Calendario dell’Hallowento: meno 4

Passare dall’essere in anticipo, all’essere in tempo, all’essere in leggero ritardo, all’essere in un ritardo mostruoso è il mio forte. Anche se io di solito parto già in mostruoso ritardo in tutto, saltando completamente le fasi dell’essere in leggero ritardo o in tempo e non conoscendo nemmeno cosa significhi essere in anticipo.

Insomma si, l’avevo già detto. Ho fatto il passo più lungo della gamba e anche di parecchio. Che poi a fare le cose che mi ero riproposta di fare sono anche quasi al pari, è il conciliare tutto e trascriverlo anche nel blog che mi crea qualche problema. E allora, mi direte voi, cancella sto cavolo di blog e via! No, per carità, non vi priverei mai dell’infinita gioia che sicuramente avete nel leggere i miei vaneggiamenti. MAI. Quindi vado a rilento ma vado (a quel paese, si).

E siamo giunti al meno 4, anche se in realtà Halloween è domani. Ma almeno stavolta vi delizierò con una ricetta sopraffina, nel senso che sta proprio sopra alla fina, alla vostra fine, o meglio, alla fine che faranno le vostre arterie dopo che avrete mangiato un paio di questi meravigliosi cupcake con la crema al burro. All’inizio non capivo proprio cosa ci trovassero questi americani in quella roba che per me sapeva di burro e basta. Non fraintendetemi, io adoro il burro, ma forse mangiato a morsi è un pò troppo anche per me. Magari sciolto e mischiato con i biscotti schiacciati, come nella base del cheesecake. Così me lo mangerei a cucchiaiate, anzi, a mestolate. Però ecco, un pezzo di panetto di burro sopra a un cupcake proprio non mi convinceva. Poi ho capito.

Ho capito che come al solito ero io ad essere incapace e quella che facevo non era un crema al burro, ma burro e basta. Mi è venuto in aiuto un libro di cupcake che ormai considero “La Sacra Bibbia dei Cupcake”: I Cupcakes di Lola. Decisamente uno dei regali più azzeccati di sempre. Non che io abbia provato chissà quante ricette da questo libro, ma per giudicare un buon libro di ricette di cupcake per me basta provare a farne due: quelli alla vaniglia e quelli alla banana (di solito onnipresenti). Se sono buoni quelli allora siete apposto, avete trovato l’oro.

I primi cupcake che ho fatto erano quelli alla vaniglia di Nigella e da lì me ne sono innamorata. Mi sono tenuta stretta la sua ricetta per parecchio tempo, finché non ho provato quelli di Lola. Oggi però non vi metto la ricetta dei cupcake alla vaniglia, ma di quelli al cioccolato. Per renderli Halloweenosi ci ho messo il colorante nero (ma che poi, perché a tutti basta una punta di colorante per far venire l’impasto nero come la morte e io ci ho dovuto svuotare tutto il barattolino e mi sono comunque venuti color cacca scura? Bah) e la crema al burro l’ho fatta arancione. E ovviamente ho usato dei pirottini zuccosi. E via con la ricetta!

CUPCAKE HALLOWEENOSI

Ingredienti per i cupcake al cioccolato: 100 g di cioccolato fondente, 175 g di burro, 225 g di zucchero, 4 uova, 100 g di farina autolievitante (o 100 g di farina + un cucchiaino abbondante di lievito), 2 cucchiai e mezzo di cioccolato in polvere, un pizzico di sale.

Sciogliere cioccolato e burro a bagnomaria e, quando si sono sciolti, aggiungere lo zucchero e mescolare. Poi lascir raffreddare. Sbattere tutto con lo sbattitore per 3 minuti e poi incorporare un uovo alla volta. Setacciarci dentro farina, lievito, cacao e sale e sbattere tutto ancora, fino a che non si sono amalgamati. Mettere tutto nei pirottini e poi in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.

Ingredienti per la crema al burro: 120 g di burro, 500 g di zucchero a velo, vaniglia, 1 cucchiaio di latte (io ne ho usati 4-5 veramente), colorante (se volete)

Sbattere il burro (un pò ammorbidito, sennò vi ritrovate pezzetti di burro sparsi per la casa/maglia/gatto) finché non diventa soffice e liscio. Setacciare metà zucchero nel burro e sbattere tutto finché non è incorporato. Aggiungere la vaniglia e il resto dello zucchero e sbattere prima a bassa velocità, poi, una volta incorporato, a velocità più alta per 3-5 minuti. Cucchiaiate di colorante, sac a poche e via, sopra i cupcake.

