate a massaggiare con l’olio (la quantità va a gusti, io ne metto parecchio, e per parecchio intendo parecchio). Alla fine un bello scrub con sale e pepe. Si lascia a marinare tutto almeno 30 minuti (o anche di più, io l’ho lasciato un paio d’ore), poi si adagia il pollo nella teglia coperta con la carta forno (che sennò al contatto con il metallo, il pollo potrebbe sentire freddo e rizzare i peli). Sopra al pollo potete anche buttare la marinatura rimasta nella ciotola. La cottura… io vi consiglio di mettere il forno a non più di 180°C perché il miele tende a bruciacchiarsi (o caramellare, come ho detto ai miei ospiti, per non fare la figura di quella che aveva bruciato il pollo). Per la tempistica, Nigella consiglia 20 minuti per ogni 500 g di pollo, più altri 30 minuti. Per intenderci, il mio era da un chilo e l’ho tenuto 1 ora e 10 minuti ed era cotto.


Nigella vs Frau Fra: 1 – 0

Advertisements

One thought on “Polli ovunque

  1. Pingback: Asparagi in tutte le salse | Frau Fra

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s