Risotto moscioli e vì (MÓÓÓÓSCIOLI, NON MOSCIÒLI!)

Lo stavamo tutti aspettando da tempo, me lo ero ripromessa ormai da mesi, orde di fan impazziti bramavano per la sua pubblicazione! Ed eccolo finalmente, un post breve!! Evvai!

Lo faccio solo per questa occasione, cioè la partecipazione al concorso Tre Spade. Una gentile donzella un giorno mi ha chiamata per avvisarmi di questa cosa, e fortunatamente me lo ha ricordato un’altra decina di volte tra telefonate ed e-mail, perché come ben sapete, io la testa ce l’ho solo per impiccio e si, diciamolo, per dare un senso alle sciarpe che mi metto anche quando ci sono 40 gradi. Che una sciarpa al collo senza la testa ci sta male.

Ma non divaghiamo, ho promesso o no un post breve? Dicevo che è per questo concorso per il quale bisognava pensare a un piatto che rappresentasse l’Italia. Come sono giunta, ordunque, al risotto con i moscioli? Inizialmente volevo cimentarmi nella pasta fresca ripiena, poi però mi sono detta che, per quanto la pasta rappresenti l’Italia in tutto il mondo, quello che la rappresenta ancora di più, per me, è la semplicità. Cosa che va pure a braccetto con la mia inguaribile pigrizia, quindi BEN VENGA. Poi volevo fare qualcosa di carne, ma poi ho pensato che l’Italia è più associata al mare (almeno nella mia mente). Poi volevo fare una pasta al pesce, ma poi ho pensato che il risotto è un classico italiano.

Insomma si, sono partita per fare una pasta ripena con guanciale e salsiccia e mi sono ritrovata con un risotto con i moscioli. Sempre coerente.

Una precisazione però è doverosa. Che sò sti moscioli? Allora, c’è chi dice che è solo il dialetto anconetano per cozze, chi dice che sono tutta un’altra cosa rispetto alle cozze. La verità, dopo innumerevoli ore passate a cercare informazioni (leggi: 10 secondi), è questa: i moscioli sono le cozze selvatiche che si pescano nella zona di Ancona. D’estate però. E adesso che siamo a gennaio? Lo ammetto, ho usato le cozze normali. E l’ho chiamato lo stesso risotto ai moscioli perché per un anconetano, quelle robe nere non saranno mai cozze. Saranno sempre moscioli. I moscioli moscioli sono chiamati “i moscioli de Portonovo“. La ricetta con i moscioli mi sembrava anche doverosa, dopo la puntata di Masterchef dove Barbieri si è tirato contro l’ira di tutti gli anconetani, sbagliando la pronuncia del prodotto di cui andiamo più fieri. E ne andiamo fieri davvero, come dimostra questo video esplicativo dove potrete sentire quello che in pratica è l’inno anconetano: “C’avemo i moscioli e ce piace el vì”. Gli anconetani poi non sono proprio famosi per la loro cordialità ma in fondo in fondo siamo tutti buoni, proprio come spiegato nella poesia dal titolo “Come se magna le crucete in porcheta

Se pine in tra do’ deti come un fiore;
le bagi come fosse el primo amore,
prima in tel cuderizzo, un bagio seco,
po’ volti e bagi in do’ che c’era el beco.
Ciuci e riciuci, lichi scorze e deti :
è un ino de chiopeti e de fischieti
e te viénene su qùi ciciolini
che udorene de mare e de giardini.
Ricòrdete ma prò che la cruceta,
da per lia sola, è misera, pureta;
è come un quadro pieno de vernige,
un quadro belo, ma senza la cornige.
E alora perché el gòde sia completo,
ce vòle, digo vole, un bichiereto
de vì ogni sète cici , in abondanza,
de modo che ce sguazi in tela panza. …
lo guardo ’sta cruceta sbrozolosa
cun ’st’anima gentile; cià qualcosa
del caratere nostro ancunetà :
rozo de fòra, duro, un po’ vilà,
ma drento bono, un zuchero, ‘n amore,
ché nun conta la scorza, conta el core!

Insomma, siamo duri come una scorza di fuori, ma dentro semo bòni ‘mbelpò! Non conta la scorza, conta el còre!

E via, non doveva essere un elogio a Ancona, ma all’Italia. Anche se l’Italia è bella proprio per questo, tante diversità in una sola nazione. E celebrare il risotto con i moscioli è anche celebrare l’Italia, con il risotto più tipico del nord, il mare più tipico del sud, il tutto unito da un’anconetana del centro!

RISOTTO MOSCIOLI E VI’

Ingredienti per 2 persone: 1 chilo di moscioli, olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, 1 bicchiere e mezzo di vino, 200 g di riso per risotti, una manciata di prezzemolo

Pulire bene i moscioli (mi ci sono volute millemila ore per questo passaggio). Scaldare in una padella un pò d’olio con lo spicchio d’aglio, buttare i moscioli e mezzo bicchiere di vino, poi chiudere il coperchio, abbassare leggermente il fuoco (né basso né alto, deve essere medio) e cuocere una decina di minuti. Alla fine togliere il coperchio e annusare bene il vapore che esce, dato che il profumo è paradisiaco. Togliere tutti i gusci mettendo da parte i moscioli e lasciare nella padella l’acqua di cottura e lo spicchio d’aglio. Preparare il risotto: per prima cosa aggiungere un bicchiere di vino all’acqua di cottura dei moscioli e tenere in caldo. Mettere l’olio e lo spicchio d’aglio usato per i moscioli in un’altra padella, versare il riso e farlo tostare un paio di minuti. Aggiungere piano piano l’acqua di cottura, intervallandola con acqua (per intenderci: mettete un mestolo di acqua di cottura e un mestolo di acqua normale). Cuocere per il tempo indicato sulla confezione. Alla fine aggiungere i moscioli, il prezzemolo tritato e un pò d’olio. Generose mestolate in un piatto e mangiare!

Il fatto di alternare acqua di cottura dei moscioli e acqua normale viene da un semplice fatto: se usate tutta l’acqua dei moscioli viene salato salato. Con un sacco di sapore di mosciolo, ma troppo salato.

Alla fine non è venuto un post proprio breve, ma almeno per una volta non ho divagato. Evviva!

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