Provateli che sono buonissimi!

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Calendario dell’Hallowento: meno 5

Mi sa che ho fatto il passo più lungo della gamba. Sono indietro di un giorno preciso. Un pò come in tutto nella vita. Sono un giorno indietro a lavare i piatti, una settimana indietro a pulire il pavimento, un mese indietro nel togliere la polvere dai mobili, e circa 10 anni indietro con lo studio. Eh vabbè, dovrei solo settare il mio orologio biologico indietro di vari anni ed è fatta!

Fosse tutto semplice come fare queste zucche di pasta sfoglia! A quest’ora avrei lavato tutti i piatti, avrei il pavimento che sa di pino e i mobili scintillanti, invece di avere una pila di piatti che staziona vicino al lavandino, il pavimento che da bianco è diventato grigio e mobili con sopra conigli di gatto.

Ma cosa importa quando trovi la ricetta per il ripieno perfetto di zucca?

La ricetta viene da qui e quindi non mi resta che trascriverla.

ZUCCHE ZUCCOSE

Ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia, 100-130 g di zucca cotta al forno (non so di preciso a quanta zucca corrisponde a crudo, ma voi cuocetene un bel pezzo che male che vada la frullate e ci fate una zuppa!), 15 g di burro, 1 cucchiaio di latte, 2 cucchiai di zucchero

Dopo aver cotto la zucca, mettetela in una ciotola, aggiungete il burro fuso, il latte e lo zucchero. Schiacciate tutto. A questo punto, nella ricetta originale, alla tipa giappica era venuta una cosa pastosa e abbastanza duretta. Non so che cavolo di zucche hanno in Giappone, ma la mia ha fatto un sacco di acqua e avevo paura che se l’avessi messa così mezza liquidina sulla pasta sfoglia, sarebbe diventato tutto una pappetta (come mi succede di solito…). Per evitare allora ho messo tutto su un pentolino, fuoco medio-alto per circa 5-10 minuti, o comunque finché non vedete che vi si asciuga abbastanza. Non diventarà mai come quello della gippica, ma basta che non vi ritrovate una pappetta arancione che galleggia nell’acqua, ecco.

Poi c’è da tagliare la zucca-pasta sfoglia: una la tagliate solo zucca, un’altra invece con gli occhi e la bocca. Ah si, ovviamente non avevo uno stampone gigante a zucca, quindi mi sono stampata l’immagine e l’ho ritagliata da lì! Con un rotolo di pasta sfoglia mi sono venute 2 di queste zucche ripiene. Insomma, mettete il ripieno zuccoso sopra la zucca senza occhi e poi ci mettete sopra la zucca con gli occhi. Chiudete bene (io ho passato un pò di acqua con il dito per far attaccare le due zucche), poi mettete in forno a 180°C per 20 minuti.

Sono venute insapettatamente perfette! Non ci avrei mai creduto visto l’inconveniente del ripieno di zucca affogato nell’acqua!

Pappate nel giro di un nanosecondo e via, pronti per la prossima ricetta.

Che però oggi ho solo iniziato, la finisco domani. Tanto ormai avete capito che sono indietro. Sempre in ritardo. Ovviamente il ritardo mentale, quello c’è già di fondo.

Calendario dell’Hallowento: meno 6

Non mi sono dimenticata del mio progetto dell’Hallowento (per ora), ma ieri sono stata impossibilitata a aggiornare, cause esterne, non per colpa mia! Cioè dai, mancanza di tempo.

Ieri comunque ho fatto dei dolcetti, buoni, ma buoni che quasi sono i più buoni che ho fatto. E non erano neppure del tutto homemade, dato che li ho fatti con uno dei preparati della Lidl che, come sempre, non si smentisce.

Devo dire che erano anni che vedevo questa confezione alla Lidl e  sono sempre stata sicura, certissima al 100%, che questa cosa fosse un preparato per dei biscotti. Cioè, non mi era nemmeno sfiorata l’idea che potessero essere altro. Del resto, sono tondi. Ottima equazione: tondo = biscotto. E invece no, manco per niente.

