PESCE DI FEBBRAIO!

Pensavate di esservi liberati di me, vero? E invece no!

PESCE DI FEBBRAIO!

Eh che cavolo, non capisco perché i pesci bisogna farli solo il primo di aprile, che poi uno se lo aspetta e quindi non è più bello. Non che il mio sia bello. Non che io abbia mai fatto pesci d’aprile in vita mia. Non che io sia talmente simpatica da fare pesci d’aprile divertenti e sensati. Non che io sia una persona sensata, altrimenti non starei continuando da tre righe a scrivere frasi che iniziano con “non che io”. Ok basta, la smetto.

In realtà volevo davvero prendermi una pausa, ma nella mia triste vita solitaria non sapevo più come sfogare la mia vena simpatica. Non che io sia simpatica (e ci risiamo), tuttaltro. Penso che se una qualsiasi persona leggesse il mio blog e poi mi conoscesse di persona non avrebbe dubbi e direbbe che le due persone corrispondono: idiote tutte e due. Ma nella vita reale mi trattengo. Del resto le persone con cui ho confidenza sono più o meno 2, Mr Geom (che però è decisamente troppo serio per me, per intenderci, se gli dico di fare un buco nel muro per far passare un cavo in modo che io possa utilizzare comodamente il computer fisso dal divano, lui mi dice che sono matta. Al che domando “ma dai, non ce l’hai un trapano con la punta lunga 10 cm?” e lui (prevedibilmente) risponde “Si, ma non so se basta per passare da parte a parte nella tua testa”) e Schlange, il gatto nero. Con gli altri due invece mi mantengo un pò più sul vago (ok, devo dirlo. Sono di una tristezza infinita ma solo a me quando dico di non essere in vena mi verrebbe da aggiungere “e anche in arteria” e quando dico che rimango sul vago mi viene da aggiungere “nervo”? La banalità si sta impossessando di me). Dicevo, non lo so. Ah si, i gatti. Ho confidenza solo con Nerone (o Schlange, o Renato Zero, o Piton, o Senza Volto, o Gatto Schifoso, o EssereNeroCheScrutiDaSopraIMobili), con gli altri due un pò di meno. Con i parenti ancora di meno. Con gli amici di meno ancora. Ecco, una tristezza. Ma buon per il mondo intero, che non deve sorbirsi real time le mie paturnie mentali. Solo i poveri lettori del blog (uno o due).

Giuro che oggi volevo arrivare ad un punto, mi ci ero anche messa d’impegno scegliendo le foto PRIMA di iniziare a scrivere. QUINDI (disse dandosi un tono, cioè mettendosi seduta un pò più composta e sistemandosi la copertina rosa con i cuoricini e la seconda copertina con i gufetti) (il bello è che l’ho fatto davvero)

Chiunqua abbia parlato con me per più di 5 secondi (quindi pochissime persone, la maggior parte si annoia dopo i primi 20 millesimi di secondo), sa del mio spropositato amore per Jamie Oliver. Un amore travolgente, di quelli che non ti fanno dormire di notte, di quelli che ti fanno struggere e gioire allo stesso tempo, di quelli che ti danno un senso alla vita, di quelli che ti fanno dire “SI, la storia dell’anima gemella esiste davvero!”. Ecco, quegli amori che conoscono tutti, i migliori. Quelli a senso unico.

Però ecco, non posso proprio dire che il mio sia a senso unico unico (no, non è una ripetizione, che io ci tengo alla grammatica. Che poi non si inizia una frase con “che”, ma chissenefrega) (disse quella che corregge gli errori grammaticali altrui con una faccia da vecchia zitella acida, di cui abbiamo un’immagine qui a lato).

Dicevo, il mio amore per Jamie non è proprio a senso unico unico, perchP in realtà lui mi ha dato tanto. Ma tanto tanto. Un sacco di chili in più, per esempio. Ma non è tutta colpa sua, è che mangiare le cose preparate con le sue ricette per me è un’asperienza mistica, quindi vorrei che continuasse all’infinito e così mangio, mangio, mangio…

Ho iniziato a fare le sue ricette un sacco di tempo fa e mi sono ripromessa un sacco di volte di provarle TUTTE. Mi sembra giunto il momento. In realtà ne ho già fatte una sessantina, ma dato che avevo messo tutto sul vecchio blog, non sia mai che io sprechi del tempo a ripresentarvi ricette fatte anni fa, QUINDI (oggi mi piace molto QUINDI) questo post è per rimandarvi intanto alle prime 10 ricette del libro The Naked Chef. Mmmm, che faccio, vi metto le foto con il link o scrivo il titolo con il link? Dubbio, grande dubbio… Vi lascerò solo il titolo, mi piace l’idea di questo post che ha come unica immagine una foto di una sconosciuta in atteggiamento da vecchia zitella acida.

1. Baked fruit with vanilla sugar and vanilla cream

2. Everyday quick pasta recipe

3. Pappardelle with dried porcini and thyme, tomato and mascarpone sauce

4. Borlotti beans, pancetta and rosemary risotto

5. My minestrone soup

6. Praline semifreddo

7. Borlotti beans with olive oil and lemon juice

8. Olive oil and lemon juice dressing

9. Pappardelle with mixed wild mushrooms

10. Pappardelle with sweet leeks and mascarpone

Ok, non so che casino ho fatto con questi link, se ce ne fosse almeno uno che riportasse alla ricetta giusta ne sarei molto meravigliata.

Detto questo, mi faccio un bentornata da sola, mi auguro che come sempre lasciate una prova del vostro passaggio (cioè, capisco che i 3 che di solito leggono di sicuro si fermeranno a metà, quindi non sapranno nemmeno che in fondo al post… c’è la possibilità di commentare! O anche di mettere un mi piace (forse, bo, non ne sono sicura) ma, se per qualche sventurato motivo qualcuno leggesse fino alla fine, faccia un fischio. Uno anche per me grazie, che non so fischiare. E che ne so, potete anche solo lasciarmi una pernacchia, un fai schifo (mi è già successo, lo ammetto), un smetti di scrivere per favore e chiudi il blog una volta per tutte altro che pausa, ecco, tutte cose che mi darebbero una grossa motivaziona a continuare, per poter rovinare le giornate a più persone possibile. Ah, la parentesi era ancora aperta? Toccherà chiuederla prima della fine, che io non sopporto chi apre le parentesi e non le chiude) (Fortuna che nel computer si vede, nella vita reale sono una maga nell’aprire le parentesi e non chiuderle mai più Del tipo “Ciao, da quanto tempo, come va? Ah, prima che mi dimentico volevo dirti (ah aspetta, mi stavo per dimenticare, ti ricordi l’altro giorno che ti raccontavo della penna che avevo in mano, quella che usavo come mestolo (ah è vero, sai l’altro giorno quando usavo il mestolo per assaggiare il sugo (cavolo, prima che mi scordo devo andare a comprare la passata che a casa è finita (ma stasera a cena cosa mi faccio? Forse la passata non mi serve (prima che mi scordo, dopo cena andiamo a farci una birra? (an no aspetta, sono sotto antibiotici, niente alcol (cavolo, mi sono scolata la vodka alla liquirizia che era in frigo, (ecco perché ho la pressione alta, la liquirizia non alzava la pressione? (adesso che penso alla pressione, lo stetoscopio rosa salmone che ho nella’rmadio è un pezzo che non lo tiro fuori, magari domani sento se a Schlange batte il cuore… Dicevamo? Ciao, è da un sacco che non ci vediamo, vero? Chissà perché….

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