Calendario dell’Hallowento: meno 1

Arrancando arrancando siamo quasi giunti alla fine di quello che doveva essere un simpatico conto alla rovescia ma che invece si è trasformato in un parto di un elefante. Che qui tra un pò potrete prendere spunto per Halloween 2022.

No, perché voi non sapete quale tragedia sia per me questo ritardo. Io tengo un diario dove scrivo tutti i giorni quello che devo fare, dato che la demenza senile + l’Alzheimer hanno già dato dei bei frutti maturi con me. Poi vabbè, anche per il mio bisogno incontrallabile di fare liste e programmare ogni singolo secondo della giornata (per poi cambiare puntualmente programma, ogni volta. Ma sempre puntualmente). Ma comunque, segno tutto quello che devo fare, pure “farmi la doccia”, per intenderci. E ogni inizio settimana controllo quello che non ho fatto la settimana prima e lo riscrivo sul lunedi (potete immaginare quanto sia lunga la lista del lunedi, con quello che mi porto dietro di non fatto dai 7 giorni prima…). Ecco, siamo al 20 di novembre, quindi sono ben 3 settimane che mi vedo scritto sul lunedi: “aggiornare il blog meno 1” e “aggiornare il blog 0“. E mi rifiuto di riscriverlo anche lunedi prossimo. Basta. E’ giunta l’ora di finire questo benedetto calendario dell’Hallowento.

E non preoccupatevi, il calendario del Natalento non lo faccio. Promesso. (almeno per quest’anno)

Il giorno prima di Halloween (ormai millenni orsono – ma orsono si scrive attaccato? Ma significa Orso No? E “No” che cos’è, il nome dell’orso o è che l’orso dice no? O che l’orso non lo voglio? No, questo non è possibile, chi non vorrebbe una bestia feroce che si pappa tutto il miele del Menocaro? Ma poi non è che l’orso diventa schizzinoso e vuole che gli compro il miele dell’Auchan? O addirittura un miele di marca? Forse vuole quello con la confezione a forma di orso. Ma poi sarebbe cannibalismo mielorsoso?)……. ok, ormai millenni fa avevo iniziato una frase che nemmeno ricordo, cosa dicevo?

Ah si, il giorno prima di Halloween. Che ho fatto? Bo, l’Alzheimer… bo, cosa dicevo? Ok, riprendiamoci. Vedo qui di fianco la foto della cheesecake, quindi probabilmente volevo parlarvi di quella. Di solito faccio le cheesecake cotte, ma Sergi voleva quella cruda. Ha un solo desiderio da esprimere all’anno e per il 2014 si è giocato questo. Se si comporta bene fino a fine anno, per il 2015 gliene concederò 3. Mi sento molto genio della lampada. Anche se la parola genio accostata a me stessa suona male, anche se presuppone il fatto che io dorma dentro una lampada.

Dicevo, cheesecake cruda. La ricetta l’ho presa da Martha Stewart e, se cliccate nel suo nome, vi manda (vi dovrebbe mandare) alla pagina della recipe. Che poi ho iniziato a fare la wishlist per Natale e in libreria ho visto che è uscito il suo libro… Cmq, a leggere le ricette americane mi viene un colpo ogni volta, anche se sono in possesso ormai da anni e anni dei famosi cup, tablespoon, ecc ecc, che per me sono uno dei simboli della quasi inettitudine degli americani di concepire la pasticceria come la concepiamo noi. Cos’è una cup di burro? Cioè, ce lo devo spalmare dentro e riempire tutti i buchi o ci schiaffo il panetto da 250 g e anche se ne resta fuori metà va bene lo stesso? Dosi a casaccio. Per fortuna la cara Martha ci viene in aiuto con un’altra unità di misura: le once. Facile per un italiano, no? Il prossimo che mi dice che la globalizzazione è una cosa brutta lo riempio di 459 cup di burro e di 3846 once di piombo fuso.

E adesso, torniamo a noi (nel frattempo sono stata in bagno… ops, non si dice. Ok, diciamo che ho preparato il caffè – “tu non prepari il caffè, hai paura che la caffettiera esploda!”, oook, allora… non mi viene in mente niente, sono stata in bagno). La ricetta di Martha (che gli americani di tutto il mondo mi perdonino), potrebbe avere delle dosi per far mangiare una famiglia di 20 persone, più i loro 10 cani e 25 gatti. E ve lo dice una che da quando ha scoperto la passione per la cucina ha messo su svariate decine di chili. Tutta questa pappardella per dire che ho dimezzato le dosi. E se qualcuno non avesse voglia di fare le conversioni Once-cup-tb-manciate-palate-occhi di serpente-zampe di gallina-grammi, ci ho pensato io per voi.