Sono dei dolcetti. Adesso avete capito tutto, no? E’ che non so come descriverli… sono leggermente croccantini fuori e morbidi dentro, una consistenza buonissima, si sciolgono in bocca. E la glassa? Dalla confezione pensavo che fosse stata rosa (dato che di solito nelle immagini esaltano sempre i colori, magari vedi un blu notte e invece ti ritrovi un azzurro puffo), invece è rossa, rossa, rossa! Rosso sangue quasi! E vogliamo parlare delle zucchette di ostia?

Decisamente non ho niente da ridire, consiglio a tutti di comprarli alla Lidl, di farli e di mangiarli. SUBITO!!

Che poi mi sono piaciuti talmente tanto che ho deciso che proverò a rifarli senza il preparato. Tanto dentro quella busta ci sarà stata farina e lievito e probabilmente qualche altra cosa inutile. Se mi riescono metterò la ricetta al volo (di pipistrello)!

Intanto vado a papparmene altri, mentre preparo la ricetta per il prossimo post, che (spero) pubblicherò più tardi.

Sempre che io non venga rapita dai pipistrelli.

Che poi non so perché a Halloween io abbia sempre sottovalutato i pipistrelli. Mi sono sempre più concentrata sulle zucche e sui gatti neri. Ma i pipistrelli sono molto più fighi.

Calendario dell’Hallowento: meno 8

Stasera aggiornamento veloce per varie ragioni: c’è X Factor. Ah si, e c’è X Factor. E tra l’altro c’è X Factor, ve l’avevo detto?

E comunque non è che posso stare a sproloquiare qui tutti i giorni, mica ho tutta questa inventiva, io. Sono una persona abbastanza pallosa (o meglio, molto pallosa), molto monotona e compulsivamente maniacale. Il giovedi sera è dedicato a X Factor, quando c’è. E non ci piove. Un pò come Sheldon ecco. Per fortuna che non mi piaccioni i videogiochi, sennò ero proprio nerd. Che poi non è che non mi piacciono i videogiochi, semplicemente faccio schifo. Ne avevo uno una volta dove dovevo uccidere degli orsi di peluche. Tralasciando il fatto che mi dispiaceva per loro, ma non sono mai riuscita ad andare oltre al primo livello. Dopo aver provato a fare il secondo 4 volte ho lasciato perdere. E pensare che tante altre volte ho una testardaggine da far invidia a una testuggine, di solito per cose futili. Più futili di un videogioco dove c’è da uccidere orsi di peluche. Mamma mia, che vita inutile che ho.

Dato che il divano già mi sta reclamando è ora che mi do una mossa, infatti sto facendo mille cose contemporaneamente: scrivo il post, cerco la ricetta che ho usato oggi, carico le foto, guardo X Factor (e se non mi muovo potrò cambiare “X Factor” con “Extra Factor”) e tra un pò posso pure votare il/la mio/a cantante preferito/a su X Factor.

Ok, voi non lo sapete perché il post è tutto continuo, ma ho fatto una pausa perché ha appena cantato la mia preferita!

Riok dai, adesso vi metto la ricetta direttamente di questo dolcetto, molto buono e molto Halloweenoso (ma và, è proprio per questo che l’ho fatto!).

Ririok, Morgan sta facendo i suoi soliti viaggi da drogat… ops, viaggi mentali, si, volevo dire mentali. Quando li fa penso che solo io e altre 3-4 persone sotto l’effetto di stupefacenti riusciamo a stargli dietro. Il resto del mondo (GIUSTAMENTE), si perde dopo i primi 10 secondi di vaneggiamenti. Sarà per questo che lo amo, mi ricorda me stessa…

Dolce zuccone

Ingredienti: 100 g di zucchero, 100 g di burro, 75 g di farina, 50 g di cioccolato fondente, 20 g di latte, 6 g di lievito (io ho messo mezza bustina), 2 uova.

