Prova prodotti e La renella crocchiarella

Ieri sera mi stavo per addormentare e mi era venuto in mente un inizio post super intelligente, super divertente e super tutto. Insomma, una roba che poteva essere candidata non per il Pulitzer, ma mi avrebbero dato direttamente il Nobel perché avrebbe sicuramente portato la pace nel mondo.

Purtroppo stamattina mi sono svegliata e i neuroni dell’ippocampo come al solito non avevano fatto il loro lavoro, cioé ricordarsi le cose. Probabilmente hanno fatto un festino con la pizza patate e salsiccia che mi sono mangiata per cena, non contenta di un lauto pranzo a base di lasagne e porchetta, e si sono svegliati stamattina in preda ai postumi da una sbronza da zuccheri. Insomma, una giornata ordinaria.

Oggi è il primo dicembre. Non so da quali lande sperdute vengano i miei 3 accaniti lettori (oggi regna l’ottimismo, addirittura mi aspetto un lauto pubblico composto da tre persone – ma quanto mi piace “lauto” oggi? E’ deciso, LAUTO è la parola del giorno, e quindi la useremo lautamente), qui comunque ci saranno quasi 20 gradi. Non per questo casa mia è calda. Oddio, è vero che in questo momento sono in maniche corte e che i termosifoni sono accesi… mi rendo conto di essere un paradosso vivente, forse mi conviene mettermi una maglia e spegnere i termosifoni, così da non avere una lauta bolletta del gas tra qualche mese. Che poi tanto avrò una lauta bolletta della luce dato che periodo natalizio = 800 miliardi di lucette sparse a casa mia quasi perennemente accese. Che fa festa. Una lauta festa. Per l’enel.

Ma entriamo lautamente nel vivo del post: cos’ho pappato di recente? I Croque Monsieur, o IL Croque Monsieur, non saprei. E che è? Si mangia? Si, ovviamente. Da quanto ci racconta la nostra cara amica, Wikipedia, il Croque Monsieur viene da croquer (mordere) e monsieur (signore). Questo non toglie che in italiano renda molto meglio la traduzione data dalla sottoscritta e quindi molto più attendibile dall’alto dei miei 3 anni di francese alle medie, con l’unico “sufficiente” della pagella (nel senso che era il voto più basso che avevo – ahhh che bella la gioventù) solo perché una volta alla domanda “come si dice mela?” io avevo risposto “mel” invece di “pomme”. E si, lo ammetto, anche adesso sono andata su Google Translator per cercarlo, perché per me mela in francese continua a essere MEL. Ma dicevo (come al solito mi dilungo poco), la traduzione sicuramente più attendibile di Croque Monsieur è Signore Croccante. E non si discute. Poi leggendo su Wikipedia ho scoperto che esiste anche la versione SignorA Croccante, che dovrò provare a fare al più presto dato che basta mettere un uovo sopra il signore croccante. Troppo bello comunque “signore croccante”, mi viene in mente me stessa che sgranocchio un signore che passa, ignaro della sua fine. Un pò come Homer Simpson quando immagina di essere nella landa di cioccolato e sgranocchia conigli. Io sgranocchio signori croccanti.

Ma cos’è insomma questo Signore Crocchiarello? Un toast. Con sopra il formaggio. Buonissimo in versione fatta in casa (o quella del Mercatino Regionale Francese che gira per l’Italia), un pò meno questa versione pronta trovata alla Lidl. Eh si dai, la Lidl io la amo con tutto il cuore, quasi di più di Mr Geom. (di sicuro di più), però stavolta ha quasi toppato. Non era per niente saporito e poi io ho un problema con il prosciutto cotto nella versione “non fresca”. Quello sopra le pizze, per esempio. Fa schifo. Quindi faccio un bel fiocco al dito (non come quello che ho provato a fare con l’etichetta della Coca Cola, che non mi è venuto. Ma qualcuno ha provato a farlo? La fanno facile: strappa, tira e voilà, il fiocco di Natale è fatto. Io ho staccato l’etichetta e mi si è divisa a metà. Dovrò comprare altra Coca Cola per ritentare l’impresa)…. cosa dicevo? Mi sono lautamente dimenticata (era da un pò che non usavo lautamente). Ah si, mi farò un fiocco al dito per ricordarmi di provare a fare la versione home made del Signore Crocchiarello. E ovviamente anche della Signora Crocchiarella, mi pare lautamente doveroso.

Per finire (quasi) vi lascio un video sull’insalata di wurstel sempre Lidliana, o meglio, vi lascio il link al video.

Potete raggiungere il video lautamente scempioso anche cliccando sulla foto (che fortuna eh?) (sempre sperando che io e la tecnologia bloggosa andiamo d’accordo). In questo caso la Lidl non ha toppato per niente, era buonissima.

E adesso finisco davvero, giusto un aggiornamento sulla salute del mio amore numero 1 al mondo: gattaccio nero.

Mi ha fatto prendere un colpo, si pensava che avesse problemi ai reni. Avevo già iniziato a cercare un gatto che potesse fare da donatore di entrambi i suoi sani reni al mio. Sarei stata pronta a sventrarlo io stessa il gatto (sono pronta per la sala operatoria, si) e a strappargli i reni a morsi (prontissima per la sala operatoria…).

Alla fine viene fuori che aveva della renella nella vescica. Che adesso, non è per fare la saccente (cosa che invece sono), ma chiunque avrebbe capito che erano una specie di calcoli. Chiunque tranne Mr Geom che, appena usciti dal veterinario, ha allegramente detto “io pensavo che avesse mangiato la renella della lettiera”.

Ed ecco perché nella foto, i cuoricini sono intorno al mio amore unico. E lautamente nero. Schlange (e probabilmente lautamente arrabbiato con me per il nome che gli è stato donato. Ingrato).

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