I tornado della vita

Ci sono tanti tipi di persone che attraversano la tua vita.

Quelle che ci sono da sempre, che qualsiasi cosa succeda rimangono lì, che ti conoscono perché sono cresciute con te, che anche se non le vedi per un sacco di tempo non importa, perché quando ti ci ritrovi a parlare è come se non fosse passato nemmeno un secondo, e ti rendi conto che ti capiscono meglio di altre persone che hai visto ogni singolo giorno dell’ultimo mese. Ce ne sono veramente poche di persone così nella mia vita, ma me le tengo strette come fossero il diamante più prezioso sulla faccia della terra. Magari con alcune la vita ci porta a percorrere strade diverse e quindi io non ci sono per loro per ogni piccola sciocchezza, ma sanno che per qualsiasi cosa io potrei tranquillamente gettare tra le fiamme la cena che stavo preparando, i libri che stavo studiando o il divano su cui mi stavo riposando, e arrivare in 5 minuti in loro aiuto.

Poi ci sono quelle persone che ti stanno intorno giorno dopo giorno ma di cui, diciamocelo, non te ne frega proprio niente. Tanto è inutile stare lì a cercare qualcosa di speciale in ogni persona. Alcuni semplicemente non sono speciali per noi. Saranno speciali per qualcun altro. Sono quelle persone che ti siedono accanto ogni mattina ma a cui non importa assolutamente niente di te, che non si accorgono nemmeno della tua assenza. E nemmeno tu ti accorgi della loro. Semplicemente non sono entrati nella tua vita al momento giusto, o non era destino e bè, un sorriso, un ciao e tanti saluti.

Tra gli altri tanti tipi di persone che si ritrovano a percorrere la loro vita con te, una menzione speciale voglio farla per quelle che passano un attimo, ti stravolgono la vita e scompaiono. E loro nemmeno sanno cos’hanno fatto. Loro sono ignari di quello che hanno significato per te, sono ignari del fatto che hanno cambiato nel profondo il tuo modo di essere. Come un tornado che arriva, distrugge, e una volta passato tu devi ricostruire tutto. Sapendo già che è impossibile che tutto torni esattamente come prima.

Di queste persone me ne sono capitate circa 3 e, forse a parte una, di sicuro non sanno cos’hanno combinato. Non sanno che una grande parte di come sono diventata adesso, a 31 anni, è dovuta al loro passaggio. Non è né una colpa né un merito, è un dato di fatto. Mi dispiace che io non mi sento del tutto libera a scrivere in questo blog, perché lo condivido su Facebook e quindi sta lì, con libero accesso a tutti. Scelta voluta, ovvio, ma a volte vorrei che fosse un blog privato.
E’ triste vedere con chiarezza il cambiamento che c’è stato in me dopo il passaggio dei miei 3 tornado, vorrei essere una di quelle ragazze superficiali che, dopo una tempesta, ci piangono un po’ su e poi usano il tutto per fare le vittime e correre a consolarsi dalle amiche. Io non sono mai stata così e purtroppo le persone che conoscono tutta la storia sono davvero poche. Anzi, forse nessuno. Non sono di certo il ritratto della felicità, in generale, ma mi guardo bene dal far vedere di più di quello che voglio. E mi resta semplice riempire il resto con risate e assurdità, o con una bella facciata di cinismo e autoironia.
Ma anche se per la maggior parte del tempo mi riesce facile e giro per la casa della mia vita dipinta di verde acido e riempita di gatti, libri di cucina e peluche, ci sono quei momenti in cui l’occhio ti si posa negli angoli più nascosti, e vedi con chiarezza la polvere lasciata dal passaggio dei 3 tornado.

“Yes, there are two paths you can go by, but in the long run, there’s still time to change the road you’re on…”
Ma davvero c’è ancora tempo per cambiare strada?

(Le foto pubblicate appartengono a questo vecchio diario. Dato che non ho chiesto l’autorizzazione a nessuna di queste persone, se qualcuna di loro non volesse apparire nel blog (e ha tutta la mia comprensione) basta che me lo dica e io tolgo la foto. Spero comunque che capiscano che se sono finiti qui è perché, in un modo o nella’altro, fanno o hanno fatto davvero parte della mia vita)

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