Ovviamente non è frutto della mia fervida immaginazione (che non ho), ma è presa dal libro di Santin, e in particolare è la ricetta del BISCOTTO MADELEINE AL CIOCCOLATO. Comunque, X Factor sta proseguendo e io ancora sono qui. Andiamo avanti: per prima cosa io ho tirato fuori dal frigo il burro un paio d’ore prima, perché al momento di usarlo deve essere morbido (a pomata, ma a me definirlo “a pomata” mi va venire in mente un tubetto. Cavolo a pensarci sarebbe una cosa fantastica avere un tubetto da cui spremere il burro a pomata direttamente in bocca. Oddio, il paradiso), sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo da parte a raffreddare. Mescolare le uova con lo zucchero (non con lo sbattitore, almeno penso), aggiungere la farina setacciata con il lievito e lavorare con una frusta per incorporarla. Aggiungere il latte e poi il burro. Lavorare tutto con la frusta finché l’impasto non sarà bello morbido e liscio, poi aggiungere il cioccolato e amalgamare tutto. Versare l’impasto nello stampo e cuocere in forno a 170°C per 15 minuti. Alla fine io l’ho lasciato altri 5 minuti dentro al forno spento poi l’ho lasciato raffreddare su una gratella.

Per le decorazioni ho sempre usato una ricetta di Santin (il mio guru pasticcere), in particolare la ricetta della GHIACCIA REALE.

Ingredienti: 110 g di zucchero a velo, 20 g di albumi, 2 g di succo di limone (= una spruzzata), 2 g di cremor tartaro (=mezzo cucchiaino di lievito).

Tra un pò mi finisce X Factor se non mi muovo e il divano si sta lamentando della mia assenza perché ha freddo senza il mio sederone che lo copre, quindi, velocemente: ciotola, versateci dentro 70 g di zucchero a velo, il lievito e gli albumi un pò sbattuti con il succo di limone. Sbattitore per 3 minuti, alla fine buttateci dentro il resto dello zucchero a velo e incorporate tutto. Coprite tutto con la pellicola e lasciate lì per 20 minuti prima di usare (a temperatura ambiente). Coloranti a secchiate e via.

Basta, smetto di tediarvi ancora e rendo felice il mio divano e me stessa e tutti voi.

Evviva la felicità.

A domani.

(e così se ne andò tutta la felicità dai vostri volti)

Calendario dell’Hallowento: meno 9

Oggi ho capito una cosa: non so contare. Ieri ero convinta che oggi avrei iniziato il mio calendario dell’Hallowento partendo da un bel meno 10. Un bel numero paro. Invece oggi mi sono resa conto che mancano solo 9 giorni. E pensare che ero pure brava di matematica alle superiori. si vede che anni e anni, decenni di università mi sono serviti per dimenticare le regole base di matematica.

Comunque oggi ho iniziato a decorare casa. Ho ripreso la busta con dentro tutte le cosine che avevo comprato. E mi sono accorta che mi ero dimenticata di averne comprate almeno la metà. Tipo questo signore oscuro qui di fianco non me lo ricordavo proprio ma vabbè, è stato prontamente impiccato sulle luci della cucina.

Di solito mi esalto così tanto solo con le decorazioni di Natale, infatti ne ho scatoloni pieni. Ho iniziato ad accumulare roba già quando stavo ancora a casa dai miei. Gli ultimi anni mia madre aveva iniziato a fare l’albero di Natale monocolore e io, che non sono certo nota per la mia sobrietà, ho deciso di comprarmi un mini-alberello che ho piazzato sopra la scrivania e ho riempito di palline coloratissime. Ma il tocco di classe era la punta: una stellona grande quasi come tutto l’albero, morbidosa, pucciosa e di circa 7-8 colori diversi. Tutti sgargianti, ovviamente.

Quando sono andata via di casa pensate cosa posso aver combinato… albero di 2 metri, strapieno di palline, che poi chiamarle palline è leggermente riduttivo dato che di palline vere ne avrò giusto una quindicina. E tra queste ne annovero alcune abbastanza strane, tipo una che ha delle piume verdi dentro. Per il resto si va da calze della befana in formato mignon, a farfalle volanti, a peluche mignon e peluche non tanto mignon. Insomma, qualsiasi cosa che trovo andando in giro per i negozi che abbia un modo per essere appesa. Che poi il modo per impiccare qualcuno a un albero di Natale si trova sempre, si prende un ago, si fa un bel buco, si fa passare il filo e via. Fosse così semplice anche per le persone…

Ma cosa dicevo, non parlavo di Halloween? Ah si, dicevo che ho scatole piene di decorazioni natalizie ma che fino ad adesso non avevo scatoloni Halloweenosi. Ecco, da quest’anno avrò decisamente bisogno di uno scatolone Halloweenoso.

