Essere o non essere un cardo

Non mi ricordo se ne ho già parlato, ma comunque non è che la cosa abbia una qualche rilevanza. Nel senso che se vado a rileggere tutti i post che ho scritto in uno dei miei innumerevoli blog (cosa che non farò mai, non sono matta fino a questo punto), probabilmente avrò ripetuto le stesse cose per milioni di volte. Che non si dica che io sia una persona originale, tutt’altro, sono decisamente noiosa e banale. Solita introduzione chilometrica che mi serve solo per introdurre qualcosa che in realtà non ha senso e che ho già scritto altre mille volte, e per vantarmi poi con me stessa allo specchio dicendomi “Sei proprio forte, scrivi post lunghi e insensati”. Eh bè, c’è chi si diverte a fare cose interessanti e sensate e chi si diverte ad attaccare adesivi di buon Natale alla finestra per poi accorgersi che non li può più staccare e quindi gli adesivi rimangono lì anche quando, il 15 di agosto, del Natale non se ne vede nemmeno l’ombra.

Vi giuro, quando mi metto a scrivere la maggior parte delle volta ho in mente quello che voglio dire, non capisco come posso perdermi in questo modo. Ovvio, molto spesso penso solo “Ricetta, blog” e scrivo qualche insensatezza giusto per riempire un po’ lo spazio tra le foto, ma altre volte ho davvero un punto a cui vorrei arrivare. Ma ci arrivo eh. Eccolo.
Volevo parlarvi della ricetta di oggi. E’ un’altra di quelle ricette fatte quando dentro casa non c’è quasi niente e io vengo presa da quella frenesia che mi trasforma da apatico soprammobile piazzato perennemente sopra il divano, a arzilla giovincella saltellante che apre frigorifero e dispensa, prende ingredienti a caso e li lancia dentro una pentola. Poi qualcuno accenderà pure il fuoco, si, ma a me basta lanciare cose dentro un qualsiasi contenitore. Quella di oggi è una ricetta fatta con i gobbi, più comunemente conosciuti nel resto del mondo che non sia Ancona come cardi. C’è da dire che io vivo con un individuo che odia qualsiasi verdura. Prima di conoscermi penso che non abbia mai mangiato nemmeno una cucchiaiata di minestrone in vita sua. Ora, non che io invece sia vegana, ma non sopporto che nemmeno ci prova a mangiare una cosa. Cioè, non è che se a 5 anni hai provato a mangiare un carciofo e ti ha fatto schifo, allora vuol dire che ti fa schifo anche adesso a 30 anni. E il caro Mr Geom dovrebbe ben sapere questa cosa, dato che anni fa, quando andavamo a mangiare sushi, io mangiavo davvero il sushi e lui si girava schifato ordinando pesce ben cotto. Adesso quando andiamo a mangiare sushi ordina 374 rotolini con il salmone crudo, 837 pezzi di sashimi di salmone più altre infinite varietà che comunque comprendono sempre la presenza del pesce crudo e dell’alga (altro tasto dolente per i palati occidentali che non provano a farsi piacere niente che non sia stato precedentemente preparato e approvato dalla nonna). Per dire che ho letto in un libro di uno dei miei cuochi preferiti, Heston Blumenthal, che “bastano 21 degustazioni per superare un’antipatia alimentare”. Quindi non ci sono scuse!

Ancora devo arrivare al punto, ma ci sono quasi, abbiate fede!

Dicevo che ho preparato i cardi. Che non sono proprio una di quelle verdure che incontrano l’approvazione di tutti, dato che hanno un gusto un pochino amarognolo. O almeno io me lo ricordavo così da quelli che mi preparava mia nonna. E quindi ho passata un pomeriggio intero a chiedere a Mr Geom “Ma sei sicuro che li vuoi anche te questi cardi? No perché mangia a malapena le zucchine e i carciofi ti fanno schifo, non so se è il caso…” Alla fine li ho fatti per entrambi. Lui li mangia e dice “Bè, buoni questi cardi, nemmeno si sentono!”

Ecco, il punto è questo. Ma porca miseria santissima su in cielo, ma si può? La stessa cosa è successa ieri con mia sorella. Pranzo da nonna che cucina l’agnello. Mia sorella lo mangia e dice “Buono l’agnello, perché non sa tanto di agnello!”
Vedete me che mi giro lentamente, non so se avete presente la scena di Trainspotting dove Renton è in piena crisi di astinenza e vede la bambina che cammina sul soffitto e a un certo punto questa gira la testa, con il corpo che rimane fermo (per inciso, se non vi ricordate questa scena: VERGOGNA! 30 minuti in ginocchio sopra i cardi bollenti!).

Ma dicevo, mi sono girata con uno sguardo fulminante, del tipo che se Zeus fosse stato lì vicino a me mi avrebbe ceduto seduta stante l’appellativo di dea dei fulmini, ritirandosi a vita privata e ad allevare caprette nei pascoli del monte Olimpo.
Ma santo Zeus e Asclepio e ladroni in croce e santa Pollon dea dell’Olimpo di tutti i nasi con la polverina magica,ma si può? Ma avete mai sentito qualcuno dire “Oh, buona questa Nutella, perché sa poco di Nutella!”
Ma và!

CARDI GRATINATI AL FORNO

Ingredienti: manciate di cardi, patate avanzate, besciamella, parmigiano, pezzi di prosciutto avanzato

Pulire i cardi (vi lascio il link di dove lo spiega, che è anche il link della ricetta “classica” dei cardi gratinati che ho liberalìmente peggiorato/rielaborato) e tagliarli a pezzi grandi quanto volete. Lessarli in acqua salata per 30 minuti con le patate pelate e scolare.
In una pirofila mettere un po’ di besciamella (per la ricetta ho fatto affidamento qui, usando le dosi per mezzo litro di latte), fare uno strato di cardi e spezzettare un po’ di patata. Aggiungere altra besciamella a cucchiaiate e una spolverata di parmigiano. Fate un altro strato di cardi e patate, mettete qualche fetta di prosciutto (o altri avanzi che avete nel frigo), basciamella e parmigiano. Finire con l’ultimo strato di cardi e patate, besciamella e parmigiano. In forno a 180-200°C per 20 minuti. Pappare caldo.

Advertisements

One thought on “Essere o non essere un cardo

  1. Pingback: Cupmeat with mashed potatoes e Entropia casalinga | Frau Fra

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s