CHEESECAKE RAGNATELOSA

Ingredienti per uno stampo da 22 cm: (per la base) 250 g di wafer al cioccolato, 40 g di zucchero, 90 g di burro fuso, un pizzico di sale, (per il pezzo di cioccolato e per la ragnatela) 60 g di cioccolato fondente, 120 g di panna, (per il dentro) 450 g di Philadelphia, 150 g di zucchero, un pizzico di sale, un paio di cucchiai di succo di limone, 180 g di panna.

Come si fa? Per il fuori: in una ciotola buttate i wafer e schiacciateli con tanta pazienza. Adesso che ci penso potevo metterli nel frullatore invece di stare un’ora a schiacciarli con il cucchiaio di legno. Aggiungete lo zucchero, il pizzico di sale e il burro fuso e mescolate tutto. Poi mettete nello stampo imburrato, ricoprendo la base e i bordi (devono essere abbastanza alti). Martha non so cosa intendesse per “refrigerate”, non avevo voglia di andare a cercare se volesse dire “schiaffate in frigo” o “schiaffate in congelatore”, così ho optato per il congelatore, una decina di minuti.

Per la parte cioccolatosa: sciogliete a bagnomaria il cioccolato, aggiungete la panna e mescolate finché non si amalgama. Martha fa in modo diverso, che implica tirare fuori il tritatutto, sporcarlo e poi lavarlo. E sporcare anche un pentolino per la panna. Io sono pigra, con il mio metodo sporcate un penstolino solo, dato che quello con solo l’acqua si asciuga e via, non si lava! Una volta fatta questa ganache, si mette nel fondo del dolce, cioè, sopra alla base, stendendola bene. Altre 5-10 minuti nel congelatore, mentre preparate il ripieno, e via.

Per il ripieno: sbattete il philadelphia con lo sbattitore per 3 minuti (non un secondo di più e non uno di meno, mi raccomando! Mettete il timer, il tiiiimeeeeerrrr!!). Aggiungete zucchero e sale e sbattete altri 3 minuti (vedi sopra, il tiiiiimeeeerrrrrrrr). Spegnete il timer e buttatelo dalla finestra. Adesso potete mettere il succo di limone. In un’altra ciotola sbattete la panna (ma quanto mi tocca lavare alla fine? Ma sono stata proprio io a dire “no dai, cosa ci facciamo con la lavastoviglie? Meglio uno scaffale in più da usare come dispensa di cibo – e fu così che a casa ebbe 2890 tonnellate di cibo e piatti sempre sporchi) e alla fine aggiungetela al resto del ripieno, stando mooooolto attenti a non far sgonfiare tutto. Ecco come ho fatto io: panna, plaf dentro al resto, ciaf ciaf ciaf, ho girato tutto a mò di frullatore umano.

Cos’è rimasto? Ah si, mettete il ripieno nella base di biscotti e riponete (che termini aulici dopo ciaf ciaf) in frigo per tutta la notte. Non chiedetemi se dopo 2 ore è pronta perché bo.


Avrò scritto troppo? Per me non ci è arrivato nessuno quaggiù in fondo. Se qualcuno ci è arrivato davvero, che lasci un segno della sua impresa e scriva un commento! (tanto, fatto 30, facciamo 33).

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3 thoughts on “Calendario dell’Hallowento: meno 1

  1. Io ho letto tutto! Per refrigerare non so cosa intenda Martha ma io di solito metto in frigo, sicuro ci mette di più che in congelatore, ma in congelatore io non ho mai spazio quindi credo vada bene tutto cambiano solo i tempi, per la ganache io la faccio in un unico pentolino e senza bagnomaria…prima scaldo la panna, spengo il fuoco poco prima che inizi a bollire e poi butto il cioccolato tritato e mescolo fin quando non risulta omogeneo! Amo la ganache fondente….per il resto…mai fatta la cheesecake con la base di wafer, assolutamente da provare!

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  2. Vedi i consigi degli esperti! Non avrei nemmeno dovuto asciugare la pentola per il bagnomaria! Per i wafer.. non so nemmeno se in inglese wafer sia un sinonimo di biscotti, o un tipo particolare di biscotti, come sempre ho fatto a casaccio! Non era male (la base), ma di sicuro quello che dava la spinta era quello straterello di ganache tra la base e il ripieno! Quello si che sarebbe da mettere in tutte le cheesecake!

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  3. una delle cose che i miei clienti gradivano di più delle mie torte era proprio quello “straterello” di ganache tra il pan di spagna e la pasta di zucchero…io non riesco più a mangiare le mie torte, ma la ganache e la nutella me le sogno anche di notte!

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