Le ragnatele sono tra le mie decorazioni preferite, come vi dicevo ieri (mi pare) i miei ragni da appartamento non hanno fatto il loro dovere, quindi ho dovuto provvedere da me. Oggi ne ho pure minacciato uno che cercava di usare le ragnatele che avevo comprato. Alla fine l’ho rimesso sull’angolo della porta (cioè, il mio ragazzo ce l’ha rimesso) e gli ho detto che se non avesse fatto una ragnatela in tempo per il 31 l’avrei dato in pasto a una mosca.

E comunque queste decorazioni ragnatelose creano una specie di parco giochi anche per i miei gatti. A parte per uno, che di solito sale sopra il mobile dove ho messo le ragnatele, invece adesso ha paura.

Gli altri invece provano a giocare con i ragni fosforescenti. O ancora meglio, cercano di prendere i nastrini arancioni e le zucchette colorate (tra le poche cose gentilmente messe in vendita dall’Ikea) che ho avuto la grande idea di mettere intorno a una lampada, esattamente a portata di gatto. Si perché io sono una volpe. Mica metto le cose fuori dalla portata di questi animali malefici, no! Io le metto esattamente vicino ai loro posti preferiti! Lampada con nastrini colorati e zucche: dietro al divano, dove loro stanno sempre a poltrire. Ragno fosforescente: penzola esattamente sopra la televisione, dove loro si mettono quando noi guardiamo qualcosa. Ovviamente perché tutte le persone che hanno un gatto sanno che tu non puoi guardare la tv. Non puoi guardare niente. Puoi guardare solo lui. Ragnatele: nel mobile dove va a dormire il gatto nero che però, a differenza degli altri appunto non ci gioca con le decorazioni. Lui ha paura e fa dei salti allucinanti se gli avvicini, che so, un pipistrello gonfiabile grosso il doppio di lui. Vallo a capire…

E siamo quasi arrivati alla fine di questa carrellata di foto/idiozie scritte da me, giusto per riempire lo spazio tra una foto e l’altra. Forse facevo meglio a fare un post di foto e basta, ma ormai…

Comunque il risultato della giornata è che ho una casa nero-arancione. E purtroppo per chi vive con me (Sergio), ho trovato (e ovviamente comprato) anche questi bei coriandoli neri-arancioni, che sparpaglierò per casa la sera del 31 e che di sicuro non sarò io a ripulire.

Cosa vi sembra questa, la faccia di una persona che pulisce casa da piccoli pezzettini di carta? Mmmm, non penso proprio! Se fosse per me rimarrebbero lì fino a Natale almeno, quando verrebbero mischiati a coriandoli verdi e rossi. O luccicanti.

A domani con il proseguimento del calendario dell’Hallowento! Sempre che mi ricordi, dato che c’è pure X Factor…

Fagottini bananosissimi e Calendario dell’Hallowento

Questa ricetta ce l’ho ormai pronta da boh. Un mese forse, o anche di più. E allora perché non l’ho postata prima? Ariboh. Che poi mi era anche piaciuta particolarmente, dato che le banane sono decisamente il mio frutto preferito (uno dei pochi che mangio senza pensare al fatto che mi sembra di essere a dieta) e questi fagottini sanno di banana. E basta. C’è anche altra roba dentro, ma tu li mangi e ti sembra di mangiare una pasta sfoglia che sa di banana, una crema alla banana e delle banane che sanno di banana. Lo so, le banane che sanno di banana è una chicca, di solito sanno di fragola o di mela, ecco. Eccovi la ricetta senza tanti giri di parole, che dopo vi dico anche un’altra cosa.

INGREDIENTI: 2 cucchiai di burro, ¼ cup di zucchero di canna, ¼ cup di rum, 2 banane, 1 rotolo di pasta sfoglia (meglio rettangolare). Per la crema: 250 ml di latte, 60 g di zucchero, 20 g di farina, 50 g di tuorli (più o meno 3), vaniglia.

L’idea della ricetta (e gran parte della ricetta) viene in realtà da qui, io ho fatto piccole variazioni (in peggio, ovvio) e ho aggiunto la crema, presa dal libro di Santin (che di sicuro io non mi invento da sola la ricetta per la crema). Comunque, a parte le mie ciancie, ecco cosa si deve fare. Si fa sciogliere il burro in una pentola a fuoco basso. Appena si è sciolto si aggiunge lo zucchero, si alza un po’ il fuoco e si mescola finché non si sarà sciolto. Poi si aggiunge il rum e quando inizia a fare le bolle si aggiungono le banane tagliate a metà (non per lungo, per trasverso. Si cioè, dai, avete capito, devono rimanere come due piccole banane, non due banane lunghe e fine. Ottima spiegazione.), cercando di coprirle con il caramello. Poi si spegne il fuoco e si lasciano lì, sperando che il gatto (uno dei 3) non le addentino.
Poi si prepara la crema: intanto si porta a bollore il latte. In una ciotola si mettono i tuorli, lo zucchero, i semini di vaniglia e si monta tutto leggermente fino ad avere un composto chiaro e spumoso. Si unisce la farina e si mescola senza lavorare troppo. Si versa il latte caldo, si mescola fino a sciogliere lo zucchero e si rimette tutto sul fuoco basso. Si mescola, mescola e rimescola con la frusta fino alla comparsa delle prime bolle, poi si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare (in frigo, ma si deve coprire con un foglio di pellicola a contatto con la crema, per non far formare la pellicina).
Siamo giunti alla fine! Si tagliano 4 quadrati di pasta sfoglia (la grandezza deve essere proporzionata alla banana), si mettono sopra 1-2 cucchiai di crema e poi ci si appoggia la banana. Si chiudono i fagottini e si cuociono per circa 15-20 minuti in forno a 180°C.

A questo punto ve li potete slurpare, io li ho pappati appena tolti dal forno e penso che a parte me e Homer quando si mette la cera in bocca, ci saranno si e no altre 2 persone al mondo che possono sopportare il calore che hanno dentro, ma se vi sentite coraggiosi provate pure. Poi però non dite che non ve l’avevo detto eh! Io vi consiglio di mangiarli tiepidi! Poi ovvio, ne ho mangiato anche uno freddo e andava bene uguale, tanto sapeva sempre di banana, banana e banana. Se volete la ricetta in versione disegnino, eccovela qua sotto.

A parte questo, vi dicevo che volevo dirvi un’altra cosa. Quest’anno Halloween mi ha preso quasi come fa il Natale di solito e così ho deciso di usare tutti i soldi in mio possesso (più un’altra cospicua somma rubata al mio povero ragazzo) per comprare zucche di Halloween, ragnatele, ah si, a proposito di ragnatele, ho un paio di ragni per casa da mesi ormai e sto cercando di addestrarli a fare le ragnatele. Con scarsi risultati ovvio. Solo uno si è dato da fare ma ha scelto il posto sbagliato dato che sta costruendo una villa nel balcone. Io volevo ragnatele dentro casa, per questo li avevo lasciati vivi. Hanno ancora 10 giorni per esaudire i miei desideri o faranno una brutta fine. E io che li ho nutriti (con le mosche) per cercare di risparmiare sulle ragnatele finte… che ingrati! Vabbè, dicevo, ho speso tutti i miei soldi per ragnatele, teschi, tovaglioli di carta (non si sa perché ma quando ho meno di 4 confezioni di tovaglioli di carta inizio a sentirmi male. Ovviamente non bianchi, tutti con i disegnini. Mi sembrava doveroso specificare che qui non usiamo la roba del meno caro. Per tutto il resto si, ma per i tovaglioli solo quelli di supermarca = quelli dei cinesi), stampi con mummie e zucche, stampini da cupcake e non mi ricordo nemmeno che altro. So solo che in camera ho una busta strapiena di roba che inizierò a tirare fuori domani. E quindi farò un bel Calendario dell’Hallowento, in versione ridotta: i 10 giorni a Halloween.

Non so quanto durerò, probabilmente non inizierò nemmeno, ma l’idea era di fare un post al giorno fino a Halloween. Non preoccupatevi che se ci riesco non mi farò più sentire fino a Natale almeno.